AEP® System
Armonia Estetica Posturale

Giovanni Maver | odontotecnico posturo consapevole

La nostra esperienza per il vostro benessere
armonia del sorriso - equilibrio posturale

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Categoria: AEP® System

Creare un sorriso non significa riempire uno spazio

Quando dobbiamo affrontare una riabilitazione protesica, il problema può sembrare abbastanza semplice: esiste uno spazio o una bocca da riabilitare e dobbiamo stabilire quali denti inserire.

Ma progettare un sorriso significa considerare qualcosa di più ampio. Bocca e postura, viso, funzione e individualità della persona fanno parte di un insieme di relazioni che può fornire informazioni utili alla progettazione.

Per questo avere uno spazio protesico non significa ancora sapere quale sorriso progettare.

Possiamo conoscere la situazione delle arcate, avere denti naturali ridotti oppure impianti già posizionati, conoscere gli spazi disponibili e disporre di tecnologie digitali estremamente precise.

Rimane però una domanda:

quale forma e quale posizione dovrebbero avere i denti che andremo a costruire?

Creare un sorriso nel Metodo AEP® System: relazione tra bocca e postura, viso, arcate dentali e progettazione protesica individuale.
Creare un sorriso non significa soltanto riempire uno spazio: arcate, viso, funzione e individualità diventano informazioni da mettere in relazione nella progettazione.

Creare denti o progettare un sorriso?

La differenza può sembrare sottile, ma cambia profondamente il modo di affrontare una riabilitazione.

Uno spazio ci dice dove possiamo intervenire.

Non necessariamente ci dice come dovrebbero essere i denti che andremo a realizzare.

Se partiamo esclusivamente dallo spazio disponibile, dal supporto dentale o dalla posizione degli impianti, il rischio è che questi elementi diventino automaticamente i riferimenti principali della progettazione.

Ma il sorriso che stiamo costruendo dovrà appartenere a una persona.

Dovrà inserirsi nel suo viso, relazionarsi con l’arcata antagonista, interagire con lingua e labbra e partecipare ai movimenti della mandibola.

Per questo, nel Metodo AEP® System, la progettazione non parte semplicemente dalla domanda:

“Quali denti possiamo mettere in questo spazio?”

ma cerca di arrivare a una domanda diversa:

“Quale forma e quale posizione possono essere più coerenti con l’individualità di questa persona?”

Senza un metodo non si costruisce: si riempie

Oggi possiamo raccogliere una quantità di informazioni molto maggiore rispetto al passato.

Scansioni delle arcate dentali, scansioni del viso, registrazioni del rapporto intermascellare, riferimenti occlusali e analisi della dinamica mandibolare possono offrirci numerosi dati.

Ma avere molti dati non significa automaticamente avere un progetto.

Occorre stabilire quali informazioni osservare, come metterle in relazione e soprattutto come utilizzarle quando dobbiamo prendere decisioni sulla forma e sulla posizione dei denti.

È qui che il metodo diventa importante.

Senza un metodo non si costruisce: si riempie.

Non perché riempire correttamente uno spazio protesico sia semplice o poco importante, ma perché la progettazione di un sorriso richiede un passaggio ulteriore: trasformare le informazioni raccolte in criteri di progettazione individuali.

Prima del sorriso viene la persona

Nell’articolo dedicato al “Puzzle: bocca, viso, postura, persona” abbiamo proposto un principio fondamentale dell’osservazione AEP®: un singolo elemento può essere importante, ma è la relazione con gli altri elementi a permetterci di comprenderne meglio il significato.

👉 Puzzle: bocca, viso, postura, persona
https://www.giovannimaver.it/blog/puzzle-bocca-viso-postura-persona/

È un principio che diventa importante anche nella progettazione.

Il dente non esiste isolatamente.

La sua forma e la sua posizione entrano in relazione con il viso, con l’arcata antagonista, con la mandibola, con la lingua, con le labbra e con la funzione.

