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Tag: volumi della bocca

La lingua non lascia spazi vuoti: cosa ci insegna la linguaccia di Einstein

Questo articolo nasce dalla rielaborazione e aggiornamento di contenuti pubblicati originariamente nel 2017, successivamente sviluppati ed evoluti nel Metodo AEP® System.

La lingua durante la deglutizione contribuisce all'equilibrio funzionale della bocca secondo il Metodo AEP® System.
La lingua occupa gli spazi della bocca durante la deglutizione e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

La lingua non è soltanto un muscolo: durante la deglutizione occupa gli spazi della bocca e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

Perché Einstein mostrò la lingua?

Una delle fotografie più celebri della storia ritrae Albert Einstein con la lingua fuori.

Per molti è il simbolo della sua genialità e del suo spirito anticonformista.

Nel Metodo AEP® System, quella stessa immagine suggerisce una riflessione diversa.

La lingua non è soltanto un muscolo.

È uno degli elementi che contribuisce all’equilibrio funzionale della bocca e, attraverso le sue continue interazioni con denti, muscoli e deglutizione, partecipa all’organizzazione dell’intero sistema stomatognatico.

Quel gesto apparentemente scherzoso richiama una funzione che accompagna ciascuno di noi migliaia di volte ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo.

La lingua lavora migliaia di volte ogni giorno

Ogni giorno deglutiamo mediamente tra 1.600 e 2.000 volte.

Durante ogni deglutizione, quando il sistema funziona fisiologicamente:

  • la lingua si appoggia al palato
  • i denti entrano in un leggero contatto
  • lingua, labbra e guance delimitano gli spazi interni della bocca
  • l’osso ioide partecipa alla dinamica funzionale.

Non è un gesto casuale.

È uno dei movimenti più ripetuti dell’intero organismo.

Se desideri approfondire il ruolo della lingua nella costruzione dell’equilibrio del sorriso, puoi leggere anche:

👉 La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

In quell’articolo viene approfondito il ruolo della lingua nello sviluppo delle arcate dentali, nella deglutizione e nell’organizzazione funzionale del sistema stomatognatico.

Dentro la bocca non esistono spazi vuoti

Uno dei concetti sviluppati nel Metodo AEP® System è semplice quanto poco conosciuto.

Quando deglutiamo fisiologicamente:

la bocca diventa un volume chiuso.

La lingua occupa naturalmente tutti gli spazi disponibili, contribuendo all’equilibrio dei volumi interni della bocca.

Guance, labbra, denti e lingua lavorano insieme come un unico sistema.

Non esistono spazi inutilizzati.

Ogni variazione di volume richiede al sistema una nuova organizzazione degli spazi e dei rapporti funzionali.

È proprio per questo motivo che anche una variazione apparentemente limitata, come la modifica del volume di un dente o di una riabilitazione protesica, non interessa mai soltanto quell’elemento.

Il corpo funziona come un puzzle tridimensionale

L’intero sistema è chiamato a riorganizzare i propri equilibri per adattarsi alla nuova condizione.

Nel Metodo AEP® System la bocca viene osservata come un puzzle tridimensionale.

Ogni elemento possiede una posizione precisa:

  • denti
  • lingua
  • labbra
  • guance
  • arcate
  • volumi.

Quando uno di questi elementi cambia posizione, inevitabilmente cambiano anche gli equilibri degli altri.

Se cambia un tassello, cambia l’intero equilibrio del puzzle.

Per questo motivo, osservare un singolo elemento senza considerare le relazioni con tutti gli altri significa descrivere solo una parte del problema.

Nel Metodo AEP® System ogni tassello viene interpretato all’interno dell’intero sistema, perché è l’equilibrio tra le parti a determinarne il comportamento funzionale.

Cosa succede quando cambiano i volumi?

Immaginiamo una riabilitazione protesica.

Oppure la ricostruzione di un dente.

Oppure l’inserimento di un impianto.

Ogni intervento modifica, anche solo in parte, i volumi disponibili all’interno della bocca.

La lingua continuerà comunque a ricercare il proprio spazio.

Lo farà adattandosi ai nuovi volumi disponibili e influenzando, a sua volta, l’organizzazione funzionale dell’intero sistema.

E, come avviene in ogni sistema biologico, il corpo tenderà a riorganizzare progressivamente i propri equilibri funzionali.

Per questo motivo una riabilitazione non modifica soltanto la forma dei denti.

Può modificare anche il modo in cui il sistema utilizza:

• la lingua

• la deglutizione

• la muscolatura

• la posizione mandibolare.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare una riabilitazione significa quindi rispettare non solo i tavolati occlusali dei denti, ma anche i volumi che permettono al sistema di funzionare in equilibrio

👉 Approfondisci anche: In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti https://www.giovannimaver.it/blog/riabilitazione-carico-immediato-equilibrio-bocca/

La lingua è uno dei fulcri dell’equilibrio stomatognatico

La lingua non lavora mai da sola.

Durante ogni atto deglutitorio interagisce continuamente con:

• muscoli

• mandibola

• osso ioide

• respirazione

• articolazioni temporo-mandibolari

• sistema nervoso.

Ogni modifica dei volumi disponibili all’interno della bocca può influenzare queste relazioni e richiedere al sistema una nuova organizzazione funzionale.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo.

👉 È uno dei principali riferimenti funzionali attorno ai quali il sistema organizza continuamente il proprio equilibrio.

L’obiettivo non è riempire uno spazio

Quando manca un dente, il problema non consiste semplicemente nel sostituire ciò che manca.

L’obiettivo è ricostruire un equilibrio funzionale.

Per questo motivo ogni nuova riabilitazione dovrebbe integrarsi armonicamente con:

• la lingua

• i volumi della bocca

• la deglutizione

• la posizione mandibolare

• l’intero sistema stomatognatico.

Non basta ricostruire un elemento anatomico.

Occorre comprendere come quel nuovo volume verrà accolto e utilizzato dall’intero sistema.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare un sorriso significa progettare nuove relazioni funzionali, non soltanto nuovi denti.

Perché un sorriso stabile non nasce semplicemente da denti ben costruiti, ma dall’equilibrio tra tutti gli elementi che li circondano.

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