Mai sottovalutare la postura
Sempre più studi confermano che alla base dello sviluppo di alcune patologie vi è la posizione assunta dal nostro corpo.
La postura è la posizione che assume il nostro corpo nello spazio,
determinata dal rapporto di equilibrio che si instaura tra le sue parti, quando ad esempio siamo in piedi, rilassati con lo sguardo all’orizzonte.
Perché la postura può avere conseguenze sul nostro benessere? La risposta è semplice: una postura patologica implica delle tensioni muscolari con probabili dolori e un sicuro dispendio energetico causa di affaticamento muscolare.
Ecco perché mantenere una postura fisiologica è determinante.
La strategia per mantenere la postura eretta è in fisiologia la ricerca del massimo equilibrio ottenuto con il minimo impegno muscolare in assenza di dolore. In patologia, le priorità si invertono.
Esemplificando: nel caso di un dolore al ginocchio destro si ricerca innanzitutto una posizione più confortevole, che comporta lo spostamento del nostro baricentro corporeo a sinistra. Questo determina un affaticamento della muscolatura ed un aumento del dispendio energetico gestito attraverso continui cambi di posizione a discapito dell’equilibrio.
Il nostro benessere è quindi in stretta relazione con la qualità dell’equilibrio posturale.
Negli ultimi anni il Metodo AEP® System è cresciuto attraverso l’attività clinica, le pubblicazioni e il confronto con professionisti di discipline diverse. Questo percorso ci ha portato a una riflessione: di fronte alla complessità del sistema stomatognatico, abbiamo compreso che il dialogo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per comprenderlo. Per questo oggi il nostro obiettivo non è proporre l’AEP® come alternativa ad altri approcci, ma contribuire al confronto offrendo una prospettiva complementare.
Il dialogo tra prospettive diverse rappresenta uno degli strumenti per comprendere la complessità del sistema stomatognatico.
La complessità non appartiene a un
solo modello
All’inizio
il nostro obiettivo era far conoscere il Metodo AEP®. Oggi, dopo anni di
esperienza clinica e confronto con altri professionisti, sentiamo ancora più
forte l’importanza del dialogo.
Tutti
osserviamo gli stessi fenomeni clinici, pur utilizzando strumenti e prospettive
differenti.
Tutti
cerchiamo di comprenderne il funzionamento.
Ciò
che cambia sono gli strumenti di osservazione e le chiavi interpretative con
cui leggiamo fenomeni spesso molto complessi.
L’AEP® come prospettiva
complementare
L’AEP®
non nasce con l’intento di sostituire o contrapporsi ai diversi approcci
gnatologici, protesici o ortodontici, ma di dialogare con essi.
Ogni
modello interpretativo può offrire un contributo alla comprensione dello stesso
fenomeno.
L’AEP®
propone una chiave di lettura che cerca di dialogare con queste diverse
prospettive per comprendere meglio il comportamento del sistema stomatognatico.
Le domande prima delle risposte
Nel
tempo ci siamo accorti che le domande migliori generano spesso più conoscenza
delle risposte immediate.
Per
questo oggi preferiamo chiederci:
Perché pazienti apparentemente simili reagiscono in modo diverso?
Perché una stessa occlusione può essere ben tollerata da alcuni e non da altri?
Quale ruolo svolgono gli adattamenti?
Quanto incide il comportamento dell’intero sistema sull’esito clinico?
Queste
domande non appartengono a un singolo modello interpretativo.
Riguardano
l’intera comunità scientifica.
Un percorso di conoscenza condiviso
Le
osservazioni sviluppate nel Metodo AEP® non rappresentano contenuti isolati, ma
fanno parte di un percorso di ricerca costruito attraverso pubblicazioni, casi
clinici, strumenti di analisi, attività congressuali e confronto
interdisciplinare.
Ogni
nuovo contributo si inserisce in questa rete di conoscenze con l’obiettivo di
rendere sempre più chiari i principi osservativi del Metodo AEP® System e di
favorire il dialogo con la comunità scientifica.
Un invito al confronto
Con
questo spirito il blog del Metodo AEP® darà sempre più spazio a riflessioni,
osservazioni cliniche e casi reali con l’obiettivo di favorire il confronto tra
professionisti.
Il
Metodo AEP® non cerca di dimostrare la superiorità di un modello.
Vuole
contribuire alla comprensione di fenomeni complessi condividendo osservazioni
cliniche, domande e risultati.
Se
queste riflessioni contribuiranno ad alimentare una discussione costruttiva tra
professionisti, avranno raggiunto il loro scopo.
Una domanda aperta
Ogni
modello osserva il paziente da una prospettiva diversa. Crediamo che il
progresso nasca quando queste prospettive dialogano con rispetto, mettendo al
centro non il modello, ma la comprensione del paziente.
È
con questo spirito che continueremo a condividere osservazioni, casi clinici e
riflessioni.
In
un sistema biologico così complesso, ogni prospettiva può contribuire ad
arricchire la comprensione del paziente. La vera domanda, forse, non è quale
modello abbia ragione, ma come ciascun modello possa contribuire a comprendere
meglio ciò che osserviamo.
Possiamo
davvero pensare che una sola prospettiva sia sufficiente per comprendere
completamente un sistema così complesso?
👉
Se desideri conoscere come questi principi vengono applicati nella pratica
clinica, puoi approfondire:
Questo articolo nasce dalla rielaborazione divulgativa di un caso clinico pubblicato negli anni precedenti e successivamente reinterpretato alla luce dei principi sviluppati nel Metodo AEP® System
Una riabilitazione modifica la forma dei denti, ma anche il modo in cui il sistema utilizza i nuovi rapporti funzionali.
Quando
cambiare i denti può non essere sufficiente
Nella
riabilitazione protesica l’attenzione si concentra spesso sulla ricostruzione
dei denti.
Ma
è sufficiente modificarne la forma per ottenere un risultato stabile nel tempo?
Nel
Metodo AEP® System questa domanda rappresenta uno dei punti di partenza della
progettazione.
L’osservazione
clinica suggerisce infatti che ogni riabilitazione viene utilizzata da un
sistema biologico già organizzato, nel quale denti, lingua, muscoli,
articolazioni temporo-mandibolari, deglutizione e postura contribuiscono
continuamente alla ricerca dell’equilibrio.
Per
questo motivo il progetto non riguarda soltanto la forma dei denti, ma anche il
modo in cui l’intero sistema utilizzerà quei nuovi rapporti.
Un caso
clinico come spunto di riflessione
Il
caso presentato documenta una paziente con una storia clinica caratterizzata
da:
estrazioni ortodontiche,
trattamento ortodontico,
adattamenti sviluppati nel tempo.
L’obiettivo
dell’articolo non è proporre questo caso come modello di riferimento, ma
utilizzarlo come esempio per riflettere su come una riabilitazione possa
influenzare l’organizzazione funzionale del sistema.
La
documentazione iniziale raccoglie alcuni degli elementi osservati durante la
valutazione:
rapporti dentali;
posizione della lingua;
relazione mandibolare;
profilo del volto;
assetto posturale.
L’insieme
suggerisce un quadro di adattamenti sviluppati nel tempo, influenzato anche
dalla precedente storia terapeutica.
Situazione finale
Durante
la riabilitazione il progetto protesico è stato sviluppato ricercando attraverso
il Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.) una
posizione mandibolare maggiormente compatibile con l’equilibrio funzionale
della paziente.
La
progettazione ha considerato contemporaneamente:
i volumi dentali,
la lingua,
i rapporti cranio-mandibolari,
la funzione deglutitoria.
L’obiettivo
non era ottenere una posizione teoricamente ideale, ma individuare una
soluzione coerente con le caratteristiche individuali della paziente.
Quando cambia la bocca
La
parte inferiore della tavola documenta che, nel corso della riabilitazione,
sono state osservate modificazioni anche nell’assetto posturale della paziente.
Nel
Metodo AEP® questi cambiamenti vengono interpretati come possibile espressione
della continua interazione tra bocca, funzione ed equilibrio corporeo.
Naturalmente
un singolo caso clinico non consente di stabilire rapporti di causa-effetto, ma
rappresenta un’osservazione clinica che invita al confronto e può stimolare
ulteriori approfondimenti.
Oltre la
forma dei denti
Ogni
riabilitazione modifica inevitabilmente:
gli spazi disponibili per la lingua,
i rapporti tra le arcate,
i volumi della bocca,
il modo in cui il sistema utilizza quei nuovi rapporti.
Per
questo motivo, nel Metodo AEP® System, progettare un sorriso significa
osservare contemporaneamente forma, funzione e le relazioni che si instaurano
tra i diversi elementi del sistema.
La
forma rimane fondamentale.
Ma
viene sempre interpretata all’interno dell’equilibrio complessivo della
persona.
Una domanda
aperta
L’immagine
che apre questo articolo pone una domanda semplice.
È
sufficiente cambiare i denti oppure conta anche il modo in cui il sistema
utilizzerà quei nuovi rapporti?
È
una domanda che non vuole sostituire altri modelli interpretativi, ma proporre
una prospettiva complementare di osservazione.
Quanto
può essere utile, nella progettazione di una riabilitazione, osservare non
soltanto i denti ma anche le relazioni che essi instaurano con lingua,
mandibola, deglutizione e postura?
Nel
Metodo AEP® System questa rappresenta una delle domande da cui prende avvio il
percorso progettuale e vuole essere un invito al confronto con tutti i
professionisti interessati alla complessità del sistema stomatognatico.
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👉 La
lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso
Quando
una posizione mandibolare è alterata da anni, il corpo spesso non resta fermo.
Si adatta. Compensa. Trova un modo per continuare a funzionare.
Il
problema è che questi adattamenti possono diventare così stabili da sembrare “normali”.
Nel
Metodo AEP® System nasce una domanda:
👉 se il corpo ha impiegato anni per costruire un compenso, è realistico pensare di cambiarlo in un giorno?
Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.): percorso graduale e reversibile per favorire una posizione posturale mandibolare più equilibrata.
Cos’è il Recupero Progressivo della
Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)?
Nel
Metodo AEP® System utilizziamo un concetto chiamato:
Recupero
Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)
L’idea
di partenza è semplice:
👉 gli
adattamenti costruiti nel tempo non vengono modificati in modo improvviso.
Ogni
compenso che il corpo crea lascia tracce funzionali:
• nella muscolatura • nella posizione mandibolare • nella deglutizione • negli schemi motori • nella postura
Con
il passare del tempo questi adattamenti diventano automatismi.
Potremmo
definirli una sorta di memoria funzionale del sistema (engramma muscolare).
Ed
è proprio per questo motivo che il cambiamento deve essere progressivo.
Quando
una determinata posizione posturale mandibolare viene mantenuta per anni, il
corpo costruisce nuovi equilibri:
• muscolari • articolari • posturali • funzionali
Anche
se quella situazione non è ideale.
Per
questo motivo modificare improvvisamente questi rapporti può creare difficoltà
di adattamento.
Non
perché la nuova situazione sia sbagliata.
Ma
perché il corpo deve imparare a gestire nuovi schemi funzionali.
👉 l’obiettivo
non è spostare rapidamente la mandibola.
👉 l’obiettivo
è permettere al sistema di ritrovare equilibrio.
Prima resettiamo il sistema
La
prima fase del percorso AEP® ha lo scopo di ridurre i condizionamenti che
mantengono il sistema in compenso.
Durante questo periodo, attraverso controlli periodici in deglutizione e
chiusura volontaria (mediamente 4–6 mesi), osserviamo l’evoluzione
dell’equilibrio funzionale.
Per
questo utilizziamo:
• jig di deprogrammazione AEP® System • placca di resettazione notturna AEP® System
L’obiettivo
non è imporre una nuova posizione.
L’obiettivo
è:
• ridurre interferenze • diminuire i vincoli posteriori • lasciare maggiore libertà funzionale • permettere alla muscolatura di lavorare con meno compensi
Durante
questa fase il corpo ricerca progressivamente una posizione più stabile e meno
stressante.
Una mandibola libera può cambiare
Quando
il sistema viene liberato da alcuni vincoli occlusali, la mandibola può
iniziare a modificare progressivamente il proprio assetto.
Dopo
la fase iniziale di resettazione, testiamo la nuova posizione posturale
mandibolare acquisita dal sistema, con controlli periodici in deglutizione e
chiusura volontaria (mediamente 2-3 mesi) attraverso il:
bite
di riprogrammazione diurno AEP® System
Lo
scopo è dare stabilità alla nuova posizione e osservare:
• qualità della stabilità • qualità della funzione • adattamento muscolare • capacità del sistema di mantenere il nuovo equilibrio
Non
si tratta semplicemente di controllare i denti.
Si
osserva il comportamento dell’intero sistema.
Perché procedere in modo graduale e reversibile?
Uno
degli aspetti più importanti del R.P.R.I. è la reversibilità.
Perché
non tutte le situazioni sono uguali.
Possono
essere presenti:
• problematiche stomatognatiche complesse • compensi cronici • interferenze extra-orali • adattamenti costruiti da molti anni
Per
questo motivo un percorso graduale permette di valutare la risposta del sistema
senza imporre cambiamenti irreversibili.
Questo
offre un vantaggio importante:
👉 il paziente può evolvere progressivamente
senza forzature.
