AEP® System
Armonia Estetica Posturale

Giovanni Maver | odontotecnico posturo consapevole

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Tag: posizione posturale mandibolare

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.): perché il corpo ha bisogno di tempo

Quando una posizione mandibolare è alterata da anni, il corpo spesso non resta fermo.
Si adatta. Compensa. Trova un modo per continuare a funzionare.

Il problema è che questi adattamenti possono diventare così stabili da sembrare “normali”.

Nel Metodo AEP® System nasce una domanda:

👉 se il corpo ha impiegato anni per costruire un compenso, è realistico pensare di cambiarlo in un giorno?

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare AEP® System con miglioramento di equilibrio mandibolare, lingua e postura
Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.): percorso graduale e reversibile per favorire una posizione posturale mandibolare più equilibrata.

Cos’è il Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)?

Nel Metodo AEP® System utilizziamo un concetto chiamato:

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)

L’idea di partenza è semplice:

👉 gli adattamenti costruiti nel tempo non vengono modificati in modo improvviso.

Ogni compenso che il corpo crea lascia tracce funzionali:

• nella muscolatura
• nella posizione mandibolare
• nella deglutizione
• negli schemi motori
• nella postura

Con il passare del tempo questi adattamenti diventano automatismi.

Potremmo definirli una sorta di memoria funzionale del sistema (engramma muscolare).

Ed è proprio per questo motivo che il cambiamento deve essere progressivo.

Approfondisci qui:
👉 Articolo caso pubblicato su “teamwork Clinic “Armonia Estetica Posturale” https://www.giovannimaver.it/articoli/09.pdf

Perché il corpo non dimentica subito?

Il sistema stomatognatico non lavora isolato.

Quando una determinata posizione posturale mandibolare viene mantenuta per anni, il corpo costruisce nuovi equilibri:

• muscolari
• articolari
• posturali
• funzionali

Anche se quella situazione non è ideale.

Per questo motivo modificare improvvisamente questi rapporti può creare difficoltà di adattamento.

Non perché la nuova situazione sia sbagliata.

Ma perché il corpo deve imparare a gestire nuovi schemi funzionali.

👉 l’obiettivo non è spostare rapidamente la mandibola.

👉 l’obiettivo è permettere al sistema di ritrovare equilibrio.

Prima resettiamo il sistema

La prima fase del percorso AEP® ha lo scopo di ridurre i condizionamenti che mantengono il sistema in compenso.
Durante questo periodo, attraverso controlli periodici in deglutizione e chiusura volontaria (mediamente 4–6 mesi), osserviamo l’evoluzione dell’equilibrio funzionale.

Per questo utilizziamo:

jig di deprogrammazione AEP® System
placca di resettazione notturna AEP® System

L’obiettivo non è imporre una nuova posizione.

L’obiettivo è:

• ridurre interferenze
• diminuire i vincoli posteriori
• lasciare maggiore libertà funzionale
• permettere alla muscolatura di lavorare con meno compensi

Durante questa fase il corpo ricerca progressivamente una posizione più stabile e meno stressante.

Una mandibola libera può cambiare

Quando il sistema viene liberato da alcuni vincoli occlusali, la mandibola può iniziare a modificare progressivamente il proprio assetto.

Può cambiare:

• posizione
• tono muscolare
• adattamenti funzionali
• schemi compensativi

Ed è qui che emerge un concetto importante:

👉 la posizione iniziale non è un punto di arrivo.

È un punto da cui partire.

Poi testiamo il nuovo equilibrio

Dopo la fase iniziale di resettazione, testiamo la nuova posizione posturale mandibolare acquisita dal sistema, con controlli periodici in deglutizione e chiusura volontaria (mediamente 2-3 mesi) attraverso il:

bite di riprogrammazione diurno AEP® System

Lo scopo è dare stabilità alla nuova posizione e osservare:

• qualità della stabilità
• qualità della funzione
• adattamento muscolare
• capacità del sistema di mantenere il nuovo equilibrio

Non si tratta semplicemente di controllare i denti.

Si osserva il comportamento dell’intero sistema.

Perché procedere in modo graduale e reversibile?

Uno degli aspetti più importanti del R.P.R.I. è la reversibilità.

Perché non tutte le situazioni sono uguali.

Possono essere presenti:

• problematiche stomatognatiche complesse
• compensi cronici
• interferenze extra-orali
• adattamenti costruiti da molti anni

Per questo motivo un percorso graduale permette di valutare la risposta del sistema senza imporre cambiamenti irreversibili.

Questo offre un vantaggio importante:

👉 il paziente può evolvere progressivamente senza forzature.

Al termine del R.P.R.I. può osservare quale sia realmente l’equilibrio raggiunto dal sistema prima di modificare in modo definitivo denti o strutture anatomiche.

Perché la reversibilità è così importante? 

                                                                                                                                         In presenza di problematiche extra-stomatognatiche non completamente risolvibili, il risultato ottenibile potrebbe non coincidere con un recupero ideale.

