AEP® System
Armonia Estetica Posturale

Giovanni Maver | odontotecnico posturo consapevole

La nostra esperienza per il vostro benessere
armonia del sorriso - equilibrio posturale

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Tag: postura e occlusione

Creare il sorriso: perché non si applica, si progetta

Un sorriso si può davvero scegliere da un modello standard?

Nel mondo dell’estetica dentale, per molti anni si è diffusa l’idea che esistano sorrisi “ideali”: forme perfette, proporzioni standard, soluzioni replicabili.

Ma ogni persona è diversa.

Diversa è la forma del viso.
Diverso è l’equilibrio muscolare.
Diversa è la postura.
Diverso è il modo in cui la bocca funziona.

Perché un sorriso standard può non funzionare

Per questo motivo un sorriso non può essere semplicemente applicato.
Deve essere progettato e costruito sulla persona

Quando si applicano protocolli predefiniti o modelli estetici standard, il rischio è quello di non rispettare l’equilibrio funzionale del sistema.

Questo può portare a:

  • incoerenza con il volto
  • adattamenti muscolari compensatori
  • instabilità nel tempo
  • perdita di naturalezza del risultato

Il problema non è solo estetico.
È funzionale.

Un sorriso che non rispetta la persona può apparire corretto secondo uno stereotipo estetico, ma non essere realmente in equilibrio con il sistema bocca-corpo.

Dal modello al progetto: il principio del Metodo AEP®

Nel Metodo AEP® System il punto di partenza non è un ideale estetico.

È la persona.

Ogni riabilitazione viene progettata considerando:

  • caratteristiche del viso
  • funzione mandibolare
  • dinamiche muscolari
  • equilibrio posturale

Questo approccio permette di passare da una logica di “applicazione” a una logica di progettazione consapevole.

Fase 1 – Progetto personalizzato (Fig.1)

La prima fase è quella dell’analisi.

Attraverso la scheda AEP® e il software dedicato, vengono valutati diversi parametri:

  • biotipo facciale
  • dominanze del volto
  • armonie craniche
  • classificazione funzionale

Questi dati in ambiente 3D permettono di costruire un primo progetto coerente con la struttura del paziente

Non si parte da un modello.
Si parte dalla persona reale.

Fase 2 – Progetto individualizzato (Fig.2)

La seconda fase è quella della individualizzazione e della successiva realizzazione.

Il sorriso non viene semplicemente riprodotto, ma creato artigianalmente, tenendo conto di:

  • forma del viso
  • funzione
  • dinamiche anatomiche
  • equilibrio complessivo del sistema

In questa fase il lavoro diventa unico.

Ogni dettaglio viene adattato alla persona, come un vestito su misura.

Il caso clinico nelle immagini

Le immagini mostrano il passaggio tra progettazione e realizzazione.

Nella fase iniziale, il sorriso presenta caratteristiche non coerenti con il volto e con l’equilibrio funzionale.

Attraverso il percorso AEP®, il progetto viene prima definito in relazione al viso 3D e successivamente realizzato in modo individualizzato.

Il risultato finale non è un sorriso standardizzato, ma un sorriso integrato con l’identità della persona.

Bocca, viso e corpo: un equilibrio da rispettare

Il sorriso non riguarda solo i denti.

È il risultato dell’interazione tra:

  • struttura del viso
  • funzione mandibolare
  • sistema muscolare
  • postura

Quando questi elementi lavorano in armonia, il risultato appare naturale.

Approfondisci qui: Deglutizione: il fulcro spesso ignorato nella progettazione del sorriso. https://www.giovannimaver.it/blog/deglutizione-postura-sorriso/

Quando invece si forza un modello estetico, il sistema tende a compensare

Il collegamento con la funzione

Come visto anche nell’articolo dedicato alla relazione tra bocca, postura e sintomi, il sistema stomatognatico è parte di un equilibrio più ampio.