Al termine del R.P.R.I. può osservare quale sia realmente l’equilibrio
raggiunto dal sistema prima di modificare in modo definitivo denti o strutture
anatomiche.
Perché
la reversibilità è così importante?
In
presenza di problematiche extra-stomatognatiche non completamente risolvibili,
il risultato ottenibile potrebbe non coincidere con un recupero ideale.
In
questi casi il percorso R.P.R.I. permette di osservare il miglior equilibrio
realmente raggiungibile dal sistema prima di modificare in modo definitivo
denti, protesi o strutture anatomiche.
Questo
consente al paziente di valutare consapevolmente il risultato finale e decidere
se consolidarlo attraverso una riabilitazione protesica o ortodontica.
👉 il miglior
risultato possibile non sempre coincide con una perfezione teorica.
Il corpo non cerca perfezione
Cerca
equilibrio.
Nel
Metodo AEP® System il punto non è decidere una posizione ideale teorica.
È
osservare:
• cosa modifica il sistema • come reagisce il corpo • quali adattamenti si riducono • quale equilibrio riesce a mantenere nel tempo
Perché
spesso la fisiologia non compare improvvisamente.
Quando
osserviamo una bocca, spesso l’attenzione si concentra su ciò che accade quando
i denti chiudono.
Ma
quella posizione rappresenta solo un momento di un processo molto più ampio.
Nel
Metodo AEP® System nasce una domanda:
👉 stiamo valutando l’intero sistema… oppure soltanto un singolo fotogramma?
Valutare un singolo momento dell’occlusione è come osservare un solo fotogramma di un film: comprendere il sistema significa osservare l’intero percorso funzionale.
Il ciclo stomatognatico: un sistema che lavora insieme
L’apparato
stomatognatico non è costituito solo dai denti.
È
un sistema composto da elementi che lavorano continuamente tra loro:
Per
questo motivo osservare una singola componente rischia di fornire una visione
parziale del problema.
L’errore più frequente: osservare soltanto la bocca chiusa
Molto
spesso la valutazione si concentra sulla posizione occlusale:
la
situazione in cui i denti entrano in contatto.
È
comprensibile.
L’occlusione
rappresenta un momento importante perché:
• stabilizza la mandibola • guida i contatti dentali • influenza l’equilibrio articolare • permette una corretta funzione masticatoria
Ma
esiste un limite:
👉 la bocca
chiusa rappresenta solo un breve momento del film: mediamente circa 20 minuti
al giorno durante deglutizione e contatti funzionali. Per tutto il resto del
tempo il sistema vive prevalentemente in posizione di riposo (rest position),
con i denti separati tra loro.
E,
nel resto del tempo il sistema non rimane fermo.
Respira.
Deglutisce.
Parla.
Si
adatta.
Si
muove.
Il film e i suoi fotogrammi
Immaginiamo
di prendere un film e selezionare soltanto alcuni fotogrammi.
Anche scegliendo quelli più belli sarebbe difficile comprendere realmente tutta la storia.
La
stessa cosa può accadere nel ciclo stomatognatico.
Se
osserviamo soltanto il fotogramma dell’occlusione a denti chiusi rischiamo di
perdere informazioni importanti.
Per
comprendere il comportamento del sistema occorre osservare tutto il percorso.
Non
solo il punto di arrivo.
La posizione di riposo: dove il sistema vive davvero
Esiste
una fase spesso poco considerata:
👉 la rest
position o posizione di riposo.
È
la condizione in cui:
• i denti non sono in contatto • la mandibola mantiene una posizione spontanea • i muscoli lavorano con un determinato tono • il sistema si organizza continuamente
Questo
aspetto diventa particolarmente interessante se consideriamo che nella
fisiologia quotidiana i denti rimangono realmente in contatto per un tempo
relativamente limitato.
Per
il resto del tempo il sistema vive prevalentemente in condizioni differenti.
Per
questo motivo il punto di partenza può diventare importante quanto il punto di
arrivo.
Dalla posizione di riposo alla chiusura
Nel
passaggio dalla posizione di riposo alla chiusura dentale non si muovono
soltanto i denti.
La mandibola deve essere “guidata” dall’operatore oppure il corpo può aiutarci a capire quale posizione sia più fisiologica? Il Metodo AEP® System considera la mandibola come parte di un sistema integrato tra bocca, postura e funzione. L’obiettivo non è imporre una posizione arbitraria, ma attraverso la ricerca dell’omeostasi corporea, aiutare il corpo a ritrovare il rapporto mandibolare più fisiologico possibile.
Nel Metodo AEP® System la mandibola viene considerata come parte dell’equilibrio tra bocca, postura e sistema neuromuscolare
Quando il corpo inizia a compensare
Quando
la mandibola si trova in una posizione non fisiologica, il corpo può iniziare a
creare compensi.
A
volte compaiono:
contratture muscolari,
tensioni cervicali,
affaticamento mandibolare,
mal di testa,
rigidità posturali.
In
questi casi, il problema non riguarda solo “dove stanno i denti”.
👉 Il punto è
capire come quella posizione viene gestita dall’intero sistema corpo.
Due modi diversi di affrontare lo stesso problema
Quando
si cerca di modificare una posizione mandibolare che crea squilibri, esistono
generalmente due approcci differenti:
quello tradizionale,
e quello orientato alla ricerca dell’omeostasi corporea.
1. Guidare
la mandibola
Nel
metodo tradizionale, l’operatore determina una nuova posizione mandibolare basandosi
principalmente:
sulla propria esperienza,
sui riferimenti occlusali,
sulla valutazione della bocca.
È
un approccio che può portare risultati importanti.
Ma presenta un limite inevitabile: 👉 la posizione viene decisa dall’esterno.
E soprattutto: 👉 viene valutata principalmente la bocca.
Questo
significa che una posizione apparentemente corretta a livello dentale potrebbe
non essere realmente coerente con l’equilibrio generale del corpo.
Perché
la bocca non lavora isolata.
La bocca è parte di un sistema più
ampio
Mandibola,
muscoli, lingua, postura e sistema neuromuscolare interagiscono continuamente
tra loro.
un problema della bocca può influenzare il corpo, ma anche:
uno squilibrio corporeo può influenzare la posizione mandibolare.
Ed
è qui che cambia completamente il punto di vista.
2. Ascoltare
la mandibola
Nel
Metodo AEP® System, il principio di partenza è differente.
Invece di imporre una posizione mandibolare, si cerca prima di comprendere: 👉 dove il sistema riesce a lavorare meglio.
Come?
Aiutando
il corpo a liberarsi dalle restrizioni che lo obbligano a funzionare in modo
compensato.
Per
questo motivo, il Metodo AEP® considera importante ridurre il vincolo occlusale
che mantiene la mandibola in una posizione rigida e adattata.
L’obiettivo
non è forzare il sistema.
👉 È
permettergli di ritrovare, il più possibile, un rapporto più fisiologico e
stabile.
Il corpo ricerca sempre equilibrio
Il nostro organismo funziona secondo una logica precisa: 👉 la ricerca dell’omeostasi.
Ovvero:
ricerca equilibrio,
ricerca economia energetica,
ricerca comfort funzionale,
ricerca assenza di dolore.
Quando muscoli e articolazioni lavorano in una posizione meno compensata, il corpo tende naturalmente a orientarsi verso una condizione di maggiore equilibrio e stabilità.
Ed
è proprio qui che il concetto cambia radicalmente.
👉 non dire
alla mandibola:
“ti dico io dove devi stare”
👉 ma aiutare
il sistema a esprimere:
“questa è la posizione in cui riesco a lavorare meglio”
Non si tratta solo di denti
La
posizione mandibolare non riguarda soltanto:
contatti dentali,
estetica,
chiusura della bocca.
Coinvolge:
muscoli,
lingua,
articolazioni,
postura,
equilibrio neuromuscolare.
Per
questo motivo, nel Metodo AEP® System la mandibola non viene considerata come
un elemento isolato, ma come parte di un sistema più ampio.
Il punto non è controllare il corpo.
È imparare ad ascoltarlo.
Ogni
persona ha:
una propria storia funzionale,
propri compensi,
propri equilibri,
proprie capacità di adattamento.
Ed è proprio da qui che nasce l’esigenza di un approccio individualizzato.
Nel 2014 ho partecipato come relatore al symposium “C’è
Sirmione”, uno degli eventi di riferimento per il confronto tra professionisti
nell’ambito della gnatologia e delle dinamiche posturali.
Un contesto di alto livello in cui vengono condivisi
approcci, esperienze cliniche e visioni legate all’interazione tra occlusione e
sistema corpo.
Un contesto di confronto qualificato
Il symposium “C’è Sirmione” rappresenta da anni un punto di
incontro tra professionisti provenienti da ambiti diversi, accomunati
dall’interesse per una lettura integrata del paziente.
👉 non solo occlusione
👉 non solo postura
ma una visione sistemica in cui questi elementi vengono
analizzati nella loro relazione.
Un riconoscimento importante
L’intervento è stato introdotto dal Prof. Giuseppe Stefanelli, figura di riferimento nel campo delle relazioni tra occlusione e postura.
👉 un momento significativo all’interno del congresso,
inserito in un contesto di confronto tra esperti del settore
🎬 VIDEO – PARTE 1
Il contenuto della relazione
Durante l’intervento ho presentato i principi alla base del
Metodo AEP® System, focalizzando l’attenzione su un concetto chiave:
👉 la bocca non è un sistema isolato
ma parte integrante del sistema corpo
Questo approccio porta a considerare la progettazione del
sorriso in relazione a:
Nel lavoro clinico, il rischio è quello di intervenire sul
sorriso seguendo modelli estetici standardizzati.
Il Metodo AEP® System propone invece una visione diversa:
👉 progettare il sorriso in funzione della persona
Un equilibrio tra:
• estetica
• funzione
• adattamento del sistema
🎬 VIDEO – PARTE 2
Il significato dell’intervento
Partecipare a un contesto come “C’è Sirmione” rappresenta un
momento importante di confronto e crescita professionale.
👉 non solo per presentare un metodo
👉 ma per metterlo in relazione con altri approcci
È proprio da questo confronto che nasce un’evoluzione reale
del pensiero clinico.
Continuità nel tempo
Questo intervento si inserisce in un percorso che negli anni
è proseguito e si è evoluto.
👉 gli stessi temi — occlusione, postura e progettazione del
sorriso — continuano ad essere al centro del confronto anche in contesti più
recenti
Un esempio è la partecipazione al symposium “C’è Sirmione”
2025, dove questi concetti vengono ulteriormente sviluppati in una visione
sempre più integrata.
Dal 25 al 28 gennaio 2023 ho partecipato a Iași, in Romania,
a un percorso formativo a moduli organizzato da ICCMA (International Cranio
Cervical Mandibular Academy), dedicato alle tematiche occluso-posturali.
Le prime due giornate sono state condotte dalla Dott.ssa
Silvia Marchionni, mentre nelle successive ho sviluppato una parte teorica e
una parte pratica sul Metodo AEP® System.
Un contesto internazionale di approfondimento e confronto su
un tema centrale nella pratica clinica:
👉 il rapporto tra occlusione e postura
Un percorso formativo internazionale
Il percorso ICCMA rappresenta un momento di crescita
condivisa tra professionisti provenienti da ambiti diversi, uniti
dall’obiettivo di comprendere meglio le relazioni tra sistema stomatognatico e
corpo.
Un approccio che supera la visione settoriale e si apre a
una lettura più ampia del paziente.
Occlusione e sistema corpo
Le tematiche affrontate hanno evidenziato ancora una volta
come l’occlusione non possa essere considerata isolatamente.
👉 ma come parte di un sistema che coinvolge:
• postura
• dinamiche neuromuscolari
• equilibrio funzionale
Un approccio integrato
In questo contesto si inserisce anche il Metodo AEP® System,
basato su tre principi fondamentali:
🔹 osservare 🔹 valutare 🔹 rispettare
👉 un approccio che mira a lavorare in coerenza con la
fisiologia del paziente.
Un sentito ringraziamento al D.O. Fabio Abrate per avermi
coinvolto in questo progetto e alla Dott.ssa Silvia Marchionni per la
collaborazione in questa esperienza formativa internazionale.
CONCLUSIONE
Esperienze come questa rappresentano momenti fondamentali di
crescita professionale.
👉 è dal confronto che nasce una visione più completa e
consapevole.
Nel 2024 ho partecipato al Congresso
Euroocclusion Italia, un evento che ha riunito professionisti provenienti
da ambiti diversi per affrontare un tema centrale:
👉 l’interazione tra occlusione, postura e funzione
👉 Un
contesto di confronto che ha contribuito ad ampliare la visione clinica e che
continua oggi ad avere valore nel percorso evolutivo del Metodo AEP® System.
Un contesto di confronto reale, dove approcci
differenti permettono di ampliare la visione clinica.
Eventi come Euroocclusion non sono semplici congressi.
Sono momenti in cui:
esperienze
diverse si incontrano
approcci
clinici si confrontano
visioni
differenti si integrano
👉ed è proprio da questo confronto che nasce una crescita
reale.
Occlusione e sistema corpo
Uno degli aspetti più interessanti emersi è la necessità di
considerare l’occlusione non come elemento isolato, ma come parte di un sistema
più ampio.