Nell’articolo “Forma e funzione: perché non possiamo dare al sorriso una forma e una posizione qualsiasi” abbiamo osservato proprio questo aspetto: modificando forma e posizione dei denti cambiano anche alcuni dei riferimenti con i quali la funzione deve continuamente confrontarsi.

👉 Forma e funzione: perché non possiamo dare al sorriso una forma e una posizione qualsiasi
https://www.giovannimaver.it/blog/forma-funzione-posizione-denti-sorriso/

A questo punto il passaggio successivo diventa inevitabile:

se non possiamo scegliere forma e posizione dei denti arbitrariamente, quali informazioni dobbiamo utilizzare per progettarle?

Dalle informazioni al progetto

Nel Metodo AEP® System il percorso di progettazione mette progressivamente in relazione informazioni differenti:

la situazione delle arcate e del viso → il rapporto tra mandibola e mascella → i riferimenti necessari a individuare il piano occlusale → le caratteristiche individuali della persona → la dinamica del movimento mandibolare → la verifica estetica e funzionale del risultato.

Ognuno di questi elementi ci offre una parte dell’informazione.

Ma, ancora una volta, il singolo dato non rappresenta il progetto.

Il progetto nasce dal modo in cui queste informazioni vengono osservate, organizzate e messe in relazione per arrivare progressivamente a definire forma, posizione e rapporti dei denti.

La tecnologia può aiutarci a raccogliere e rappresentare queste informazioni. Il metodo deve permetterci di attribuire loro un significato all’interno del percorso progettuale.

Ad ognuno il proprio sorriso

Da qui nasce anche il significato di una delle espressioni che accompagna da anni l’AEP® System:

“Ad ognuno il proprio sorriso.”

Non significa semplicemente realizzare sorrisi diversi dal punto di vista estetico.

Significa cercare di comprendere quali caratteristiche possano risultare più coerenti con quella specifica persona.

L’obiettivo non è quindi partire da un sorriso ideale e adattarlo allo spazio disponibile.

Il percorso è, per quanto possibile, inverso:

osservare → raccogliere informazioni → metterle in relazione → progettare → verificare.

La tecnologia può aiutarci in ciascuno di questi passaggi.

Ma è il metodo a stabilire perché raccogliamo un’informazione e come intendiamo utilizzarla.

In questo senso, progettare non significa applicare una forma prestabilita, ma cercare di osservare, rispettare e costruire in relazione alle informazioni che quella persona ci offre.

Da dove comincia allora la progettazione?

Se lo spazio disponibile non basta a stabilire forma e posizione dei denti, dobbiamo individuare dei riferimenti.

Ed è proprio da qui che prosegue il percorso.

Prima di scegliere la morfologia dentale, secondo il percorso AEP® occorre partire da alcune informazioni fondamentali: la situazione delle arcate e del viso, il rapporto intermascellare e l’individuazione del piano occlusale.

Perché prima di chiederci come dovranno essere i denti, dobbiamo chiederci:

quali riferimenti ci servono per sapere dove e come iniziare a progettarli?

È la domanda da cui parte il prossimo approfondimento:

👉 Se desideri approfondire:

👉 Scopri il Metodo AEP® System
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

👉 Prima della forma vengono i riferimenti
Art. 37

Forma e funzione: perché non possiamo dare al sorriso una forma e una posizione qualsiasi

Questo articolo prosegue la riflessione sviluppata in “Il puzzle: bocca, viso, postura, persona. Perché osservare un solo tassello può non bastare”.

Se bocca, viso, postura e funzione fanno parte di un sistema di relazioni, nel momento in cui progettiamo una riabilitazione nasce una domanda fondamentale:

possiamo scegliere forma e posizione dei denti semplicemente in base a ciò che consideriamo esteticamente corretto?

Secondo il Metodo AEP® System, no.

Perché forma e funzione sono due facce della stessa medaglia.