👉 https://www.giovannimaver.it/blog/mal-di-testa-postura-bocca/

Per questo motivo, progettare un sorriso significa sempre considerare anche la funzione.

Conclusione

Un sorriso non è un modello da scegliere.

È un progetto.

Quando la progettazione parte dalla persona:

  • il risultato non appare costruito
  • il sistema non è costretto a compensare
  • il sorriso funziona nel tempo

Non è un sorriso “perfetto”.

È il suo sorriso.

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🔗 https://studiovedovati.dental

Approfondire questo approccio

👉 Per comprendere questo approccio
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

📘 Ebook – Ad ognuno il proprio sorriso
https://you.dental/?product=aep-system-armonia-estetica-posturale-ad-ognuno-il-proprio-sorriso-il-metodo-per-crearlo&lang=it

🌐 Rassegna stampa e articoli scientifici
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Deglutizione: il fulcro spesso ignorato nella progettazione del sorriso

La deglutizione può influenzare il sorriso e la postura del corpo?                                                   

Sì. La deglutizione coinvolge lingua, mandibola e muscoli cervicali.
Se questa funzione non è fisiologica, le tensioni possono propagarsi lungo il sistema muscolare e influenzare postura, equilibrio mandibolare e stabilità del sorriso.

Nella maggior parte dei casi questa funzione viene poco considerata quando si progetta una riabilitazione dentale.

Eppure rappresenta uno dei gesti funzionali più importanti dell’intero sistema stomatognatico.


Ogni giorno – e anche durante il sonno – una persona deglutisce mediamente tra le 1600 e le 2000 volte.

Si tratta di un gesto automatico, apparentemente semplice, ma che coinvolge un sistema complesso composto da:

  • lingua
  • mandibola
  • muscoli del collo
  • strutture craniche
  • sistema neuromuscolare
  • postura globale

Quando questo sistema funziona correttamente, l’equilibrio tra bocca e corpo viene mantenuto in modo naturale.

Quando invece la funzione deglutitoria è alterata, possono comparire compensi che nel tempo influenzano:

  • l’occlusione
  • la stabilità mandibolare
  • la postura
  • la progettazione del sorriso.

In alcuni casi questi compensi possono manifestarsi anche con sintomi come tensioni cervicali o mal di testa ricorrenti.


Abbiamo approfondito questo aspetto anche nell’articolo dedicato alla relazione tra bocca, cervicale e mal di testa.                                                                                                                              👉 https://www.giovannimaver.it/blog/mal-di-testa-postura-bocca/

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la deglutizione non viene considerata un dettaglio secondario, ma uno dei parametri fondamentali da osservare prima di progettare una riabilitazione

Perché la deglutizione è così importante

Durante la deglutizione entrano in gioco diversi gruppi muscolari che lavorano in modo coordinato.

La lingua esercita pressioni precise sul palato e sui denti, mentre la mandibola si stabilizza in una posizione funzionale.

Quando questo equilibrio è fisiologico, le forze muscolari vengono distribuite correttamente.

Se invece la funzione è alterata – ad esempio per una posizione scorretta della mandibola, della lingua o per un pattern deglutitorio disfunzionale – queste forze possono diventare asimmetriche o compensatorie.

Nel tempo questo può influenzare diversi aspetti:

  • la posizione mandibolare
  • la stabilità dell’occlusione
  • la postura cervicale
  • l’equilibrio muscolare del corpo.

In altre parole, la deglutizione rappresenta un fulcro funzionale che collega la bocca al resto del sistema corporeo.

Deglutizione e progettazione del sorriso

Quando si progetta una riabilitazione protesica o estetica, l’attenzione è spesso concentrata principalmente su:

  • forma dei denti
  • estetica del sorriso
  • allineamento dentale.

Tuttavia, se la funzione deglutitoria non viene osservata e compresa, il rischio è quello di progettare una riabilitazione che non rispetta l’equilibrio funzionale del sistema.