Un sistema che coinvolge:
postura
dinamiche
neuromuscolari
equilibrio
funzionale
Un approccio integrato
In questo contesto si inserisce anche il Metodo AEP®
System, che si basa su un principio chiaro:
🔹 osservare
🔹 valutare
🔹 rispettare
👉 non forzare il sistema, ma lavorare in equilibrio con la
fisiologia del paziente.
Questo approccio trova applicazione anche in
contesti congressuali più recenti, dove il confronto continua ad evolversi.
Felice di aver partecipato insieme a professionisti di alto livello,
tra cui:
Gianmarco Vanoncini, Ivan Lendaro, Antonio Ferrante, Irma
Bencivenga, Gioachino Pellegrino, Valentina Camesasca, Vincenzo De Cicco,
Federico Ristoldo, Maria Rosa Fratus, Piero Silvestrini Biavati, Rosa Maria
Laponte, Alessandro Carrafiello, Massimo Viglioli, Luca Giannelli, Tiziana Finocchiaro,
Lorenzo Vanini, Fabio Fontana.
CONCLUSIONE
Il valore di questi incontri non sta solo nei contenuti, ma
nel confronto.
👉è da questo confronto che nasce una crescita concreta e
consapevole.
La 20ª edizione del Symposium “C’è Sirmione”, è stato un evento che ha riunito professionisti di alto livello nell’ambito stomatognatico e posturale per affrontare un tema centrale nella pratica clinica:
Il rapporto tra occlusione e dinamiche corporee
Un contesto di confronto in cui funzione, postura ed equilibrio sono stati analizzati in modo integrato.
👉 la bocca non è un sistema isolato, ma parte di un equilibrio più ampio
che coinvolge tutto il corpo.
Il metodo
AEP si è inserito in
un percorso già sviluppato in precedenti contesti congressuali, come Colloqium
Dental Show 2024 e Euroocclusion
2024, dove il
rapporto tra occlusione e postura era già stato approfondito in chiave
multidisciplinare.
Il tema del congresso ha messo al centro un concetto sempre più rilevante:
👉 la bocca non è un sistema isolato
L’occlusione è in relazione con:
postura
equilibrio muscolare
sistema neuromotorio
Comprendere queste connessioni significa uscire da una
visione riduttiva e iniziare a leggere il paziente come un sistema.
Deglutizione come fulcro
All’interno di questo contesto, il focus dell’intervento è stato sulla deglutizione.
👉 un gesto ripetuto migliaia di volte al giorno
👉 spesso sottovalutato
👉 ma centrale per l’equilibrio stomatognatico e posturale
È proprio da qui che si costruisce una parte importante
della stabilità funzionale del sistema.
Il contributo del Metodo AEP®
Durante l’intervento è stato presentato il Metodo AEP® System come chiave di lettura operativa.
Un approccio basato su tre principi:
🔹 osservare
🔹 valutare
🔹 rispettare
👉 Non si tratta di correggere,
ma di comprendere e lavorare in coerenza con la fisiologia del paziente.
Funzione ed equilibrio
Il punto è semplice:
👉 il sorriso non può prescindere dalla funzione
👉 e la funzione non può prescindere dall’equilibrio
È da questa relazione che nasce un approccio più consapevole
alla progettazione del sorriso.
CONCLUSIONE
Eventi come il Symposium di Sirmione rappresentano
un’occasione concreta per condividere esperienze e confrontarsi su una visione
integrata del paziente.
Partecipare come relatore a un congresso internazionale non è solo un’esperienza professionale. È un momento di confronto reale tra approcci, visioni cliniche e modelli di lavoro diversi.
In occasione del Colloquium Dental Show 2024, uno dei principali eventi internazionali del settore odontoiatrico/odontotecnico, ho partecipato come relatore insieme insieme al Dott. Matteo Vedovatihttps://studiovedovati.dental/ una relazione dedicata al Metodo AEP® System.
👉 “AEP® System Target – Omeostasi dell’occlusione e del
corpo”
Un contesto internazionale che ha permesso di osservare un
dato sempre più evidente nella pratica clinica: l’occlusione non può più
essere considerata isolata dal resto del corpo.
Un congresso internazionale, una direzione chiara
Il Colloquium Dental Show riunisce relatori provenienti da
oltre 10 Paesi e partecipanti da più di 40 nazioni con traduzioni simultanea in
5 lingue.
Non è solo un evento espositivo, ma un punto di riferimento internazionale per l’evoluzione dell’odontoiatria. È un punto di osservazione privilegiato su come sta evolvendo l’odontoiatria.
👉 E il segnale è chiaro: sempre più approcci stanno andando verso una visione integrata e funzionale del paziente.
La deglutizione può influenzare il sorriso e la postura del corpo?
Sì. La deglutizione coinvolge lingua, mandibola e muscoli cervicali. Se questa funzione non è fisiologica, le tensioni possono propagarsi lungo il sistema muscolare e influenzare postura, equilibrio mandibolare e stabilità del sorriso.
Nella maggior parte dei casi questa funzione viene poco considerata quando si progetta una riabilitazione dentale.
Eppure
rappresenta uno dei gesti funzionali più importanti dell’intero sistema
stomatognatico.
Ogni giorno – e anche durante il sonno – una persona deglutisce mediamente tra le 1600 e le 2000 volte.
Si
tratta di un gesto automatico, apparentemente semplice, ma che coinvolge un
sistema complesso composto da:
lingua
mandibola
muscoli del collo
strutture craniche
sistema neuromuscolare
postura globale
Quando
questo sistema funziona correttamente, l’equilibrio tra bocca e corpo viene
mantenuto in modo naturale.
Quando
invece la funzione deglutitoria è alterata, possono comparire compensi che nel
tempo influenzano:
l’occlusione
la stabilità mandibolare
la postura
la progettazione del sorriso.
In alcuni casi questi compensi possono manifestarsi anche con sintomi come
tensioni cervicali o mal di testa ricorrenti.
Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la
deglutizione non viene considerata un dettaglio secondario, ma uno dei
parametri fondamentali da osservare prima di progettare una riabilitazione
Perché la deglutizione è così importante
Durante
la deglutizione entrano in gioco diversi gruppi muscolari che lavorano in modo
coordinato.
La
lingua esercita pressioni precise sul palato e sui denti, mentre la mandibola
si stabilizza in una posizione funzionale.
Quando
questo equilibrio è fisiologico, le forze muscolari vengono distribuite
correttamente.
Se invece la funzione è alterata – ad esempio per una posizione scorretta della mandibola, della lingua o per un pattern deglutitorio disfunzionale – queste forze possono diventare asimmetriche o compensatorie.
Nel
tempo questo può influenzare diversi aspetti:
la posizione mandibolare
la stabilità dell’occlusione
la postura cervicale
l’equilibrio muscolare del corpo.
In
altre parole, la deglutizione rappresenta un fulcro funzionale che
collega la bocca al resto del sistema corporeo.
Deglutizione e progettazione del
sorriso
Quando si progetta una riabilitazione protesica o estetica, l’attenzione è spesso concentrata principalmente su:
forma dei denti
estetica del sorriso
allineamento dentale.
Tuttavia,
se la funzione deglutitoria non viene osservata e compresa, il rischio è quello
di progettare una riabilitazione che non rispetta l’equilibrio funzionale del
sistema.
In
alcuni casi questo può portare a:
instabilità dell’occlusione
recidive funzionali
adattamenti muscolari compensatori.
Per
questo motivo il Metodo AEP® System parte sempre da un’osservazione
globale del sistema bocca-corpo.
Non
si analizzano solo i denti, ma anche:
funzione mandibolare
dinamica della lingua
deglutizione
postura.
Solo dopo questa fase di osservazione è possibile progettare una riabilitazione che rispetti la fisiologia individuale della persona.
👉“Questo approccio è alla base del Metodo AEP® System,
sviluppato anche attraverso attività congressuali e formative.”
Le
immagini associate a questo caso mostrano in modo chiaro la relazione tra
funzione orale e postura.
Figura 1 La lingua presenta una torsione verso sinistra e l’apertura boccale risulta deviata. Questi segni indicano una funzione alterata che può influenzare l’equilibrio del sistema.
Figura 2 Dopo la riabilitazione protesica realizzata secondo i principi del Metodo AEP®, la lingua torna in posizione centrale e la dinamica della bocca si riequilibra.
Figura 3 L’alterazione funzionale della bocca si riflette anche sulla postura del paziente, con segni evidenti di disequilibrio corporeo.
Figura 4 Quando la posizione fisiologica della lingua viene recuperata, anche l’assetto posturale tende a riequilibrarsi.
Questo esempio mostra come funzione orale e postura siano profondamente collegate.
Il corpo umano funziona come un sistema integrato. Le diverse strutture – muscolari, articolari e neuromotorie – lavorano continuamente per mantenere equilibrio e stabilità.
Quando
una funzione fondamentale come la deglutizione è alterata, il corpo tende a
creare compensi per adattarsi alla nuova condizione.
Nel
tempo questi compensi possono coinvolgere:
mandibola
muscoli cervicali
catene muscolari posteriori
postura globale.
Comprendere
queste dinamiche permette di progettare riabilitazioni che non si limitano
all’estetica, ma che rispettano il funzionamento dell’intero sistema.
Quando questa funzione non è fisiologica, le tensioni possono propagarsi
lungo diverse aree del corpo e manifestarsi con sintomi apparentemente
scollegati.
Il principio del Metodo AEP®
Nel
Metodo AEP® System la progettazione del sorriso non parte da un ideale
estetico standard.
Parte
dalla persona.
Per
questo motivo ogni riabilitazione segue un percorso basato su tre principi
fondamentali:
Osservare il sistema bocca-corpo
Valutare le dinamiche funzionali
Rispettare la fisiologia individuale.
Solo
quando funzione ed equilibrio vengono rispettati è possibile progettare un
sorriso che sia realmente stabile nel tempo.
Conclusione
La
deglutizione è uno dei gesti più ripetuti e meno osservati del nostro
organismo.
Eppure
rappresenta un elemento chiave nel rapporto tra:
bocca
funzione mandibolare
postura
equilibrio corporeo.
Per
questo motivo, prima di progettare un sorriso, è fondamentale comprendere come
funziona l’intero sistema.
Perché
quando la funzione torna fisiologica, il corpo tende naturalmente a ritrovare
il proprio equilibrio.
Nel mondo dello sport ogni dettaglio conta. Allenamento, nutrizione, recupero, preparazione mentale.
Ma
c’è un elemento spesso trascurato che può influenzare l’equilibrio globale del
corpo: la bocca.
Postura,
occlusione e funzione mandibolare non sono aspetti isolati. Fanno parte di un
sistema integrato che può incidere sulla stabilità, sulla coordinazione e sulla
qualità del gesto atletico.
È da qui che nasce il confronto con il Dott. Roberto Pusinelli, sul ruolo dell’equilibrio occlusale nella performance sportiva.
Bocca e postura: una relazione sistemica nello sport
La
mandibola è collegata attraverso catene muscolari e fasciali a:
tratto cervicale
cingolo scapolare
sistema vestibolare
assetto posturale globale
Un’alterazione
dell’equilibrio occlusale può generare:
tensioni muscolari
compensi cervicali
asimmetrie dinamiche
dispersione di energia durante lo sforzo
Nel
gesto atletico, questo significa minore efficienza.
Nel
contesto sportivo il Metodo AEP® System non si limita alla costruzione di un
bite.
Prevede
un percorso in due fasi precise.
1️Fase di resettazione
Attraverso
una placca notturna di resettazione si favorisce:
rilassamento
muscolare
riequilibrio
della posizione mandibolare
riduzione
di tensioni compensatorie
Questa
fase permette al corpo di “ritrovare” una condizione più fisiologica e stabile.
2️Fase di riprogrammazione in ambito sportivo
Il
bite sportivo utilizzato durante la performance viene progettato sulla base
funzionale e individuale raggiunta con la placca di resettazione.
Obiettivi:
stabilizzare
la mandibola durante lo sforzo
migliorare
l’allineamento posturale
ottimizzare
la trasmissione delle forze
Il risultato non è solo protezione dentale. È supporto neuromuscolare.
Performance: cosa può cambiare davvero?
Quando
occlusione e postura lavorano in equilibrio si osservano spesso:
maggiore stabilità nei movimenti esplosivi
migliore coordinazione
riduzione di affaticamento cervicale
percezione soggettiva di maggiore controllo
Ogni atleta è unico. È proprio qui che la personalizzazione diventa determinante.
Perché non basta un bite “standard”
Nel
mercato esistono bite preformati o soluzioni generiche.
Il
problema è che ogni atleta ha:
una postura diversa
un pattern deglutitorio specifico
un assetto muscolare individuale
una storia clinica personale
Applicare
un dispositivo standard può non produrre benefici reali o, in alcuni casi,
alterare compensi già presenti.
Il Metodo AEP® lavora in integrazione con la fisiologia del soggetto.
L’intervista che cambia prospettiva
Nel
dialogo con il Dott. Roberto Pusinelli emerge un punto fondamentale:
L’atleta è un sistema complesso. Non è solo muscolo, non è solo tecnica, non è solo preparazione.
È
equilibrio.
Quando si osserva il corpo nel suo insieme, la bocca smette di essere un dettaglio periferico e diventa parte del sistema di regolazione.