In questi casi il percorso R.P.R.I. permette di osservare il miglior equilibrio realmente raggiungibile dal sistema prima di modificare in modo definitivo denti, protesi o strutture anatomiche.

Questo consente al paziente di valutare consapevolmente il risultato finale e decidere se consolidarlo attraverso una riabilitazione protesica o ortodontica.

👉 il miglior risultato possibile non sempre coincide con una perfezione teorica.

Il corpo non cerca perfezione

Cerca equilibrio.

Nel Metodo AEP® System il punto non è decidere una posizione ideale teorica.

È osservare:

• cosa modifica il sistema
• come reagisce il corpo
• quali adattamenti si riducono
• quale equilibrio riesce a mantenere nel tempo

Perché spesso la fisiologia non compare improvvisamente.

Si costruisce progressivamente.

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Il ciclo stomatognatico: stiamo osservando tutto il film… o solo un fotogramma?

Quando osserviamo una bocca, spesso l’attenzione si concentra su ciò che accade quando i denti chiudono.

Ma quella posizione rappresenta solo un momento di un processo molto più ampio.

Nel Metodo AEP® System nasce una domanda:

👉 stiamo valutando l’intero sistema… oppure soltanto un singolo fotogramma?

Rappresentazione del ciclo stomatognatico come sequenza di fotogrammi per spiegare la relazione tra posizione mandibolare, funzione ed equilibrio corporeo nel Metodo AEP®

Valutare un singolo momento dell’occlusione è come osservare un solo fotogramma di un film: comprendere il sistema significa osservare l’intero percorso funzionale.


Il ciclo stomatognatico: un sistema che lavora insieme

L’apparato stomatognatico non è costituito solo dai denti.

È un sistema composto da elementi che lavorano continuamente tra loro:

• articolazioni temporo-mandibolari (ATM)
• muscoli
• lingua
• deglutizione
• mandibola
• contatti dentali
• componenti neurologiche
• postura corporea

Ogni elemento influenza gli altri.

Per questo motivo osservare una singola componente rischia di fornire una visione parziale del problema.

L’errore più frequente: osservare soltanto la bocca chiusa

Molto spesso la valutazione si concentra sulla posizione occlusale:

la situazione in cui i denti entrano in contatto.

È comprensibile.

L’occlusione rappresenta un momento importante perché:

• stabilizza la mandibola
• guida i contatti dentali
• influenza l’equilibrio articolare
• permette una corretta funzione masticatoria

Ma esiste un limite:

👉 la bocca chiusa rappresenta solo un breve momento del film: mediamente circa 20 minuti al giorno durante deglutizione e contatti funzionali. Per tutto il resto del tempo il sistema vive prevalentemente in posizione di riposo (rest position), con i denti separati tra loro.

E, nel resto del tempo il sistema non rimane fermo.

Respira.

Deglutisce.

Parla.

Si adatta.

Si muove.

Il film e i suoi fotogrammi

Immaginiamo di prendere un film e selezionare soltanto alcuni fotogrammi.

Anche scegliendo quelli più belli sarebbe difficile comprendere realmente tutta la storia.

1 Rappresentazione del ciclo stomatognatico come sequenza di fotogrammi per spiegare la relazione tra posizione mandibolare, funzione ed equilibrio corporeo nel Metodo AEP®

La stessa cosa può accadere nel ciclo stomatognatico.

Se osserviamo soltanto il fotogramma dell’occlusione a denti chiusi rischiamo di perdere informazioni importanti.

Per comprendere il comportamento del sistema occorre osservare tutto il percorso.

Non solo il punto di arrivo.

La posizione di riposo: dove il sistema vive davvero

Esiste una fase spesso poco considerata:

👉 la rest position o posizione di riposo.

È la condizione in cui:

• i denti non sono in contatto
• la mandibola mantiene una posizione spontanea
• i muscoli lavorano con un determinato tono
• il sistema si organizza continuamente

Questo aspetto diventa particolarmente interessante se consideriamo che nella fisiologia quotidiana i denti rimangono realmente in contatto per un tempo relativamente limitato.

Per il resto del tempo il sistema vive prevalentemente in condizioni differenti.

Per questo motivo il punto di partenza può diventare importante quanto il punto di arrivo.

Dalla posizione di riposo alla chiusura

Nel passaggio dalla posizione di riposo alla chiusura dentale non si muovono soltanto i denti.

Si attiva un’intera sequenza:

• muscoli
• mandibola
• lingua
• ATM
• schemi neurologici

Ogni componente partecipa alla traiettoria di chiusura.

Ed è proprio durante questo tragitto che possono comparire:

• compensi
• interferenze
• alterazioni funzionali
• adattamenti muscolari

Il corpo non cerca il fotogramma perfetto

Nel Metodo AEP® System il punto non è ricercare un’immagine statica ideale.

L’obiettivo è comprendere:

• da dove parte il sistema
• come si muove
• quali compensi utilizza
• quale equilibrio riesce realmente a mantenere

Perché spesso il problema non si trova nel fotogramma finale.

👉 Si trova nel percorso che porta a quel fotogramma.

Il corpo non cerca perfezione.

Cerca equilibrio.

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