In alcuni casi questo può portare a:

  • instabilità dell’occlusione
  • recidive funzionali
  • adattamenti muscolari compensatori.

Per questo motivo il Metodo AEP® System parte sempre da un’osservazione globale del sistema bocca-corpo.

Non si analizzano solo i denti, ma anche:

  • funzione mandibolare
  • dinamica della lingua
  • deglutizione
  • postura.

Solo dopo questa fase di osservazione è possibile progettare una riabilitazione che rispetti la fisiologia individuale della persona.

👉“Questo approccio è alla base del Metodo AEP® System, sviluppato anche attraverso attività congressuali e formative.”

👉 https://www.giovannimaver.it/blog/metodo-aep-system-occlusione-postura-sorriso-2/

Il caso clinico nelle immagini

Le immagini associate a questo caso mostrano in modo chiaro la relazione tra funzione orale e postura.

Figura 1
La lingua presenta una torsione verso sinistra e l’apertura boccale risulta deviata.
Questi segni indicano una funzione alterata che può influenzare l’equilibrio del sistema.

Figura 2
Dopo la riabilitazione protesica realizzata secondo i principi del Metodo AEP®, la lingua torna in posizione centrale e la dinamica della bocca si riequilibra.

Figura 3
L’alterazione funzionale della bocca si riflette anche sulla postura del paziente, con segni evidenti di disequilibrio corporeo.

Figura 4
Quando la posizione fisiologica della lingua viene recuperata, anche l’assetto posturale tende a riequilibrarsi.

Questo esempio mostra come funzione orale e postura siano profondamente collegate.

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Bocca e corpo: un sistema unico

Il corpo umano funziona come un sistema integrato.
Le diverse strutture – muscolari, articolari e neuromotorie – lavorano continuamente per mantenere equilibrio e stabilità.

Quando una funzione fondamentale come la deglutizione è alterata, il corpo tende a creare compensi per adattarsi alla nuova condizione.

Nel tempo questi compensi possono coinvolgere:

  • mandibola
  • muscoli cervicali
  • catene muscolari posteriori
  • postura globale.

Comprendere queste dinamiche permette di progettare riabilitazioni che non si limitano all’estetica, ma che rispettano il funzionamento dell’intero sistema.

Quando questa funzione non è fisiologica, le tensioni possono propagarsi lungo diverse aree del corpo e manifestarsi con sintomi apparentemente scollegati.

Il principio del Metodo AEP®

Nel Metodo AEP® System la progettazione del sorriso non parte da un ideale estetico standard.

Parte dalla persona.

Per questo motivo ogni riabilitazione segue un percorso basato su tre principi fondamentali:

  • Osservare il sistema bocca-corpo
  • Valutare le dinamiche funzionali
  • Rispettare la fisiologia individuale.

Solo quando funzione ed equilibrio vengono rispettati è possibile progettare un sorriso che sia realmente stabile nel tempo.

Conclusione

La deglutizione è uno dei gesti più ripetuti e meno osservati del nostro organismo.

Eppure rappresenta un elemento chiave nel rapporto tra:

  • bocca
  • funzione mandibolare
  • postura
  • equilibrio corporeo.

Per questo motivo, prima di progettare un sorriso, è fondamentale comprendere come funziona l’intero sistema.

Perché quando la funzione torna fisiologica, il corpo tende naturalmente a ritrovare il proprio equilibrio.

Approfondisci

👉 Per comprendere questo approccio
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

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Testimonianze sul Metodo AEP® System: cosa dicono i professionisti

Nel corso degli anni diversi professionisti hanno osservato o utilizzato AEP® System nella pratica clinica.
Tra questi il Dr. Walter Rao (Pavia), il Dr. Giorgio Bormida (Milano) e la Dr.ssa Laura Bertelè (Merate), che hanno condiviso la loro esperienza clinica sull’interazione tra occlusione, postura e equilibrio corporeo.