Meno fatica, più efficienza
Un
corpo che lavora in equilibrio:
disperde meno energia
compensa meno
si affatica meno rapidamente
Questo non significa trasformare un atleta mediocre in un campione. Significa mettere l’atleta nelle condizioni migliori per esprimere il proprio potenziale.
Occlusione, sport e visione integrata
La
relazione tra bocca e performance non deve essere estremizzata.
Non
è una soluzione miracolosa.
È
un tassello.
Ma
nello sport di alto livello, i tasselli fanno la differenza.
Il Metodo AEP® System nasce proprio da questa visione integrata: armonia del sorriso, equilibrio del corpo.
Quando considerare una valutazione funzionale?
Una
valutazione occluso-posturale può essere utile quando l’atleta presenta:
tensioni cervicali ricorrenti
asimmetrie persistenti
difficoltà di stabilizzazione
affaticamento precoce
Si integra col lavoro dell’allenatore o del fisioterapista.
Conclusione
La bocca può influenzare la performance sportiva? Sì, perché è inserita nel sistema globale del corpo.
Non si tratta di estetica. Non si tratta solo di protezione.
Simmetria del sorriso! Perché inseguire la perfezione geometrica può portare a risultati esteticamente sbagliati no.
Quando
osserviamo un volto, il nostro cervello compie un’operazione rapidissima:
interpreta ciò che vede e formula un giudizio estetico. Questo processo avviene
in pochi millisecondi ed è guidato da schemi mentali automatici chiamati bias
cognitivi.
Uno
dei bias più diffusi in ambito estetico è questo:
“Ciò che è bello è perfettamente simmetrico.”
È
un’idea profondamente radicata nella percezione collettiva. La simmetria è
associata a ordine, perfezione, equilibrio. Ma esiste davvero in natura?
La risposta è no.
La verità biologica: la simmetria perfetta non esiste
Se
osserviamo qualsiasi organismo vivente — volto umano compreso — notiamo sempre
piccole differenze tra lato destro e sinistro. Queste differenze non sono
difetti, ma caratteristiche fisiologiche legate a:
lateralizzazione corporea (dominanza destra o sinistra)
sviluppo muscolare asimmetrico
postura
funzione masticatoria
adattamenti neuromuscolari
Il corpo umano è un sistema dinamico, non un disegno geometrico. Per questo motivo parlare di simmetria perfetta significa usare un criterio estetico astratto che non appartiene alla biologia reale.
Perché il cervello cerca la simmetria
Il
nostro sistema percettivo è programmato per riconoscere schemi semplici e
regolari. La simmetria è facile da elaborare, quindi il cervello la interpreta
come:
più
ordinata
più
stabile
più
rassicurante
più
“bella”
Questo
meccanismo, utile per sopravvivere e prendere decisioni rapide, diventa però
fuorviante quando viene applicato rigidamente all’estetica umana.
Nel
sorriso, questo errore percettivo può generare risultati artificiali.
Il caso clinico: quando il bias guida la scelta terapeutica
Immaginiamo
di osservare una bocca con denti usurati e disallineati .
Il primo impulso — guidato dal bias — è:
“Bisogna
raddrizzare tutto.”
Si pensa automaticamente che correggere la simmetria del sorriso equivalga a migliorare l’estetica. Ma questo ragionamento ignora un fattore fondamentale:
👉 il volto
non è simmetrico.
Se
il viso presenta asimmetrie strutturali (come accade nella maggioranza delle
persone), creare denti perfettamente allineati rispetto a una linea teorica può
produrre un effetto paradossale:
il sorriso simmetrico risulta tecnicamente perfetto ma visivamente fuori contesto.
Il problema della simmetria imposta
Quando
si progettano riabilitazioni dentali seguendo solo parametri geometrici
standardizzati si rischia di ottenere:
sorrisi artificiali
incongruenza tra denti e volto
perdita di naturalezza
disarmonia globale
In
questi casi il risultato non è brutto in senso assoluto — ma appare “strano”,
poco spontaneo, non integrato.
Il
motivo è semplice: il sorriso non è un elemento isolato.
Fa parte di un sistema complesso che include:
postura
muscolatura facciale
mandibola
mimica
assetto corporeo
Ignorare
queste relazioni significa progettare un dettaglio senza considerare il
sistema.
Armonia ≠ Simmetria
Questa
è la distinzione chiave.
Simmetria
Armonia
concetto geometrico
concetto biologico
misura matematica
percezione globale
statica
dinamica
standard
individuale
La
simmetria può esistere su carta.
L’armonia esiste solo nella persona reale.
Il principio clinico fondamentale
Un
sorriso esteticamente corretto non è quello più dritto.
È quello più coerente con il volto e con il corpo della persona.
Questo
significa che il compito del professionista non è “correggere tutto”, ma:
osservare — valutare — rispettare
Questi tre passaggi rappresentano il cuore del Metodo AEP® System, che non parte dal dente ma dalla persona.
👉“Questo approccio è alla base del Metodo AEP® System,
sviluppato anche attraverso attività congressuali e formative.”
L’idea della simmetria del sorriso come ideale universale è un concetto commerciale, non biologico. Ogni persona ha proporzioni diverse, schemi muscolari diversi, equilibri diversi.
Applicare
lo stesso schema a tutti equivale a usare la stessa montatura di occhiali per
ogni volto: tecnicamente possibile, esteticamente sbagliato.
Il cervello può ingannare l’occhio
Le immagini comparative dimostrano quanto il bias visivo sia potente. Un sorriso reso artificialmente simmetrico può apparire inizialmente “migliore”, ma se osservato nel contesto del volto rivela la sua incongruenza.
Il cervello semplifica. L’occhio clinico deve approfondire.
Vedere davvero: la competenza che fa
la differenza
La vera abilità non è saper costruire denti perfetti. È saper riconoscere l’equilibrio individuale.
Questa
capacità si sviluppa con:
studio multidisciplinare
esperienza clinica
osservazione sistemica
approccio integrato
Solo
così si passa da una odontotecnica meccanica a una odontotecnica biologica.
Conclusione
La simmetria è un’idea. L’armonia è una realtà.
Il
sorriso più bello non è quello perfettamente dritto, ma quello che appartiene
davvero alla persona che lo porta.
E
quando impariamo a guardare oltre il bias cognitivo, scopriamo che la vera
estetica non nasce dalla correzione forzata — ma dal rispetto dell’unicità.
Non partiamo da un ideale estetico astratto. Partiamo dalla persona reale: corpo, postura, deglutizione, viso, fisiologia individuale. Perché alcuni sintomi come mal di testa ricorrenti o tensioni cervicali possono essere collegati anche all’equilibrio mandibolare.
Osservare: oltre i denti
Osservare significa guardare il paziente nel suo insieme. Non solo denti, ma:
postura
funzione
mandibolare
dinamica
linguale
equilibrio
muscolare
Valutare: capire prima di
intervenire
Valutare significa comprendere dove intervenire e dove non forzare. Evitare compensi artificiali è fondamentale per mantenere stabilità nel tempo.
Rispettare: creare coerenza
Rispettare significa progettare un sorriso coerente con l’intero sistema corporeo. Non standardizzare. Non forzare. Non imitare modelli ideali.
Il risultato
Non un sorriso standard. Ma un sorriso che:
funziona
si integra
non disturba l’equilibrio del corpo
Un sorriso fatto bene perché pensato
bene. funziona
Per
anni abbiamo rincorso sorrisi tutti uguali, geometricamente “perfetti”.
Ma la vera armonia non nasce dalla simmetria assoluta: nasce dall’equilibrio
tra bocca, viso e corpo.
Sorriso personalizzato e postura
Il
sorriso non è solo estetica.
È coinvolto nella postura, nella respirazione, nella deglutizione e
nell’equilibrio neuromuscolare.
Quando la progettazione non considera queste relazioni, il risultato può apparire artificiale o instabile.
Armonia non significa simmetria
Un
volto non è perfettamente simmetrico.
La bellezza biologica è equilibrio dinamico, non perfezione geometrica.
Un
sorriso personalizzato deve rispettare:
struttura
facciale
funzione
mandibolare
equilibrio
muscolare
postura
globale
Il percorso AEP® in tre fasi
1️Reset –
deprogrammazione
Placca notturna per favorire rilassamento e posizione fisiologica mandibolare.
2️ Riprogrammazione – stabilizzazione Bite funzionale per consolidare l’equilibrio.
3️ Riabilitazione protesica personalizzata Progettazione su misura integrata con postura e funzione
Mal di testa frequenti. Dolori cervicali che ritornano nel tempo. Schiena contratta o tensioni muscolari difficili da spiegare.
Quando questi disturbi compaiono, spesso si cerca la causa esattamente nel punto in cui si manifesta il dolore. Ma il corpo umano funziona come un sistema integrato, in cui ogni parte è collegata alle altre.
Per
questo motivo, in alcune situazioni, l’origine del problema può trovarsi
lontano dalla zona in cui percepiamo il sintomo.
Talvolta
può iniziare proprio dalla bocca.
Può il mal di testa dipendere dalla mandibola?
Sì, in alcune situazioni tensioni della mandibola e dell’articolazione temporo-mandibolare possono contribuire alla comparsa di cefalee muscolo-tensive e tensioni cervicali. Quando sintomi come mal di testa, rigidità cervicale o affaticamento muscolare persistono nel tempo, può essere utile valutare anche il rapporto tra occlusione e postura.
Bocca e postura: un sistema collegato
La bocca non è solo uno strumento per masticare o parlare. Fa parte di un sistema funzionale complesso che coinvolge muscoli, articolazioni e catene posturali.
La
mandibola è collegata, attraverso muscoli e strutture fasciali, a diverse aree
del corpo:
tratto cervicale
cingolo scapolare
sistema vestibolare
assetto posturale globale
Questo
significa che un’alterazione dell’equilibrio occlusale può generare compensi
che coinvolgono anche altre strutture corporee.
Quando
il sistema cerca di adattarsi a uno squilibrio, nel tempo possono comparire
tensioni o sovraccarichi funzionali.
Questo equilibrio diventa ancora più evidente in contesti come l’attività sportiva, dove stabilità e coordinazione sono fondamentali.
👉“Questo approccio è alla base del Metodo AEP® System,
sviluppato anche attraverso attività congressuali e formative.”
La deglutizione: un gesto che ripetiamo migliaia di volte
Un
aspetto spesso poco considerato è la deglutizione.
Ogni persona deglutisce mediamente tra le 1600 e le 2000 volte al giorno. Ogni deglutizione coinvolge lingua, mandibola, muscoli cervicali e sistema neuromuscolare.
Se
la mandibola non lavora in una posizione funzionale stabile, questo gesto
ripetuto migliaia di volte può contribuire a mantenere o amplificare alcune
tensioni.
Quando
l’equilibrio mandibolare è alterato, le tensioni possono propagarsi lungo
diverse aree del corpo:
testa
spalle
schiena
bacino
piedi
Allo
stesso modo, anche un appoggio scorretto dei piedi o una torsione del bacino può
influenzare l’equilibrio posturale e, indirettamente, la posizione mandibolare.
Il
corpo lavora sempre come un sistema unico.
Questa relazione tra equilibrio mandibolare e postura emerge anche nel contesto sportivo.
La presenza di questi sintomi non significa automaticamente che l’origine sia nella bocca. Tuttavia, in alcune situazioni può essere utile considerare anche una valutazione occluso-posturale.
Domande frequenti su bocca e postura
Il mal di testa può dipendere dalla bocca? Sì. In alcune situazioni tensioni della mandibola e dell’articolazione temporo-mandibolare possono contribuire alla comparsa di cefalee muscolo-tensive e rigidità cervicale.
La cervicale può essere collegata ai denti? Sì. Quando l’equilibrio occlusale è alterato, il corpo può creare compensi che coinvolgono anche la muscolatura cervicale.
La postura può influenzare la bocca? Sì. L’equilibrio posturale e la posizione mandibolare sono collegati attraverso catene muscolari e sistemi neuromuscolari.
Il bruxismo (stringere i denti) può alterare la postura? Sì. L’equilibrio posturale e la posizione mandibolare sono collegati attraverso catene muscolari e sistemi neuromuscolari
La masticazione da un solo lato può influenzare la postura? Sì. Masticare costantemente da un lato crea una contrattura muscolare asimmetrica che con il coinvolgimento di collo e spalle, può provocare una torsione della colonna vertebrale e un appoggio plantare asimmetrico (bacino più alto da un lato).
La bocca può influenzare la performance sportiva? Sì, perché è inserita nel sistema globale del corpo.
Perché il corpo crea compensi
Il
corpo umano ha una straordinaria capacità di adattamento.
Quando
una parte del sistema non lavora in modo equilibrato, l’organismo tende a
creare compensi per mantenere stabilità e funzionalità.
Questi compensi possono
coinvolgere:
muscoli cervicali
catene muscolari posteriori
articolazioni
sistema posturale globale
Nel
tempo, però, questi adattamenti possono diventare fonte di tensioni o
affaticamento.
Comprendere
come i diversi sistemi del corpo interagiscono tra loro è spesso il primo passo
per affrontare il problema in modo più completo.
Il ruolo di una valutazione
funzionale
Nel Metodo AEP® System l’osservazione parte sempre dalla persona nel suo insieme.