Modificare la forma e la posizione dei denti significa modificare anche le condizioni nelle quali lingua, labbra, mandibola e muscolatura dovranno esprimere la propria funzione.

La questione diventa quindi non soltanto quale forma e quale posizione sono esteticamente più belle?, ma soprattutto:

quale forma e quale posizione sono coerenti con l’individualità di quella persona?

Caso clinico AEP® System prima e dopo la riabilitazione: confronto tra forma e posizione dei denti, apertura mandibolare e fonemi F e S.
Situazione iniziale e finale: il confronto permette di osservare come forma e posizione dei denti si relazionano con apertura mandibolare, lingua, labbra e fonazione.

Forma e posizione non sono soltanto una scelta estetica

Quando osserviamo un sorriso siamo naturalmente portati a valutarne l’aspetto.

Dimensione e proporzione dei denti, disposizione, simmetria, rapporto con le labbra e armonia con il viso sono elementi immediatamente percepibili.

Ma i denti non appartengono a un’immagine statica.

La loro forma e la loro posizione nello spazio diventano riferimenti con i quali le strutture funzionali devono continuamente interagire.

La lingua entra in rapporto con le arcate durante la deglutizione e la fonazione. Le labbra interagiscono con i denti. La mandibola si muove nello spazio. La muscolatura partecipa all’apertura, alla chiusura e alle diverse funzioni stomatognatiche.

Questo assume particolare importanza nelle riabilitazioni protesiche su implanti, dove la progettazione non riguarda semplicemente la ricostruzione degli elementi dentali mancanti: dobbiamo anche decidere quale forma attribuire ai nuovi denti e dove collocarli nello spazio.

Per questo, nella prospettiva dell’AEP® System, forma e posizione dei denti non possono essere considerate separatamente dalla funzione.

Forma e funzione: due facce della stessa medaglia

Questo rappresenta uno dei presupposti interpretativi del Metodo AEP®.

Se modifichiamo forma e posizione dei denti, modifichiamo anche le condizioni nelle quali la funzione deve esprimersi.

Non perché i denti determinino da soli il comportamento dell’intero sistema, ma perché rappresentano alcuni dei riferimenti con cui muscoli, lingua, labbra e mandibola devono continuamente interagire.

È proprio per questo che, secondo l’AEP® System, non possiamo attribuire ai denti una forma o una posizione “a piacere”, semplicemente sulla base di un modello estetico ideale o standardizzato.

La progettazione deve ricercare forma e posizione coerenti con l’individualità del paziente e con l’insieme delle relazioni osservate.

Quando questa coerenza viene meno, la muscolatura e le altre strutture funzionali devono confrontarsi con riferimenti differenti.

Il sistema può quindi essere chiamato ad adattarsi o compensare.

Quanto questo adattamento possa essere sostenibile dipende dall’individuo, dall’entità della variazione e dal contesto complessivo nel quale essa viene inserita.

Ed è proprio nella relazione tra forma, posizione, funzione, adattamento e compenso che, secondo l’interpretazione proposta dall’AEP® System, possono emergere condizioni di inefficienza o disfunzione.

Come possiamo osservare questa relazione?

Non soltanto guardando il sorriso.

Possiamo osservare il paziente mentre utilizza quei denti e quei riferimenti nello spazio.

Il caso clinico presentato nel filmato permette di confrontare la stessa persona nella situazione iniziale e dopo la riabilitazione secondo il Metodo AEP® System, attraverso tre osservazioni dinamiche:

  • apertura e chiusura della bocca;
  • fonema F;
  • fonema S.

Il confronto documenta ciò che possiamo osservare in questo specifico caso clinico, mettendo in relazione una diversa configurazione di forma e posizione dei denti con il modo in cui alcune funzioni si esprimono.

Nel filmato possiamo osservare e confrontare direttamente la situazione iniziale e quella finale, valutando come forma e posizione dei denti si relazionano con alcune espressioni della funzione.