Il Metodo AEP® System non è soltanto un modello teorico di progettazione del sorriso.
È una pratica clinica applicata ogni giorno da professionisti che lavorano sull’integrazione tra occlusione, postura ed equilibrio del corpo.

Nel tempo sempre più odontoiatri, odontotecnici, gnatologi e professionisti della riabilitazione hanno iniziato ad osservare il sorriso non solo dal punto di vista estetico, ma anche nel suo contesto funzionale e posturale.

Questo approccio permette di considerare il paziente nella sua globalità:
viso, funzione mandibolare, deglutizione ed equilibrio del sistema corporeo.

Le testimonianze che seguono rappresentano alcune delle esperienze cliniche maturate da colleghi che utilizzano o condividono questa visione integrata.

Il Metodo AEP® è stato sviluppato da Giovanni Maver, odontotecnico e autore di pubblicazioni sul rapporto tra progettazione del sorriso ed equilibrio posturale.

L’esperienza clinica dei professionisti

Le testimonianze riportate provengono da professionisti che operano quotidianamente in ambito clinico e riabilitativo.

Dr. Walter Rao – Odontoiatra, Studio Rao (Pavia)

“Ogni viso ha una propria armonia.
Una protesi costruita su misura che la rispetta è garanzia di qualità sotto ogni profilo.
Con AEP® System questo è possibile.”

Studio Rao – Pavia
https://studiorao.it/

Dr. Giorgio Bormida – Odontoiatra, Studio Bormida (Milano)

“Molti problemi dell’ATM e dell’occlusione si risolvono quando il corpo torna in equilibrio. AEP® System ci permette di mettere il corpo nelle condizioni di trovare il suo equilibrio.”

Studio Bormida – Milano
https://studiobormida.it/

Dr. Laura Bertelè – Medico fisiatra, Studio fisiatrico Metodo Bertelè (Merate)

“L’occlusione influenza profondamente l’equilibrio posturale.
Con AEP® System ho osservato miglioramenti rapidi su cervicale, spalle e colonna, con effetti fino a bacino e anche.”

Studio fisiatrico Metodo Bertelè – Merate (MI)
https://www.metodobertele.it/

Le testimonianze riportate sono pubblicate con il consenso dei professionisti citati e rimandano ai rispettivi studi.

Un approccio condiviso da professionisti di discipline diverse

Uno degli aspetti più interessanti del Metodo AEP® System è la sua natura interdisciplinare.

Il lavoro sull’equilibrio tra occlusione e postura coinvolge infatti competenze diverse:

  • odontoiatria
  • odontotecnica
  • gnatologia
  • posturologia
  • osteopatia
  • chiropratica
  • fisioterapia
  • terapia manuale
  • ortottica
  • podologia
  • riabilitazione muscolo-scheletrica

Quando queste competenze dialogano tra loro, diventa possibile osservare il paziente in modo più completo e progettare riabilitazioni che rispettino l’equilibrio globale del corpo.

In un precedente approfondimento abbiamo analizzato nel dettaglio Ogni sorriso è unico: perché non deve mai essere standardizzato                                              https://www.giovannimaver.it/blog/sorriso-personalizzato-postura/

Una rete di professionisti che osserva il sorriso in modo diverso

Negli ultimi anni sempre più studi hanno iniziato ad adottare o approfondire questa visione integrata.

Sul sito sono già disponibili diverse testimonianze cliniche, raccolte da professionisti che lavorano quotidianamente con pazienti reali e casi complessi.

Le prime 12 testimonianze professionali sono già online e rappresentano un punto di partenza per conoscere le esperienze di chi utilizza o approfondisce questo approccio.

Dove leggere tutte le testimonianze

👉 Cosa dicono di AEP® System i professionisti che lo usano
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system-armonia-estetica-posturale-cosa-ne-dicono.php

Un confronto aperto tra professionisti

Il confronto tra professionisti è spesso il modo migliore per far evolvere un metodo.