Questo approccio si basa sui tre principi fondamentali del Metodo AEP®: osservare, valutare e rispettare.
Non
si analizzano solo i denti o l’occlusione, ma anche:
postura
funzione mandibolare
deglutizione
equilibrio neuromuscolare
L’obiettivo
non è correggere un singolo elemento isolato, ma comprendere come i diversi
sistemi del corpo interagiscono tra loro.
Quando
l’equilibrio funzionale viene rispettato, il corpo può
lavorare con maggiore efficienza e con minori compensi.
Il primo passo è comprendere
l’equilibrio del sistema
La
relazione tra occlusione, postura ed equilibrio del corpo è alla base
dell’approccio AEP® System.
Il
primo passo non è sempre intervenire.
Il
primo passo è osservare e valutare.
Capire
se esiste una relazione disfunzionale tra occlusione, postura e sintomi
permette di costruire un percorso più consapevole, evitando interventi
standardizzati.
Ogni
persona ha una propria fisiologia, una propria storia clinica e un proprio
equilibrio funzionale.
Ed
è proprio da questo principio che nasce il Metodo AEP® System: progettare il
sorriso nel rispetto dell’equilibrio del corpo.
La
bocca non è solo un elemento estetico: è parte di un sistema che coinvolge postura,
equilibrio muscolare e funzione del corpo.
Qual
è la relazione tra occlusione dentale e scoliosi negli adolescenti?
È
un tema complesso che richiede un approccio integrato tra diverse competenze:
odontoiatria, posturologia e riabilitazione.
Giovedì
19 ottobre 2023 avrò il piacere di intervenire come relatore all’interno del corso
triennale della Dott.ssa Laura Bertelè, medico fisiatra e fondatrice del
Metodo Bertelè, con una relazione dal titolo:
👉 “Nuovo
approccio all’occlusione per adolescenti con scoliosi – Metodo AEP® System”
Un contesto clinico
interdisciplinare
Il
corso triennale rappresenta un percorso formativo dedicato ai professionisti
della riabilitazione, basato su un approccio integrato al trattamento delle
disfunzioni posturali.
All’interno
di questo contesto, il confronto tra discipline diverse diventa fondamentale
per comprendere la complessità del sistema corporeo.
La
relazione si è inserita proprio in questa prospettiva: osservare il rapporto
tra occlusione e postura non come un aspetto isolato, ma come parte di un
sistema.
Occlusione e scoliosi: una relazione
da osservare
In
ambito adolescenziale, la scoliosi rappresenta una condizione in cui
l’equilibrio del sistema muscolo-scheletrico è particolarmente delicato.
In
questo contesto, la funzione mandibolare e l’occlusione possono interagire con:
assetto posturale
catene muscolari
equilibrio neuromuscolare
L’obiettivo della relazione è quello di portare un contributo clinico sull’importanza di osservare questi elementi in modo integrato.
Il ruolo del Metodo AEP®
Il
Metodo AEP® System si basa proprio su questa visione:
👉 considerare
il paziente come un sistema unico, in cui bocca, postura e funzione sono
interconnessi.
Nel
caso degli adolescenti, questo approccio assume un valore ancora maggiore,
perché il sistema è in fase di sviluppo e adattamento.
Per
questo motivo, la situazione occlusale deve essere sempre valutata in relazione
all’equilibrio globale del corpo.
Eventi
formativi come questo rappresentano un’occasione concreta per condividere
esperienze cliniche e sviluppare una visione più ampia del trattamento.
Nel
caso dell’occlusione in pazienti con scoliosi, il confronto tra discipline è
fondamentale per evitare approcci riduttivi e considerare il paziente nella sua
globalità.
Conclusione
La
relazione tra occlusione e scoliosi non può essere affrontata con un approccio
standard.
Richiede
osservazione, integrazione e confronto tra professionisti.
È
proprio da questa visione che nasce il Metodo AEP® System.
Presentazione dell’eBook: “Ad ognuno il proprio sorriso – AEP® System, il metodo per crearlo”
👉 un progetto editoriale realizzato in collaborazione con Teamwork Media, casa editrice e organizzatrice del Colloquium Dental Show, nato per condividere un approccio costruito nel tempo, basato sull’esperienza clinica e sulla relazione tra bocca e sistema corpo
Perché questo libro
Questo eBook nasce da oltre 30 anni di esperienza nel campo
odontotecnico e da un percorso di ricerca focalizzato su un principio chiave:
👉 stare bene per sentirsi bene
Un concetto che guida il Metodo AEP® System nella
progettazione del sorriso.
I concetti alla base
Al centro del libro ci sono due principi fondamentali:
👉 la bocca non è un organo isolato
ma parte integrante del sistema corpo
👉 ogni individuo è unico
e necessita di un sorriso coerente con il proprio equilibrio
Da qui nasce un approccio che integra:
• estetica
• funzione
• postura
Un metodo, non un modello
L’obiettivo non è creare sorrisi standardizzati, ma
progettare soluzioni personalizzate:
👉 in relazione al volto 👉 in relazione alla funzione 👉 in relazione all’equilibrio del corpo
Questo articolo rappresenta un approfondimento utile per chi vuole:
• comprendere meglio il rapporto tra occlusione e postura
• avere una visione più ampia del sistema stomatognatico
• integrare funzione ed estetica nella progettazione del sorriso
Per molti anni la progettazione digitale del sorriso si è concentrata principalmente sull’estetica dentale.
Oggi però la tecnologia permette di andare oltre la semplice disposizione dei denti.
Software 3D AEP® System per la progettazione individualizzata del sorriso
Nel Metodo AEP® System il software 3D viene utilizzato per
integrare differenti informazioni del paziente:
volto,
modelli dentali,
funzione,
componenti muscolari,
struttura ossea,
armonia individuale.
L’obiettivo non è creare un sorriso standardizzato.
L’obiettivo è progettare un sorriso che possa integrarsi nel
modo più naturale possibile con il viso e con le caratteristiche individuali
della persona.
Guarda il video: il software 3D AEP®
System
In questo video mostro alcuni dei principi utilizzati nella
progettazione digitale AEP® System e il modo in cui il software aiuta a
personalizzare il progetto protesico in relazione al paziente.
Nel Metodo AEP® System il progetto digitale non parte da una
forma standard uguale per tutti.
Il software integra differenti informazioni:
impronte dentali,
struttura ossea,
dinamica funzionale,
caratteristiche del volto,
componenti muscolari,
postura.
In altre parole:
la realtà del paziente.
Non solo estetica: forma e funzione
lavorano insieme
Uno dei concetti centrali del Metodo AEP® System è il
rapporto tra FORMA e FUNZIONE.
Modificando la forma — denti, volumi e rapporti
intermascellari — si modifica inevitabilmente anche la funzione del sistema
stomatognatico.
Per questo motivo la progettazione digitale non viene
utilizzata soltanto per migliorare l’estetica del sorriso.
L’obiettivo è ricercare il miglior equilibrio possibile tra:
funzione,
armonia,
estetica,
individualità del paziente.
Le Dime Biovolumetriche® e la
progettazione individualizzata
Tra gli strumenti utilizzati nel Metodo AEP® System vi sono
le Dime Biovolumetriche®, sviluppate e brevettate per aiutare la progettazione
delle arcate dentali in relazione alle caratteristiche individuali del
paziente.
Nel workflow digitale AEP® vengono utilizzate insieme:
alle biblioteche dentali personalizzate,
alle informazioni del volto,
ai biotipi individuali,
alle curve di compenso,
alla continuità dei volumi.
Il progetto diventa così progressivamente sempre più individualizzato.
Previsualizzare il sorriso in 3D
Uno dei vantaggi della progettazione digitale consiste nella
possibilità di previsualizzare il sorriso.
Questo permette:
al paziente di comprendere meglio il progetto;
al team protesico di valutare differenti soluzioni;
di integrare in modo più coerente estetica e funzione.
Nel Metodo AEP® System la tecnologia non sostituisce
l’esperienza clinica.
La supporta.
Tecnologia, ricerca ed esperienza
Il software AEP® System nasce dall’integrazione tra:
esperienza clinica,
ricerca continua,
progettazione digitale,
brevetti sviluppati nel tempo,
applicazione pratica interdisciplinare.
Perché la tecnologia da sola non basta.
Serve un metodo capace di interpretare e utilizzare
correttamente le informazioni del paziente.
Approfondimento tecnico
Il caso clinico mostrato nel video è stato pubblicato sulla
rivista “Teamwork Clinic” ed è disponibile nella sezione Rassegna Stampa https://www.giovannimaver.it/articoli/08.pdf
In questo breve video approfondisco uno dei concetti
fondamentali del Metodo AEP® System:
la differenza tra ricercare una semplice simmetria estetica
e progettare invece un sorriso capace di integrarsi armonicamente con il volto,
la funzione e l’equilibrio individuale della persona.
Osservando il corpo umano possiamo notare piccole asimmetrie
praticamente ovunque.
Spalle, bacino, muscoli, movimenti e perfino il volto
presentano differenze tra lato destro e sinistro.
Nel Metodo AEP® System queste differenze non vengono
considerate necessariamente errori da eliminare, ma caratteristiche individuali
da comprendere e rispettare.
Il corpo ricerca continuamente equilibrio attraverso
adattamenti dinamici e compensazioni funzionali.
Per questo motivo ricercare una simmetria rigida e
standardizzata non sempre coincide con il miglior equilibrio possibile.
Simmetria ed armonia non sono la
stessa cosa
“Un sorriso può
essere perfettamente simmetrico… ma non realmente armonico.”
Al contrario, un sorriso con piccole asimmetrie fisiologiche
può risultare molto più armonico perché coerente con:
il volto,
la postura,
la dinamica muscolare,
l’identità della persona.
Nel Metodo AEP® System il concetto centrale non è creare
“denti perfetti”.
L’obiettivo è progettare un sorriso che possa integrarsi nel
modo più naturale possibile con il sistema bocca-corpo.
Ogni paziente possiede un proprio
equilibrio
Ogni persona sviluppa nel tempo un proprio equilibrio tra
funzione, postura, muscolatura e sorriso.
Quando si progetta una riabilitazione protesica, questo
equilibrio non può essere ignorato.
Per questo motivo il Metodo AEP® System pone attenzione:
L’obiettivo non è adattare il paziente a un sorriso
standard.
L’obiettivo è creare il sorriso più armonico possibile per
quel volto e per quella persona.
Un approccio individualizzato permette di:
rispettare le caratteristiche del paziente;
mantenere naturalezza espressiva;
integrare estetica e funzione;
ricercare una maggiore armonia globale.
In altre parole:
ad ognuno il proprio sorriso.
Esperienza, ricerca, tecnologia e
saper fare
Il Metodo AEP® System nasce dall’integrazione tra esperienza
clinica, ricerca continua, tecnologia digitale e capacità di trasformare questi
principi in applicazioni pratiche individualizzate.
Perché progettare un sorriso non significa semplicemente
modificare dei denti.
Significa cercare equilibrio, armonia e integrazione.
La
maggior parte delle persone pensa che deglutire significhi semplicemente
inghiottire.
In
realtà la deglutizione è uno dei gesti funzionali che ripetiamo più spesso
durante la giornata e coinvolge lingua, mandibola, muscoli, denti e meccanismi
di equilibrio molto più complessi di quanto immaginiamo.
Approfondisci nel video: Deglutizione e ciclo masticatorio spiegati in pochi minuti attraverso uno dei principi centrali del Metodo AEP® System: il ruolo della funzione nella ricerca dell’equilibrio tra bocca e corpo.
Video:
Deglutizione e ciclo masticatorio – AEP® System
Ogni
giorno questo processo si ripete circa 1600–2000 volte.
Nel
Metodo AEP® System uno dei punti centrali consiste proprio nell’osservare la
funzione della deglutizione come possibile chiave di lettura dell’equilibrio
dell’intero sistema bocca-corpo.
Deglutizione e ciclo masticatorio:
lavorano insieme
Spesso
ciclo masticatorio e deglutizione vengono considerati aspetti separati.
In
realtà lavorano in stretta relazione.
Il
ciclo masticatorio prepara il cibo e guida i movimenti mandibolari.
La
deglutizione rappresenta invece uno dei momenti funzionali più complessi del
sistema stomatognatico.
Quando
il sistema lavora in fisiologia avviene una sequenza molto precisa:
la lingua si appoggia al palato;
i denti arrivano a un contatto lieve;
lingua, guance e labbra collaborano tra loro;
l’osso ioide si alza e si abbassa.
Questi
elementi funzionano come parti dello stesso sistema.
L’osso ioide: un piccolo elemento
con grandi connessioni
Nel
Metodo AEP® System viene posta particolare attenzione all’osso ioide.
Perché?
Perché
rappresenta un punto di collegamento tra bocca, muscoli e corpo.
Fa
parte della catena muscolo-fasciale anteromediana ed è coinvolto continuamente
durante la deglutizione.
Se
la funzione si modifica, il sistema può attivare adattamenti compensativi che
coinvolgono differenti distretti corporei.
Per
questo motivo la bocca non viene osservata come un elemento isolato.
Quando
qualcosa cambia — perdita di denti, modifiche dei volumi, adattamenti
mandibolari o compensi muscolari — il sistema sviluppa nuove strategie per
mantenere stabilità.
Molto
spesso questi adattamenti non provocano dolore immediato.