Apertura e chiusura: osservare il movimento

Nella situazione iniziale, durante l’apertura della bocca, è visibile una laterodeviazione della traiettoria mandibolare verso sinistra.

Nella situazione finale la traiettoria appare invece rettilinea, come evidenziato anche dal fermo immagine.

Il dato interessante non è quindi soltanto che il sorriso finale presenti denti differenti per forma e posizione.

Osservando la paziente durante la funzione possiamo rilevare anche una diversa espressione del movimento mandibolare e una maggiore simmetria della traiettoria osservata.

Il filmato non permette, da solo, di stabilire tutti i meccanismi coinvolti in questa modificazione. Permette però di documentare visivamente la differenza tra le due situazioni.

Fonema F: denti, labbro e lingua

Un secondo elemento può essere osservato chiedendo alla paziente di pronunciare le parole “fiori finti”.

Nella situazione iniziale, durante il fonema F, si osserva l’interposizione della lingua tra i denti anteriori, mentre gli incisivi superiori risultano distanti dal labbro inferiore.

Nella situazione finale l’interposizione linguale non è più presente e gli incisivi superiori sfiorano il labbro inferiore durante l’esecuzione del fonema.

Questo passaggio è particolarmente interessante perché rende evidente quanto non sia soltanto la forma del singolo dente a entrare in relazione con la funzione, ma anche la sua posizione.

Modificando i riferimenti dentali cambia lo spazio nel quale lingua e labbra devono muoversi e interagire.

Nel caso osservato, alla diversa configurazione dentale corrisponde una diversa modalità di espressione della funzione.

Fonema S: il rapporto dinamico tra le arcate

La stessa osservazione può essere effettuata durante il fonema S, chiedendo alla paziente di contare da 60 a 68.

Nella situazione iniziale si osservano l’interposizione della lingua e una laterodeviazione verso sinistra del centro dei denti inferiori rispetto al centro dei denti superiori.

Nella situazione finale gli anteriori superiori e inferiori arrivano invece a sfiorarsi durante la fonazione, mentre il centro dell’arcata inferiore appare in asse con quello dell’arcata superiore.

Anche in questo caso non stiamo semplicemente confrontando due sorrisi.

Stiamo osservando due differenti modalità di interazione tra forma, posizione e funzione.

Perché questo è particolarmente importante nelle riabilitazioni implantari

Nelle riabilitazioni implantari questo principio assume un significato ancora più evidente.

Il rapporto tra posizione dei denti, lingua e funzione è un tema che abbiamo approfondito anche nell’articolo dedicato a lingua, deglutizione ed equilibrio della bocca.

👉 https://www.giovannimaver.it/blog/lingua-deglutizione-equilibrio-bocca/

La presenza degli impianti non dovrebbe portarci a considerare automaticamente la posizione implantare come l’unico riferimento per determinare la posizione finale dei denti protesici.

La progettazione deve confrontarsi anche con la persona che utilizzerà quei denti.

Forma e posizione degli elementi protesici entrano infatti in relazione con gli spazi funzionali disponibili, con la lingua, con le labbra, con le arcate antagoniste e con i movimenti mandibolari.

La domanda progettuale, quindi, non dovrebbe essere soltanto:

Dove possiamo mettere questi denti?

Ma anche:

dove dovrebbero trovarsi questi denti per essere il più possibile coerenti con l’individualità e la funzione di questo paziente?

È una differenza apparentemente piccola, ma modifica profondamente il modo di affrontare la progettazione.

Il punto non è creare un sorriso perfetto

Se forma, posizione e funzione sono strettamente correlate, l’obiettivo non può essere quello di applicare a tutti i pazienti la stessa idea di sorriso ideale.

Una dentatura perfettamente simmetrica, costruita secondo parametri estetici standardizzati, può apparire molto bella se osservata isolatamente.

Ma è quella la forma? È quella la posizione? Sono quei riferimenti coerenti con quella persona?

Nel Metodo AEP® System l’obiettivo non è ricercare una forma standard, ma una soluzione progettuale coerente con l’individualità del paziente.