Chi lavora nel campo dell’occlusione, della postura o della riabilitazione funzionale può trovare in queste esperienze cliniche spunti interessanti e punti di vista diversi.

A volte basta osservare il sistema bocca-corpo da una prospettiva nuova per cambiare il modo di progettare una riabilitazione.

Approfondisci

👉 Per comprendere questo approccio
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

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Bias cognitivo: simmetria o armonia del sorriso?

Simmetria del sorriso! Perché inseguire la perfezione geometrica può portare a risultati esteticamente sbagliati no.

Quando osserviamo un volto, il nostro cervello compie un’operazione rapidissima: interpreta ciò che vede e formula un giudizio estetico. Questo processo avviene in pochi millisecondi ed è guidato da schemi mentali automatici chiamati bias cognitivi.

Uno dei bias più diffusi in ambito estetico è questo:

“Ciò che è bello è perfettamente simmetrico.”

È un’idea profondamente radicata nella percezione collettiva. La simmetria è associata a ordine, perfezione, equilibrio. Ma esiste davvero in natura?

La risposta è no.

La verità biologica: la simmetria perfetta non esiste

Se osserviamo qualsiasi organismo vivente — volto umano compreso — notiamo sempre piccole differenze tra lato destro e sinistro. Queste differenze non sono difetti, ma caratteristiche fisiologiche legate a:

  • lateralizzazione corporea (dominanza destra o sinistra)
  • sviluppo muscolare asimmetrico
  • postura
  • funzione masticatoria
  • adattamenti neuromuscolari

Il corpo umano è un sistema dinamico, non un disegno geometrico.
Per questo motivo parlare di simmetria perfetta significa usare un criterio estetico astratto che non appartiene alla biologia reale.

Perché il cervello cerca la simmetria

Il nostro sistema percettivo è programmato per riconoscere schemi semplici e regolari. La simmetria è facile da elaborare, quindi il cervello la interpreta come:

  • più ordinata
  • più stabile
  • più rassicurante
  • più “bella”

Questo meccanismo, utile per sopravvivere e prendere decisioni rapide, diventa però fuorviante quando viene applicato rigidamente all’estetica umana.

Nel sorriso, questo errore percettivo può generare risultati artificiali.

Il caso clinico: quando il bias guida la scelta terapeutica

Immaginiamo di osservare una bocca con denti usurati e disallineati .
Il primo impulso — guidato dal bias — è:

“Bisogna raddrizzare tutto.”

Si pensa automaticamente che correggere la simmetria del sorriso equivalga a migliorare l’estetica. Ma questo ragionamento ignora un fattore fondamentale:

👉 il volto non è simmetrico.

Se il viso presenta asimmetrie strutturali (come accade nella maggioranza delle persone), creare denti perfettamente allineati rispetto a una linea teorica può produrre un effetto paradossale:

il sorriso simmetrico risulta tecnicamente perfetto ma visivamente fuori contesto.

Il problema della simmetria imposta

Quando si progettano riabilitazioni dentali seguendo solo parametri geometrici standardizzati si rischia di ottenere:

  • sorrisi artificiali
  • incongruenza tra denti e volto
  • perdita di naturalezza
  • disarmonia globale

In questi casi il risultato non è brutto in senso assoluto — ma appare “strano”, poco spontaneo, non integrato.

Il motivo è semplice: il sorriso non è un elemento isolato.
Fa parte di un sistema complesso che include:

  • postura
  • muscolatura facciale
  • mandibola
  • mimica
  • assetto corporeo

Ignorare queste relazioni significa progettare un dettaglio senza considerare il sistema.

Armonia ≠ Simmetria

Questa è la distinzione chiave.

Simmetria   Armonia
concetto geometrico    concetto biologico
misura matematica     percezione globale
statica     dinamica
standard      individuale

La simmetria può esistere su carta.
L’armonia esiste solo nella persona reale.