Possono
rimanere silenti per anni.
Nel
Metodo AEP® System non viene osservata solamente la presenza del sintomo.
L’attenzione
si sposta anche sulla qualità della funzione.
Perché
un sistema può compensare bene… fino a quando non raggiunge il proprio limite
adattativo.
Una delle differenze principali del
Metodo AEP® System
Tra
gli aspetti che distinguono AEP® System vi è l’attenzione posta sulla funzione
della deglutizione.
Ogni
persona costruisce un proprio equilibrio funzionale tra mascella e mandibola.
Quando
questo equilibrio si altera possono comparire adattamenti progressivi.
L’obiettivo
del metodo, nei casi indicati, è ricercare progressivamente una condizione più
fisiologica e stabile.
In
altre parole:
non
costruire un sorriso standard, ma ricercare il rapporto più armonico possibile
tra FORMA e FUNZIONE.
Il
vantaggio non è semplicemente modificare i denti.
L’obiettivo
è restituire al paziente la modalità di funzionamento più equilibrata possibile
in relazione alle sue caratteristiche individuali.
Perché
ogni persona possiede:
una propria storia funzionale;
un proprio equilibrio;
una propria armonia;
un proprio sorriso.
Esperienza, ricerca, tecnologia e
saper fare
Il
Metodo AEP® System nasce dall’integrazione di quattro elementi:
Esperienza
maturata attraverso anni di lavoro interdisciplinare
Ricerca sviluppata attraverso studio continuo e brevetti
Tecnologia con strumenti dedicati come il software AEP® System
Saper fare come capacità di trasformare teoria e conoscenze in applicazioni pratiche
Perché
tra comprendere un principio e trasformarlo in realtà esiste sempre il
passaggio più importante:
l’applicazione.
Approfondimento tecnico: Casi clinici e contenuti AEP® System pubblicati nelle riviste “Teamwork Clinic” e “Dental Dialogue”, disponibili nella sezione Rassegna Stampa. https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa.php
Sofia 7/8 dicembre 2019, conferenza internazionale dedicata
alla posturologia e alla medicina integrativa multidisciplinare.
Un contesto in cui diversi professionisti condividono
esperienze e approcci legati al rapporto tra funzione, postura ed equilibrio
del corpo.
All’interno di questo scenario si è inserito anche il
contributo del Metodo AEP® System, con un intervento focalizzato su un
tema centrale:
👉 la relazione tra occlusione, funzione e sistema posturale
Un contesto multidisciplinare
La conferenza coinvolge relatori provenienti da ambiti diversi:
posturologia
medicina
odontoiatria
riabilitazione
👉 Un elemento chiave.
Quando si parla di equilibrio del corpo, nessuna disciplina
può lavorare in modo isolato.
È proprio dal confronto tra competenze diverse che emerge
una visione più completa del paziente.
Occlusione e postura: una relazione da osservare
All’interno di questo contesto emerge un concetto
fondamentale:
👉 la bocca non è un sistema isolato
L’occlusione, la funzione mandibolare e la deglutizione sono
in relazione con:
assetto posturale
equilibrio muscolare
sistema neuromotorio
Quando questi elementi non sono coerenti, il corpo attiva
compensi.
Quando invece sono in equilibrio, il sistema risulta più
stabile.
Il contributo del Metodo AEP®
Il Metodo AEP® System si inserisce in questa visione con un
approccio preciso:
👉 osservare
👉 valutare
👉 rispettare
Non si tratta di intervenire solo sui denti, ma di considerare il paziente come un sistema integrato.
👉 Il sorriso diventa così il risultato di un equilibrio, non
solo di un allineamento.
Verso un approccio integrato
Il tema della medicina integrativa multidisciplinare
rappresenta una direzione sempre più rilevante.
In questo contesto, il rapporto tra occlusione e postura non è più visto come un aspetto secondario, ma come parte di un sistema complesso che richiede collaborazione tra professionisti.
Perché questo approccio è importante
Il punto non è modificare una singola struttura.
Il punto è comprendere le relazioni.
👉 tra bocca e corpo
👉 tra funzione ed equilibrio
👉 tra estetica e fisiologia
È da questa visione che nasce un approccio più consapevole
alla progettazione del sorriso.
CONCLUSIONE
La conferenza di Sofia rappresentato un momento di confronto su un tema che continua ad evolversi:
👉
l’integrazione tra occlusione, postura e funzione
Un approccio che richiede osservazione, collaborazione e una
visione globale del paziente.
Questi temi trovano applicazione anche nei congressi internazionali dedicati alla progettazione del sorriso e all’equilibrio funzionale.
Dal 17 al 19 ottobre 2019 si tiene il Colloquium Dental Show, uno dei principali eventi del settore odontoiatrico, punto di incontro tra clinica, tecnologia e innovazione.
Un contesto internazionale in cui confronto e aggiornamento
diventano parte integrante della crescita professionale.
In sala: AEP® System
Durante il congresso è prevista la presentazione della
conferenza:
👉 “AEP® System – La progettazione dentale integrata
nell’Armonia Estetica Posturale, ad ognuno il suo sorriso”
Un intervento focalizzato su un tema centrale:
👉 la progettazione del sorriso non può essere separata dalla
funzione e dall’equilibrio del corpo
Un approccio integrato
Il Metodo AEP® System si basa su una visione precisa:
integrazione tra occlusione e postura
relazione tra funzione mandibolare ed equilibrio muscolare
progettazione del sorriso in armonia con il volto
👉 Non si tratta di creare un sorriso standard, ma di costruire un risultato coerente con la persona.
Gli stessi principi vengono approfonditi anche in
ambito formativo, come nei corsi AEP® dedicati alla progettazione del sorriso
personalizzato.
All’interno del congresso, presso lo stand CIMsystem
(Padiglione 5 – Stand A05), viene presentato anche il software dedicato al
Metodo AEP®.
Uno strumento progettato per supportare:
la progettazione dentale individualizzata
l’integrazione tra dati clinici e analisi del volto
la costruzione di riabilitazioni coerenti con la fisiologia del paziente
👉 tecnologia al servizio del ragionamento clinico
Un momento di confronto
Eventi come il Colloquium Dental Show rappresentano
un’occasione concreta per condividere esperienze e confrontarsi con
professionisti del settore.
👉 È proprio in questi contesti che si sviluppano nuove chiavi di lettura 👉 e si consolidano approcci basati sull’integrazione tra funzione ed estetica
Questo approccio si inserisce in un percorso
sviluppato anche in altri contesti internazionali, come la conferenza sulla
posturologia tenuta a Sofia nel 2019.
Nel 2019 ho avuto l’occasione di confrontarmi con Roberto Pusinelli https://www.undertraining.ch/ , plurimedagliato campione europeo, in un’intervista dedicata a un tema che negli ultimi anni ha suscitato crescente interesse:
il
rapporto tra bocca, sport e postura.
Nel
mondo sportivo si parla spesso di allenamento, forza, preparazione fisica e
tecnica.
Molto meno frequentemente ci si
chiede se differenti aspetti funzionali del corpo possano influenzare
equilibrio, coordinazione e qualità del gesto atletico.
Nel Metodo AEP® System proprio queste relazioni vengono osservate in un contesto più ampio, considerando la persona come un sistema integrato.
Intervista con Roberto Pusinelli dedicata al rapporto tra bocca, sport e postura nel Metodo AEP® System
Guarda l’intervista: bocca, sport e
postura
In
questa intervista con Roberto Pusinelli approfondiamo alcuni aspetti legati al
rapporto tra equilibrio funzionale, attività sportiva e sistema bocca-corpo.
Nel 2019 ho avuto l’occasione di partecipare a un’intervista a Live Social Radio Lombardia dedicata a un tema che negli anni è diventato centrale nel mio percorso di ricerca:
il rapporto tra bocca, postura ed equilibrio del corpo.
Intervista a Live Social Radio Lombardia sul rapporto tra bocca, postura ed equilibrio nel Metodo AEP® System
Molto spesso siamo abituati a considerare la bocca come un elemento separato dal resto dell’organismo.
In realtà il corpo funziona come un sistema integrato in cui differenti strutture influenzano continuamente equilibrio, funzione e adattamenti.
Nel Metodo AEP® System proprio questa relazione rappresenta uno degli aspetti osservati nella progettazione del sorriso e nella ricerca dell’equilibrio funzionale.
Guarda l’intervista: bocca e postura
In
questa intervista a Live Social Radio Lombardia approfondisco alcuni concetti
legati all’interazione tra sorriso, funzione ed equilibrio corporeo.
Quando
si parla di bocca si pensa spesso esclusivamente a:
denti
estetica
masticazione
In
realtà il sistema stomatognatico coinvolge anche:
muscoli
lingua
articolazioni
deglutizione
respirazione
dinamica mandibolare
Questi
elementi lavorano continuamente in relazione tra loro.
Bocca e postura: un sistema in
continua interazione
Il
corpo ricerca continuamente equilibrio.
Quando
uno degli elementi del sistema cambia, il corpo può attivare differenti
strategie di adattamento.
Questo
non significa che la bocca sia l’unica responsabile della postura.
Significa
però che può rappresentare uno dei diversi elementi coinvolti nell’equilibrio
generale della persona.
Il Metodo AEP®: armonia tra sorriso
e benessere
Nel
Metodo AEP® System l’obiettivo non consiste nel cercare una causa unica, ma nel
comprendere le relazioni esistenti tra differenti elementi funzionali.
Uno
dei principi centrali del Metodo AEP® System consiste nel ricercare il miglior
equilibrio possibile tra:
funzione
armonia
estetica
caratteristiche individuali
L’obiettivo
non è creare un sorriso standardizzato.
L’obiettivo
è creare un sorriso che possa integrarsi con la persona nel suo insieme.
In
altre parole:
ad
ognuno il proprio sorriso.
Un percorso sviluppato nel tempo
Negli
anni questi temi sono stati approfonditi attraverso:
attività congressuali
casi clinici
collaborazioni interdisciplinari
sviluppo di strumenti e protocolli operativi
Il
rapporto tra bocca, funzione e postura rappresenta uno dei temi che hanno
contribuito all’evoluzione del Metodo AEP® System.
Il
Massironi Study Club rappresenta da anni un punto di riferimento nella
formazione odontoiatrica.
Tra
i protagonisti dell’edizione 2019:
Dr.
Domenico “Nini” Massironi, fondatore del club
Clinici
formati nella scuola di Melegnano
Relatori
internazionali su estetica e tecnologie digitali
👉 un contesto
in cui il confronto clinico è reale e concreto
Il valore del confronto
Eventi
di questo tipo non sono semplici congressi.
Sono
momenti in cui:
esperienze diverse si incontrano
approcci clinici si confrontano
visioni differenti si integrano
👉 ed è
proprio da questo confronto che nasce crescita professionale, come avviene
anche in altri contesti congressuali in cui il rapporto tra occlusione, forma e
funzione viene approfondito.
Giornata formativa dedicata al Metodo AEP®
System, rivolta a odontoiatri e odontotecnici, con un focus sulla progettazione
del sorriso in relazione all’equilibrio del sistema corpo.
👉 un approccio che supera il concetto di estetica standardizzata
Negli ultimi anni l’estetica dentale ha
spesso inseguito un modello di sorriso perfettamente simmetrico e
standardizzato.
Ma la simmetria assoluta non appartiene alla
realtà biologica.
👉 anche nei volti più regolari esistono differenze tra lato destro e
sinistro
Un concetto evidente nel corpo, ma meno
considerato nella progettazione del sorriso.
Il concetto AEP
Da questa osservazione nasce un principio
fondamentale:
👉 il sorriso non deve inseguire una perfezione stereotipata
ma ritrovare un’armonia estetica personalizzata
👉 coerente con il viso e con il resto del corpo
Come in un puzzle tridimensionale, ogni
elemento deve essere letto in relazione al contesto.
Applicazione clinica
Il Metodo AEP® System è una metodica
operativa brevettata utilizzata per:
• riabilitazioni su denti naturali e impianti
• gestione delle disfunzioni della masticazione
• progettazione del sorriso individualizzato
L’approccio può considerare:
• il solo apparato stomatognatico
• oppure il sistema corpo nel suo insieme
👉 sempre in relazione alla complessità del caso
Questi concetti vengono approfonditi anche in
contesti congressuali internazionali, dove il confronto tra professionisti
permette di ampliare la visione clinica.
Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti originariamente presentati nella brochure introduttiva del Metodo AEP® System, successivamente approfonditi ed evoluti attraverso casi clinici, pubblicazioni, attività congressuali e sviluppo del metodo stesso.
AEP® System: osservare, valutare e rispettare l’individualità nella progettazione del sorriso
Quando
si parla di estetica dentale, molto spesso si pensa principalmente a:
un
sorriso dovrebbe essere costruito seguendo un modello standard oppure adattarsi
alla persona che lo porterà?
Nel
Metodo AEP® System il punto di partenza non è un ideale estetico astratto.
Il
punto di partenza è la persona reale, con le proprie caratteristiche,
adattamenti ed equilibri.
Che cos’è AEP® System
AEP®
significa Armonia Estetica Posturale.
Si
tratta di un metodo sviluppato per progettare sorrisi e riabilitazioni
individualizzate nel rispetto delle caratteristiche funzionali della persona.