È qui che torna uno dei principi dell’AEP® System: ricercare l’armonia dentale, non la simmetria dentale.

Forma e posizione devono poter dialogare con il viso, con la mandibola, con la lingua, con le labbra, con la muscolatura e con le caratteristiche funzionali individuali.

Dal puzzle alla progettazione

Nel precedente articolo abbiamo utilizzato l’immagine del puzzle per spiegare perché osservare un singolo elemento può non essere sufficiente.

👉 https://www.giovannimaver.it/blog/puzzle-bocca-viso-postura-persona/

Ora possiamo fare un passo successivo.

Osservare i diversi tasselli e soprattutto le loro relazioni serve anche a comprendere quale forma dare ai denti e dove posizionarli.

Se considero soltanto i denti, posso progettare dei denti.

Se considero soltanto il sorriso, posso progettare un sorriso esteticamente gradevole.

Ma se considero bocca, viso, funzione, postura e individualità della persona, la domanda cambia:

quale forma e quale posizione possono inserirsi nel modo più armonico possibile in quel sistema?

È questa una delle domande centrali che guidano la progettazione secondo il Metodo AEP® System.

Cambia la forma e la posizione. Cambia la funzione?

La domanda posta alla fine del filmato vuole invitare proprio a osservare questa relazione.

Per l’AEP® System forma e funzione non sono fenomeni indipendenti e la posizione dei denti è parte integrante di questa relazione.

Modificare forma e posizione significa introdurre nuovi riferimenti nel sistema e, di conseguenza, modificare le condizioni nelle quali la funzione deve esprimersi.

Nel caso presentato, dopo la riabilitazione, insieme alla diversa forma e posizione dei denti sono osservabili differenze nella traiettoria mandibolare, nel rapporto tra incisivi e labbro inferiore, nella posizione della lingua e nelle relazioni tra le arcate durante la fonazione.

Ciò rende visibile un principio centrale dell’AEP® System:

quando progettiamo forma e posizione dei denti non stiamo intervenendo soltanto sull’estetica. Stiamo modificando alcuni dei riferimenti con i quali la funzione dovrà continuamente dialogare.

E allora la domanda conclusiva diventa:

Quando progettiamo un nuovo sorriso, stiamo cercando semplicemente denti belli o una forma e una posizione coerenti con l’individualità di quella persona?


👉 Se desideri approfondire:

👉 Scopri il Metodo AEP® System
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

👉 Il ciclo stomatognatico: osservare la dinamica funzionale
https://www.giovannimaver.it/blog/ciclo-stomatognatico-posizione-mandibolare-equilibrio/

👉 Ogni sorriso è unico: perché non deve mai essere standardizzato
https://www.giovannimaver.it/blog/sorriso-personalizzato-postura/

👉 Esplora tutti gli articoli del blog
https://www.giovannimaver.it/blog/

Il puzzle: bocca, viso, postura, persona. Perché osservare un solo tassello può non bastare

Questo articolo nasce dalla rielaborazione divulgativa di contenuti presentati negli anni precedenti e successivamente sviluppati nel Metodo AEP® System.

Questo contributo fa parte del percorso di conoscenza dell’AEP® System dedicato alla comprensione delle relazioni tra bocca, viso, postura e funzione. I concetti presentati vengono approfonditi anche attraverso altri articoli, casi clinici e materiali divulgativi, contribuendo a descrivere la visione sistemica del Metodo.

Schema del Metodo AEP® System che rappresenta il corpo come un puzzle e mostra l'osservazione delle relazioni tra bocca, viso, postura e persona.
Dal concetto di puzzle corporeo all’osservazione delle relazioni tra i diversi elementi del sistema.

Quando un tassello sembra spiegare tutto

Nella pratica clinica è naturale concentrare l’attenzione sull’elemento che appare più evidente: un dente usurato, una malocclusione, un’articolazione temporo-mandibolare dolente o una difficoltà funzionale.