Il principio clinico fondamentale

Un sorriso esteticamente corretto non è quello più dritto.
È quello più coerente con il volto e con il corpo della persona.

Questo significa che il compito del professionista non è “correggere tutto”, ma:

osservare — valutare — rispettare

Questi tre passaggi rappresentano il cuore del Metodo AEP® System, che non parte dal dente ma dalla persona.

👉“Questo approccio è alla base del Metodo AEP® System, sviluppato anche attraverso attività congressuali e formative.”

👉 https://www.giovannimaver.it/blog/metodo-aep-system-occlusione-postura-sorriso-2/

Il ruolo dell’osservazione clinica

La fase più importante di ogni riabilitazione non è la realizzazione tecnica, ma la lettura iniziale del paziente.

Una corretta analisi deve considerare:

  • linee facciali
  • inclinazioni naturali
  • asimmetrie fisiologiche
  • postura
  • funzione mandibolare
  • equilibrio muscolare

Solo dopo questa analisi è possibile progettare un sorriso che non sia semplicemente bello, ma giusto per quel volto.

Il risultato reale: armonia personalizzata

Quando la progettazione rispetta la fisiologia individuale accade qualcosa di interessante:

Il sorriso non attira attenzione su di sé.
Si integra.

Non sembra costruito.
Sembra naturale.

Non appare perfetto.
Appare autentico.

Questo è il vero indicatore di successo estetico.

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Il falso mito della perfezione standard

L’idea della simmetria del sorriso come ideale universale è un concetto commerciale, non biologico.
Ogni persona ha proporzioni diverse, schemi muscolari diversi, equilibri diversi.

Applicare lo stesso schema a tutti equivale a usare la stessa montatura di occhiali per ogni volto: tecnicamente possibile, esteticamente sbagliato.

Il cervello può ingannare l’occhio

Le immagini comparative dimostrano quanto il bias visivo sia potente.
Un sorriso reso artificialmente simmetrico può apparire inizialmente “migliore”, ma se osservato nel contesto del volto rivela la sua incongruenza.

Il cervello semplifica.
L’occhio clinico deve approfondire.

Vedere davvero: la competenza che fa la differenza

La vera abilità non è saper costruire denti perfetti.
È saper riconoscere l’equilibrio individuale.

Questa capacità si sviluppa con:

  • studio multidisciplinare
  • esperienza clinica
  • osservazione sistemica
  • approccio integrato

Solo così si passa da una odontotecnica meccanica a una odontotecnica biologica.

Conclusione

La simmetria è un’idea.
L’armonia è una realtà.

Il sorriso più bello non è quello perfettamente dritto, ma quello che appartiene davvero alla persona che lo porta.

E quando impariamo a guardare oltre il bias cognitivo, scopriamo che la vera estetica non nasce dalla correzione forzata — ma dal rispetto dell’unicità.

Approfondisci

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In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti

 

Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti pubblicati originariamente nell’articolo “Riabilitazione estrema a carico immediato chirurgicamente guidata (AEP® System)”, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System.

riabilitazione implantare a carico immediato con approccio aep system e gestione dei volumi della bocca
Aticolo originale Teamwork Clinic dedicato a riabilitazione implantare, corridoio muscolare e volumi funzionali della bocca

Caso clinico pubblicato su Teamwork Clinic: progettazione implantare, corridoio muscolare e gestione dei volumi funzionali della bocca.

Quando si affrontano grandi riabilitazioni implantari a carico immediato, l’attenzione si concentra spesso su aspetti molto importanti:

• numero di impianti
• stabilità primaria
• estetica
• tempi di trattamento
• precisione chirurgica

Tutti elementi fondamentali.

Prima ancora della posizione degli impianti esiste una domanda fondamentale:

i nuovi denti stanno rispettando gli equilibri funzionali della bocca?

Nel Metodo AEP® System il concetto non è semplicemente sostituire denti mancanti.