L’obiettivo
non consiste semplicemente nel modificare dei denti.
L’obiettivo
consiste nel ricercare il miglior equilibrio possibile tra:
• funzione • estetica • caratteristiche individuali • organizzazione del sistema bocca
Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti pubblicati originariamente nel 2018, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System.
Placca di reset e bite di riprogrammazione AEP®: due dispositivi con funzioni diverse e complementari all’interno del percorso terapeutico del Metodo AEP® System.
Nel
Metodo AEP® System placca di reset e bite di riprogrammazione svolgono funzioni
differenti e complementari.
Quando
si parla di bite, spesso si tende a utilizzare questo termine per indicare
qualsiasi dispositivo rimovibile applicato ai denti.
In
realtà non tutti i dispositivi svolgono la stessa funzione.
Nel
Metodo AEP® System viene fatta una distinzione precisa tra due strumenti con
obiettivi completamente differenti:
placca di reset AEP
bite di riprogrammazione AEP
Comprendere
questa differenza è importante per capire la logica dell’intero percorso
terapeutico.
Non tutti i bite sono uguali
Il
termine bite viene spesso utilizzato in modo generico.
Nella
pratica clinica, però, esistono dispositivi differenti per:
materiali;
forma;
posizione;
modalità di utilizzo;
obiettivi terapeutici.
Per
questo motivo non è corretto considerare tutti i bite equivalenti.
Ogni
dispositivo nasce per rispondere a esigenze specifiche.
La placca di reset: ridurre i
condizionamenti
Nel
Metodo AEP® System il primo dispositivo è rappresentato dalla placca di
reset AEP.
Il
suo obiettivo non è imporre una nuova posizione mandibolare.
L’obiettivo
è ridurre il condizionamento esercitato dai contatti dentali, permettendo al
sistema stomatognatico di esprimere progressivamente una condizione funzionale
più libera dai compensi sviluppati nel tempo.
Nel
percorso AEP® la placca viene generalmente utilizzata nelle ore notturne e
viene controllata periodicamente dal medico attraverso regolazioni effettuate
ogni 3 settimane per circa 4/6 mesi.
👉 Approfondisci
anche: Il corpo compensa sempre: perché alcuni dolori restano silenti
Una
delle differenze del Metodo AEP® System consiste nel non stabilizzare
immediatamente una posizione mandibolare.
Prima
si favorisce il reset del sistema e se ne osserva la risposta.
Solo
successivamente, se le condizioni cliniche lo consentono, si valuta la
possibilità di stabilizzare la posizione raggiunta.
Questo
permette di distinguere due fasi differenti:
ricerca dell’equilibrio;
eventuale stabilizzazione.
Il bite di riprogrammazione
Quando
il sistema mostra una risposta favorevole, può essere utilizzato un bite di
riprogrammazione AEP.
Il
suo compito non è ricercare una nuova posizione.
Il
suo compito è mantenere in modo stabile e reversibile la posizione funzionale
individuata durante la fase precedente.
In
questo modo è possibile verificare se i benefici ottenuti durante la fase di
reset si mantengono anche durante le normali attività quotidiane e valutare nel
tempo la risposta del sistema prima di eventuali trattamenti definitivi.
Un percorso completamente
reversibile
Uno
degli aspetti caratteristici del Metodo AEP® System è la gradualità.
Prima
si resetta e si osserva.
Poi
si verifica la risposta.
Infine,
solo se i risultati sono stabili e soddisfacenti, si può programmare una
riabilitazione definitiva.
Questo
rende il percorso progressivo e reversibile nelle sue fasi iniziali.
L’obiettivo non è il dispositivo
Nel
Metodo AEP® System il protagonista non è il bite.
Il
protagonista è l’equilibrio funzionale del paziente.
La
placca e il bite rappresentano strumenti con funzioni differenti all’interno di
un metodo che mira a comprendere e rispettare l’equilibrio funzionale
individuale.
Per
questo motivo dispositivi apparentemente simili possono avere obiettivi
completamente diversi.
Nel
Metodo AEP® System la placca di reset e il bite di riprogrammazione non
rappresentano due alternative, ma due fasi successive di un unico percorso
finalizzato alla ricerca e alla verifica dell’equilibrio funzionale del
paziente.
I
principi descritti in questo articolo sono stati progressivamente sviluppati
nel Metodo AEP® System e approfonditi attraverso casi clinici, pubblicazioni e
attività congressuali.
Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti pubblicati originariamente nell’articolo “AEP® System – Armonia Estetica Posturale”, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System.
Hai mai pensato: “Fino a ieri stavo bene, poi all’improvviso è comparso il dolore.” Ma ciò che appare improvviso, spesso non nasce in quel momento.
Può essere semplicemente il momento in cui il corpo smette di riuscire a compensare.
Il
nostro organismo non funziona come un insieme di parti separate ma come un
sistema in continua ricerca di equilibrio. Quando compare una difficoltà in una
zona del corpo, la risposta iniziale non è necessariamente il dolore.
Il corpo ricerca continuamente equilibrio e adattamento attraverso meccanismi compensativi.
Spesso
la prima risposta è l’adattamento.
Anche
quando pensiamo di essere immobili il corpo continua a lavorare:
respiriamo
manteniamo il tono muscolare
correggiamo piccoli spostamenti posturali
eseguiamo continui adattamenti
Il
sistema tende naturalmente a ottenere il miglior risultato con il minor
dispendio energetico possibile. Questo concetto compare in diversi materiali
del Metodo AEP® e nella visione sistemica del corpo.
Quando
però compare una difficoltà, la priorità può cambiare.
Quando il corpo cambia strategia
Immaginiamo
un dolore a una caviglia.
Istintivamente
spostiamo il peso sull’altra gamba.
Nel
breve periodo può sembrare una soluzione efficace:
riduciamo il fastidio
continuiamo a camminare
riusciamo a svolgere le normali attività
Ma
contemporaneamente altre strutture iniziano a lavorare di più.
Con
il tempo possono comparire:
tensioni muscolari
rigidità
sovraccarichi
nuovi compensi
Il
problema iniziale potrebbe non essere risolto; potrebbe semplicemente essere
stato mascherato.
Anche la bocca può partecipare a questi adattamenti
La
bocca non è isolata dal resto del corpo.
Fa
parte dell’apparato stomatognatico, che interagisce con muscoli, articolazioni
e catene miofasciali. Diversi lavori descrivono questa relazione tra funzione
orale e sistema corporeo.
Questo
non significa che la bocca sia sempre la causa dei problemi posturali.
Significa
però che può rappresentare uno dei tasselli del sistema.
Allo
stesso modo una problematica esterna alla bocca può influenzare l’equilibrio
mandibolare.
In
alcune situazioni l’influenza può essere:
• discendente, dalla bocca verso il corpo • ascendente, dal corpo verso la bocca
Perché alcuni sintomi restano silenti per anni
Il
corpo possiede una straordinaria capacità adattativa.
Finché
i compensi riescono a mantenere un equilibrio accettabile, potremmo non
percepire alcun problema evidente.
Ma
nel tempo altri fattori possono aggiungersi:
stress
affaticamento
traumi
alterazioni funzionali
cambiamenti nelle abitudini quotidiane
A
quel punto ciò che era compensato può diventare percepibile.
Il
dolore spesso non coincide con l’inizio del problema.
Può
coincidere con il limite della capacità adattativa.
Osservare prima di correggere
Nel
Metodo AEP® l’obiettivo non è inseguire soltanto il sintomo.
L’idea
è osservare il sistema nel suo insieme:
funzione
postura
equilibrio
relazioni tra le parti
Perché
ciò che vediamo può essere il risultato finale di una lunga serie di
adattamenti.
Come
spesso viene sintetizzato nel Metodo AEP®:
“Il
corpo compensa sempre.”
Comprendere quei compensi può essere importante quanto osservare il sintomo stesso. Perché ciò che vediamo oggi potrebbe essere soltanto l’ultimo capitolo di una storia iniziata molto prima.
Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti pubblicati originariamente nell’articolo “Armonia Estetica Posturale”, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System
Articolo originale pubblicato su Dental Dialogue dedicato all’Armonia Estetica Posturale e alla progettazione individualizzata del sorriso
Articolo
originale pubblicato su Dental Dialogue dedicato all’Armonia Estetica Posturale
e alla progettazione individualizzata del sorriso.
Quando
si parla di estetica dentale, si pensa spesso a denti belli, allineati, bianchi
e simmetrici.
Ma
un sorriso davvero armonico non può essere valutato solo osservando i denti.
Nel
Metodo AEP® System il sorriso viene osservato come parte di un sistema più
ampio, in cui entrano in relazione:
• volto • bocca • funzione • postura • equilibrio muscolare • caratteristiche individuali del paziente
L’obiettivo non è creare un sorriso standardizzato. L’obiettivo è progettare un sorriso che possa integrarsi nel modo più naturale possibile con quella persona.
Dall’estetica del sorriso all’armonia della persona
L’estetica,
da sola, può diventare un criterio limitante.
Un
sorriso può apparire corretto dal punto di vista formale, ma non essere
realmente integrato nel volto e nella funzione del paziente.
Nel
Metodo AEP® System il concetto di armonia estetica viene quindi ampliato.
Non
si osserva solo “quanto è bello” un sorriso.
Si
osserva quanto quel sorriso sia coerente con:
• la forma del volto • la postura • la funzione orale • le asimmetrie individuali • l’equilibrio del sistema bocca-corpo
Ogni paziente è un progetto individuale
Uno
dei concetti centrali dell’articolo originale è che ogni paziente dovrebbe
essere considerato nella propria individualità.
Se
lo stesso paziente si rivolgesse a diversi team protesici,
potrebbe ricevere progetti molto differenti tra loro.
Il
punto, però, è che il paziente è sempre lo stesso.
Per
questo motivo, nel Metodo AEP® System, l’obiettivo non è inventare ogni volta
un sorriso in base al gusto del momento, ma raccogliere e contestualizzare
informazioni utili per arrivare a un progetto coerente con quella persona.
Un’immagine
molto utile per comprendere il metodo è quella del puzzle.
Quando
in un viso mancano alcuni “tasselli” — cioè alcuni denti — non avrebbe senso
inserire elementi qualsiasi, scelti indipendentemente dal contesto.
Nell’evoluzione
del Metodo AEP® System, strumenti come le Dime Biovolumetriche® e i
parametri AEP® hanno avuto la funzione di rendere più leggibile e trasferibile
il progetto.
Il
loro scopo non è imporre una forma standard.
Servono
invece a guidare la progettazione delle arcate dentali in relazione alle
caratteristiche individuali del paziente:
• biotipo • armonia del volto • asimmetrie • volumi • forma delle arcate • funzione orale
In
questo modo il progetto diventa meno arbitrario e più coerente con la persona.
Un
progetto protesico non dovrebbe limitarsi a essere esteticamente gradevole.
Deve
anche permettere stabilità e libertà funzionale.
Questo
significa ricercare un equilibrio tra:
• contatti in statica • movimenti in dinamica • rapporto tra mascella e mandibola • funzione muscolare • integrazione con volto e corpo
Nel
Metodo AEP® System la progettazione del sorriso viene quindi osservata come un
equilibrio tra estetica, funzione e postura.
Dal progetto alla verifica in bocca
Un
progetto può essere ben disegnato, ma deve sempre confrontarsi con la realtà
del paziente.
Per
questo la verifica estetica e funzionale in bocca resta un passaggio
fondamentale.
Il
digitale, il CAD/CAM e gli strumenti di progettazione possono aiutare
moltissimo, ma non sostituiscono la capacità del team di leggere la risposta
del sistema.
La
tecnologia aiuta.
Il
metodo orienta.
Il
paziente conferma.
Evoluzione del percorso AEP®
L’articolo
“Armonia Estetica Posturale” rappresenta uno dei passaggi importanti nello
sviluppo del Metodo AEP® System.
Nel
tempo questi concetti sono stati ulteriormente approfonditi attraverso:
La
settimana prossima parteciperò come relatore al congresso “Kinesio Milano
2017 – Kinesiologia e Posturologia tra tradizione e futuro”, promosso dalla
Società Italiana di Kinesiologia Medica e Odontoiatrica (SIKMO).
Un evento multidisciplinare dedicato allo studio delle relazioni tra corpo, postura e funzione.
Un contesto multidisciplinare
Il
congresso riunirà professionisti provenienti da ambiti diversi — kinesiologia,
odontoiatria, posturologia — con l’obiettivo di approfondire le interazioni tra
i sistemi che regolano l’equilibrio del corpo.
👉 un confronto tra approcci differenti 👉 una visione integrata del paziente
L’intervento AEP® System
Durante
l’evento presenterò il Metodo AEP® System (Armonia Estetica Posturale),
focalizzato sulla relazione tra:
• occlusione • postura • equilibrio funzionale
👉 un
approccio che considera la bocca come parte integrante del sistema corpo
Il valore del confronto
Eventi
come Kinesio Milano rappresentano un’opportunità importante di crescita
professionale.
👉 non solo per condividere un metodo 👉 ma per metterlo in relazione con altri modelli interpretativi
Un
ringraziamento alla Società Italiana di Kinesiologia Medica e Odontoiatrica e
al presidente Prof. Fausto Boschi per l’invito e l’organizzazione
dell’evento.