Ma è sufficiente osservare un solo elemento per comprendere il comportamento dell’intero sistema?

Nel Metodo AEP® System questa domanda rappresenta uno dei punti di partenza dell’osservazione.

Più che ricercare una spiegazione unica, l’obiettivo è comprendere come i diversi elementi del sistema stomatognatico interagiscano tra loro e con il resto del corpo.

Il corpo come un puzzle

Immaginare il corpo come un puzzle può aiutare a comprendere questo concetto.

Ogni tassello possiede caratteristiche proprie,  ma il suo significato emerge solo quando viene osservato insieme agli altri.

Lo stesso vale per il sistema stomatognatico.

La bocca rappresenta una parte fondamentale del sistema, ma il suo comportamento è continuamente influenzato dalle relazioni che instaura con il viso, la lingua, le articolazioni temporo-mandibolari, la muscolatura, la postura e, più in generale, con l’intera persona.

Leggere le relazioni, non soltanto i singoli dati

L’osservazione di un sistema complesso richiede spesso di mettere in relazione informazioni differenti.

Nel Metodo AEP® System l’osservazione può comprendere:

  • lingua;
  • processi alveolari;
  • articolazioni temporo-mandibolari;
  • osso ioide;
  • morfologia del viso;
  • armonie osteopatiche;
  • biotipo individuale;
  • dominanze funzionali;
  • postura;
  • equilibrio neuromuscolare.

L’obiettivo non è accumulare dati, ma comprenderne le connessioni.

Ogni informazione acquista significato nel momento in cui viene letta insieme alle altre.

Le connessioni contano più dei singoli tasselli

Due persone possono presentare caratteristiche dentali apparentemente simili ed esprimere comportamenti funzionali differenti.

Allo stesso modo, modificare un singolo elemento non implica necessariamente che l’intero sistema si riorganizzi nello stesso modo in tutti i pazienti.

Dall’osservazione alla progettazione

Per questo motivo il Metodo AEP® propone una lettura sistemica: ciò che interessa non è soltanto il singolo tassello, ma il modo in cui esso dialoga con gli altri.

Anche la progettazione protesica segue questa logica.

Il sorriso non viene considerato semplicemente come un insieme di denti, ma come l’espressione di un sistema biologico che possiede caratteristiche proprie.

Per questo motivo la progettazione cerca di integrare forma e funzione nel rispetto dell’organizzazione individuale della persona.

L’obiettivo non è ottenere un sorriso uguale per tutti, ma progettare una riabilitazione coerente con quel determinato sistema.

Nel Metodo AEP® System l’osservazione rappresenta il punto di partenza della progettazione.

Osservare le relazioni tra i diversi elementi del sistema non serve soltanto a comprenderne meglio il funzionamento: queste informazioni possono diventare riferimenti anche nella scelta della forma e della posizione dei denti durante la progettazione di una riabilitazione.

🖼️ Un caso clinico come esempio

Caso clinico prima e dopo una riabilitazione protesica progettata secondo i principi del Metodo AEP® System.
Caso clinico: dall’osservazione delle relazioni alla progettazione personalizzata del sorriso.

L’intento non è dimostrare un rapporto di causa-effetto, ma offrire uno spunto di riflessione su come una lettura integrata possa contribuire alla progettazione di una riabilitazione.

Caso clinico realizzato in collaborazione con il Dott. Walter Rao.

🎥 Guarda il video

La progettazione di un sorriso non riguarda soltanto l’estetica.

In questo breve video viene proposta una riflessione sul rapporto tra simmetria, armonia e individualità, temi che si inseriscono nella visione sistemica descritta in questo articolo.

Una domanda aperta

Quando osserviamo un paziente, stiamo davvero considerando tutti i tasselli che possono influenzare il risultato finale… oppure stiamo interpretando il sistema partendo soltanto da una sua parte?

Forse la risposta non dipende da quale tassello osserviamo, ma da quanto riusciamo a comprenderne le relazioni.