L’obiettivo è ricostruire un sistema che possa lavorare in equilibrio.

Non abbiamo spazi vuoti nella bocca

La bocca non è uno spazio vuoto.

Quando deglutiamo o utilizziamo la bocca durante le normali funzioni quotidiane, lingua, labbra, guance e muscoli interagiscono continuamente tra loro.

Quando uno spazio cambia:

• il sistema si adatta
• i volumi si ridistribuiscono
• i muscoli modificano la propria organizzazione
• la lingua cerca nuovi spazi funzionali

L’organismo tende sempre a trovare un nuovo equilibrio.

Il puzzle bocca

Nell’articolo originale viene utilizzata un’immagine molto efficace:

la bocca come un puzzle tridimensionale.

Ogni elemento possiede una propria posizione:

• denti
• lingua
• arcate
• volumi
• rapporti intermascellari

Se modifichiamo un tassello, inevitabilmente influenziamo anche gli altri.

👉 Approfondisci anche: Il sorriso deve assomigliare a chi lo porta https://www.giovannimaver.it/blog/sorriso-postura-unico/

Il corridoio muscolare e i volumi

Nella progettazione di una riabilitazione implantare non è sufficiente osservare soltanto la posizione degli impianti.

Diventa importante considerare anche:

• il volume dentale
• lo spazio linguale
• il rapporto con guance e labbra
• l’organizzazione funzionale della bocca

Un dente posizionato in una sede diversa da quella fisiologica può modificare il modo in cui il sistema si adatta.

👉 Approfondisci anche: Una protesi dentale può essere anche posturale?
https://www.giovannimaver.it/blog/protesi-posturale-equilibrio-funzione/

L’omeostasi vale anche dentro la bocca

Molto spesso si parla di omeostasi pensando al corpo nel suo insieme.

Ma lo stesso principio vale anche osservando il sistema bocca.

Il sistema tende continuamente a ricercare:

• stabilità
• efficienza
• minimo dispendio energetico
• equilibrio funzionale

L’obiettivo non è ottenere semplicemente denti nuovi.

L’obiettivo è ricostruire rapporti che possano lavorare insieme nel modo più naturale possibile.

Tecnologia e pianificazione aiutano il progetto

Le moderne tecnologie permettono oggi di integrare:

• TAC Cone Beam
• progettazione digitale
• guide chirurgiche
• provvisori a carico immediato
workflow CAD/CAM

👉 Approfondisci anche: Software 3D AEP® System: progettare un sorriso individuale oltre il semplice CAD dentale
https://www.giovannimaver.it/blog/software-aep-system-progettazione-sorriso/

Questi strumenti permettono di migliorare precisione e prevedibilità.

Ma la tecnologia non interpreta da sola i bisogni funzionali del paziente.

Evoluzione del percorso AEP®

L’articolo “Riabilitazione estrema a carico immediato chirurgicamente guidata (AEP® System)” rappresenta uno dei passaggi nello sviluppo del percorso AEP®.

👉 Scopri come questi concetti si sono evoluti nel Metodo AEP® System
https://www.giovannimaver.it/blog/evoluzione-metodo-aep-congressi-formazione/

👉 Scopri il Metodo AEP® System
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

Approfondimento tecnico

L’articolo originale:

Riabilitazione estrema a carico immediato chirurgicamente guidata (AEP® System)
Teamwork Clinic                                                                    https://www.giovannimaver.it/articoli/08.pdf

Caso realizzato in collaborazione con il Dott. Claudio Bosisio https://www.s-alessandro.it/studio-dentistico-dr-bosisio e l’Odt. Stefano Bonacina https://www.bvlab.it/

ha rappresentato uno dei primi approfondimenti dedicati alla gestione dei volumi dentali, del corridoio muscolare e dell’equilibrio funzionale nelle grandi riabilitazioni implantari.

Scopri altri casi clinici e pubblicazioni:

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