Presso SICED, centro di formazione per odontoiatri e odontotecnici, svilupperò il corso:
“Armonia del sorriso ed equilibrio posturale – le basi per la progettazione protesica”
👉 un corso base dedicato all’approccio AEP® System, focalizzato sulla relazione tra funzione, estetica e postura
👉 Due giornate di confronto e formazione per approfondire un approccio integrato alla progettazione del sorriso.
Il tema del corso
Il corso affronterà un tema centrale nella pratica clinica:
👉 il rapporto tra estetica del sorriso ed equilibrio
posturale
Un approccio che porta a considerare la bocca non come un
sistema isolato, ma come parte integrante del sistema corpo.
Un cambio di prospettiva
Nel lavoro quotidiano, il rischio è quello di concentrarsi
esclusivamente sull’aspetto estetico.
Il Metodo AEP® System propone invece una visione più ampia:
👉 ogni sorriso deve essere progettato in relazione alla
persona
tenendo conto di:
• postura • equilibrio neuromuscolare • funzione
Il Metodo AEP® System
Durante il corso saranno introdotti i principi fondamentali
del metodo:
🔹 osservare
🔹 valutare
🔹 rispettare
👉 un approccio che mira a lavorare in equilibrio con la
fisiologia del paziente
Dalla teoria alla pratica
Le due giornate di formazione alterneranno momenti teorici e
confronto tra professionisti, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per
la pratica clinica.
👉 non solo apprendimento 👉 ma condivisione e crescita
Il valore del confronto
Contesti formativi come SICED rappresentano un punto di
riferimento importante per il confronto tra professionisti.
👉 è attraverso il confronto che si sviluppa una visione più
consapevole e completa
Questi concetti vengono
approfonditi anche in contesti congressuali internazionali, dove il confronto
tra professionisti permette di ampliare la visione clinica.
Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti pubblicati originariamente nel 2012 nell’articolo “La protesi posturale”, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System.
Articolo originale pubblicato su Dental Dialogue nel 2012 sul rapporto tra protesi dentale, funzione ed equilibrio corporeo
Articolo originale pubblicato su
Dental Dialogue nel 2012 sul rapporto tra protesi dentale, funzione ed
equilibrio corporeo.
Quando
si parla di protesi dentale si pensa spesso alla sostituzione di denti mancanti
o compromessi.
È
corretto, ma non sufficiente.
Una protesi non occupa semplicemente uno spazio nella bocca. Modifica rapporti, volumi, contatti, funzioni e adattamenti muscolari.
Per
questo motivo, nel Metodo AEP® System, la protesi viene osservata non solo come
elemento estetico o meccanico, ma come parte di un sistema più ampio.
Quando una protesi non riguarda solo i denti
Una
riabilitazione protesica può cambiare il modo in cui il paziente mastica,
deglutisce, chiude la bocca e organizza la posizione mandibolare.
Il
punto centrale non è soltanto “mettere denti nuovi”.
Il
punto centrale è chiedersi:
come
quei denti nuovi si integrano nella funzione del paziente?
Una
protesi costruita senza considerare il rapporto tra forma e funzione può
risultare corretta dal punto di vista estetico, ma poco coerente con
l’equilibrio individuale della persona.
Il rapporto tra bocca, corpo e compensi
Il
corpo lavora continuamente alla ricerca di equilibrio funzionale.
Quando
qualcosa cambia nella bocca, il sistema può attivare adattamenti e compensazioni.
Questo
non significa che ogni problema posturale dipenda dalla bocca.
Significa
però che la bocca può rappresentare uno degli elementi coinvolti
nell’organizzazione dell’equilibrio corporeo.
Nel
percorso AEP® System la protesi definitiva non dovrebbe essere pensata come un
punto di partenza arbitrario.
Prima
può essere necessario osservare come il sistema reagisce quando viene liberato
da vincoli occlusali non fisiologici.
In
questo senso la placca di deprogrammazione o di resettazione AEP® System può
aiutare a comprendere meglio la relazione tra bocca, muscoli e postura.
Solo
dopo aver valutato la risposta funzionale del sistema si può progettare una
protesi più coerente con l’equilibrio individuale del paziente.
Il corridoio muscolare: lingua, guance e labbra
La
bocca non è uno spazio vuoto.
È
un ambiente dinamico, abitato continuamente da lingua, guance, labbra e
muscoli.
Ogni
protesi entra in relazione con questo corridoio muscolare.
Se
i volumi dentali sono incongrui, se la lingua non trova spazio o se guance e
labbra devono adattarsi a forme non fisiologiche, il sistema può compensare.
Nel
Metodo AEP® System il volume protesico viene quindi osservato come parte
integrante della funzione.
Nel settembre 2016 parteciperò al symposium “C’è Sirmione”, all’interno di un gruppo di studio multidisciplinare impegnato nello sviluppo di protocolli operativi integrati.
Un progetto che coinvolge diverse figure professionali con l’obiettivo di affrontare il paziente in una visione sistemica.
Un progetto multidisciplinare
La partecipazione si inserisce in un percorso di lavoro di
due anni dedicato alla creazione di protocolli condivisi tra:
👉 un approccio integrato per analizzare e trattare il sistema
bocca-corpo
Il tema dell’intervento
Durante il symposium verrà presentato il lavoro dal titolo:
“Interazione multidisciplinare: protocollo operativo e casi
clinici”
Un progetto sviluppato da:
Dr. G. Lucconi (odontoiatra) D.O. S. Jori (osteopata) Dr. L. Giannelli (ortottista) Dr. M. Dini (odontoiatra) Odt. G. Maver (odontotecnico) Dr. L. Roer (odontoiatra)
Il ruolo dell’approccio AEP®
All’interno di questo contesto si inserisce anche il Metodo
AEP® System, che si basa su un principio chiave:
👉 la bocca non è un sistema isolato
ma parte integrante di un equilibrio più ampio che coinvolge il corpo
Il valore del lavoro condiviso
Un progetto multidisciplinare permette di:
👉 integrare competenze diverse
👉 confrontare approcci
👉 costruire protocolli operativi più completi
Continuità del percorso
La partecipazione a “C’è Sirmione” 2016 si inserisce in un
percorso di ricerca e confronto che si sviluppa nel tempo.
👉 negli anni, i temi legati all’interazione tra occlusione,
postura e sistema corpo sono stati approfonditi in diversi contesti
congressuali
Dalle prime esperienze fino agli sviluppi più recenti,
questo percorso ha contribuito alla definizione e all’evoluzione del Metodo
AEP® System.
Il 30 e 31 ottobre 2015 parteciperò come relatore alla sessione odontotecnica del congresso CNA SNO – ORTEC, all’interno di EXPO Milano 2015, dedicato al tema:
👉 la salute del paziente e il ruolo dell’odontoiatria e dell’odontotecnica
Un evento che mette al centro la persona e il valore di un approccio integrato tra estetica, funzione e organizzazione del lavoro.
Un
contesto di alto valore
EXPO Milano rappresenta un punto di incontro tra professionisti,
aziende e realtà sanitarie, con l’obiettivo di riflettere sul ruolo della
salute nella società contemporanea.
👉 un contesto in cui il concetto di cura si amplia 👉 dalla tecnica alla visione complessiva del paziente
Il contributo AEP® System
All’interno di questo scenario presenterò il Metodo AEP®
System (Armonia Estetica Posturale), basato su un principio chiave:
👉 la centralità della persona
Il filo conduttore dell’intervento sarà proprio questo:
la salute del paziente come valore guida nelle scelte
operative, in contrapposizione a una logica puramente produttiva orientata alla
riduzione dei costi.
Un approccio che valorizza:
• qualità del lavoro • competenze professionali • integrazione tra le figure coinvolte
Dalla teoria alla pratica
La partecipazione al congresso sarà l’occasione per
condividere il percorso sviluppato con il Metodo AEP® System.
👉 non solo teoria 👉 ma applicazione concreta
Un modello di lavoro in cui il risultato nasce
dall’integrazione delle competenze all’interno di un vero team
multidisciplinare.
Un cambio di prospettiva
Questo tipo di approccio porta a riconsiderare il ruolo
dell’odontoiatria e dell’odontotecnica:
👉 non come ambiti separati 👉 ma come parti di un sistema integrato
in cui estetica, funzione e benessere del paziente devono
convivere in equilibrio.
Continuità del percorso
La partecipazione a EXPO Milano 2015 si inserisce in un
percorso di ricerca e confronto sviluppato nel tempo.
👉 i temi legati all’interazione tra occlusione, postura e
sistema corpo sono stati approfonditi in diversi contesti congressuali e
multidisciplinari
Dai primi momenti di confronto fino agli sviluppi più
recenti, questo percorso ha contribuito alla definizione e all’evoluzione del
Metodo AEP® System.
Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti pubblicati originariamente nel 2009 nell’articolo “La posizione posturale mandibolare”, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System.
Per molti anni il rapporto tra bocca e postura è stato osservato principalmente come un argomento di interesse specialistico.
Negli anni però è emersa una domanda sempre più frequente:
la posizione della mandibola può influenzare l’equilibrio generale del corpo?
Nel Metodo AEP® System questo tema viene osservato attraverso una visione più ampia:
la bocca non viene considerata come una struttura isolata, ma come parte di un sistema più complesso in continua ricerca di equilibrio. Il concetto di “visione sistemica” e di interazione tra le parti è stato uno degli elementi sviluppati nel tempo nel metodo.
Articolo originale “La posizione posturale mandibolare”
pubblicato nel 2009, uno dei primi approfondimenti sul rapporto tra mandibola,
equilibrio e sistema bocca-corpo.
La bocca non lavora separatamente
dal corpo
Molto
spesso si tende a pensare alla bocca esclusivamente come sede di:
• denti • masticazione • estetica
In
realtà il sistema stomatognatico coinvolge contemporaneamente:
• lingua • muscoli • articolazioni temporo-mandibolari • deglutizione • respirazione • postura del capo
Tutti
questi elementi interagiscono continuamente tra loro.
Il corpo ricerca continuamente
equilibrio
Il
corpo umano ricerca costantemente adattamenti per mantenere equilibrio e
comfort funzionale.
Anche
quando crediamo di essere immobili, continuiamo ad attivare piccoli
aggiustamenti posturali e muscolari.
Quando
compare una situazione di squilibrio, il corpo può attivare compensazioni che
coinvolgono differenti distretti corporei.
L’obiettivo
dell’organismo rimane sempre uno:
La posizione mandibolare e il ruolo
della deglutizione
ricercare
il miglior equilibrio possibile con il minor dispendio energetico.
Uno
dei concetti sviluppati nel Metodo AEP® System riguarda il rapporto tra:
• posizione mandibolare • tono muscolare • deglutizione • equilibrio del sistema stomatognatico
La
posizione mandibolare di riposo, la deglutizione e la dinamica muscolare
partecipano alla costruzione dell’equilibrio funzionale del sistema.
Nel
tempo differenti adattamenti funzionali possono modificare questi rapporti e
portare il sistema a costruire nuovi equilibri compensatori.
Uno
degli aspetti centrali del Metodo AEP® System consiste nel non ricercare una
posizione mandibolare arbitraria identica per tutti (concetto di relazione
centrica), ma nel valutare l’equilibrio individuale del paziente..
Ogni
persona possiede:
• caratteristiche anatomiche individuali • differenti schemi funzionali • differenti adattamenti muscolari • una propria modalità di equilibrio
Per
questo motivo il concetto centrale non diventa:
“qual
è la posizione giusta?”
ma:
“qual
è la posizione più armonica per quella persona?”
Si è concluso il percorso formativo AEP® System dedicato alla progettazione protesica, articolato in due moduli — base e avanzato — rivolto a odontotecnici e professionisti del settore.
Un’esperienza formativa costruita per trasferire non solo conoscenze tecniche, ma un approccio di lavoro basato sulla relazione tra bocca e sistema corpo.
Struttura del corso
Il percorso si è sviluppato in due fasi:
Modulo base (26–27 settembre 2014)
👉 comprensione del sistema stomatognatico come parte del
sistema corpo
👉 lettura del sorriso in relazione al volto
👉 introduzione ai principi del Metodo AEP® System
Modulo avanzato (14–15 novembre 2014)
👉 approfondimento della fisiologia individuale del paziente
👉 applicazione pratica nella progettazione protesica
👉 relazione tra forma dentale, funzione e adattamento del
sistema
Un approccio diverso alla protesi
Alla base del corso un concetto chiave:
👉 l’apparato stomatognatico non è un’unità a sé stante
ma parte integrante di un sistema più ampio.
Per questo motivo la progettazione di un sorriso non è stata
affrontata solo in termini estetici, ma considerando:
• equilibrio funzionale
• dinamiche neuromuscolari
• relazione con la postura
Dalla teoria alla pratica
Durante il corso, i partecipanti hanno avuto modo di
applicare i concetti nella pratica operativa quotidiana.
👉 non solo teoria
👉 ma strumenti concreti
per progettare riabilitazioni protesiche coerenti con il
paziente.
Il significato del percorso
formativo
Questo tipo di formazione nasce dall’esigenza di superare
una visione standardizzata della protesi.
👉 ogni paziente è diverso
👉 ogni equilibrio è individuale
Un principio che rappresenta la base del Metodo AEP® System.