APPROFONDISCI

👉 Il ciclo stomatognatico: stiamo osservando tutto il film… o solo un fotogramma?

👉 La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

👉 Non basta cambiare i denti

👉 Ogni sorriso è unico: perché non deve mai essere standarizzato https://www.giovannimaver.it/blog/sorriso-personalizzato-postura/

Questo articolo fa parte del percorso di approfondimento del Metodo AEP® System

I temi trattati vengono sviluppati attraverso articoli, casi clinici, materiali congressuali e contenuti multimediali collegati tra loro, con l’obiettivo di favorire una comprensione progressiva delle relazioni tra funzione, forma ed equilibrio del sistema stomatognatico.

Le pubblicazioni internazionali dell’AEP® System: un percorso di confronto scientifico

Questo articolo fa parte del percorso di conoscenza dell’AEP® System dedicato alla documentazione della sua evoluzione scientifica e divulgativa. I contenuti presentati si collegano alle pubblicazioni, ai casi clinici, alle attività congressuali e agli altri materiali che descrivono lo sviluppo del Metodo nel tempo.

Percorso delle pubblicazioni internazionali dell'AEP® System tra Italia, Canada, Germania e Bulgaria attraverso riviste professionali di odontoiatria e odontotecnica.
Due articoli dell’AEP® System sono stati pubblicati in diverse riviste professionali internazionali, documentando un percorso editoriale sviluppato tra Italia, Canada, Germania e Bulgaria.

Pubblicare significa anche confrontarsi

Ogni pubblicazione rappresenta un momento di confronto.

Quando un articolo viene pubblicato su una rivista professionale, entra in dialogo con odontoiatri, odontotecnici e professionisti che operano in contesti culturali differenti.

Per il Metodo AEP® System questo percorso non ha rappresentato soltanto un’occasione di divulgazione, ma anche un’opportunità per condividere osservazioni cliniche, confrontarsi con realtà internazionali e contribuire alla riflessione su temi riguardanti il sistema stomatognatico, la progettazione protesica e la relazione tra funzione, estetica e postura.

Due articoli, due percorsi editoriali

Nel corso degli anni il percorso internazionale dell’AEP® System si è sviluppato attraverso due articoli principali, ciascuno caratterizzato da una propria diffusione editoriale.

La moderna progettazione protesica

Il primo articolo, dedicato alla moderna progettazione protesica dentale, è stato pubblicato inizialmente in Italia sulla rivista Dental Dialogue.

Successivamente il lavoro è stato tradotto e pubblicato anche in Canada attraverso le riviste Spectrum Denturism e Spectrum Dialogue, per poi essere diffuso in Germania su dental labor international.

Lo stesso lavoro ha quindi attraversato quattro diverse edizioni editoriali, contribuendo alla diffusione internazionale di una riflessione dedicata alla progettazione protesica personalizzata.

Armonia Estetica Posturale

Il secondo articolo, dedicato ai principi dell’Armonia Estetica Posturale, ha seguito un percorso differente.

Dopo la pubblicazione italiana su Dental Dialogue, è stato tradotto e pubblicato anche in Bulgaria sulla rivista Dental Laboratory.

Pur sviluppandosi in un contesto editoriale diverso, anche questo lavoro ha contribuito a diffondere una riflessione sulle relazioni tra funzione, estetica e postura.

Un filo conduttore

Pur affrontando argomenti differenti, questi articoli condividono un principio comune.

La progettazione protesica viene osservata non come semplice ricostruzione dentale, ma come parte di un sistema più ampio nel quale bocca, viso, postura e funzione interagiscono tra loro.

Negli anni questa prospettiva è stata progressivamente approfondita attraverso nuovi casi clinici, attività congressuali, strumenti di analisi e contenuti divulgativi che oggi costituiscono il patrimonio scientifico e culturale dell’AEP® System.

Dalla carta al digitale

Quando questi articoli vennero pubblicati, la principale forma di diffusione era rappresentata dalle riviste cartacee.

Oggi quel patrimonio è raccolto e contestualizzato anche nell’eBook “AEP® System – Ad ognuno il proprio sorriso” e viene progressivamente rielaborato attraverso il blog dell’AEP® System.

L’obiettivo non è ripubblicare semplicemente gli articoli originali, ma contestualizzarli, aggiornarli e integrarli con nuovi casi clinici, video, approfondimenti e materiali formativi, creando un ecosistema di conoscenza nel quale ogni contenuto contribuisce a rendere più comprensibile il Metodo.

Un patrimonio che continua a crescere

Le pubblicazioni internazionali documentano alcune tappe significative della storia dell’AEP® System.

Non rappresentano un punto di arrivo, ma testimoniano un percorso costruito nel tempo attraverso lo studio, l’osservazione clinica, il confronto interdisciplinare e la volontà di condividere esperienze e riflessioni con una comunità professionale sempre più ampia.

Oggi quel percorso prosegue attraverso nuovi articoli, attività congressuali, contenuti multimediali e progetti di divulgazione che continuano ad arricchire il patrimonio di conoscenze dell’AEP® System.

Una domanda aperta

Ogni pubblicazione nasce in un determinato momento storico, ma le domande che l’hanno generata possono continuare a stimolare nuove riflessioni.

Forse il valore di un percorso scientifico non dipende soltanto dal numero delle pubblicazioni, ma dalla capacità di mantenere vivo il dialogo, aggiornare le proprie osservazioni e continuare a confrontarsi con la comunità professionale.

APPROFONDISCI

👉 Rassegna stampa pubblicazioni internazionali dell’AEP® System

https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa-internazionale.php

👉 eBook AEP® System – Ad ognuno il proprio sorriso                                https://you.dental/?product=aep-system-armonia-estetica-posturale-ad-ognuno-il-proprio-sorriso-il-metodo-per-crearlo&lang=it

👉 Dialogare per comprendere: l’evoluzione del Metodo AEP® System

👉 Il puzzle: bocca, viso, postura, persona. Perché osservare un solo tassello può non bastare

👉 Attività congressuale e formativa dell’AEP® System

Dialogare per comprendere: l’evoluzione del Metodo AEP®

Negli ultimi anni il Metodo AEP® System è cresciuto attraverso l’attività clinica, le pubblicazioni e il confronto con professionisti di discipline diverse. Questo percorso ci ha portato a una riflessione: di fronte alla complessità del sistema stomatognatico, abbiamo compreso che il dialogo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per comprenderlo. Per questo oggi il nostro obiettivo non è proporre l’AEP® come alternativa ad altri approcci, ma contribuire al confronto offrendo una prospettiva complementare.

Dialogo, osservazione e comprensione nel Metodo AEP® System come prospettiva complementare per lo studio del sistema stomatognatico.
Il dialogo tra prospettive diverse rappresenta uno degli strumenti per comprendere la complessità del sistema stomatognatico.

La complessità non appartiene a un solo modello

All’inizio il nostro obiettivo era far conoscere il Metodo AEP®. Oggi, dopo anni di esperienza clinica e confronto con altri professionisti, sentiamo ancora più forte l’importanza del dialogo.

Tutti osserviamo gli stessi fenomeni clinici, pur utilizzando strumenti e prospettive differenti.

Tutti cerchiamo di comprenderne il funzionamento.

Ciò che cambia sono gli strumenti di osservazione e le chiavi interpretative con cui leggiamo fenomeni spesso molto complessi.

L’AEP® come prospettiva complementare

L’AEP® non nasce con l’intento di sostituire o contrapporsi ai diversi approcci gnatologici, protesici o ortodontici, ma di dialogare con essi.

Ogni modello interpretativo può offrire un contributo alla comprensione dello stesso fenomeno.

L’AEP® propone una chiave di lettura che cerca di dialogare con queste diverse prospettive per comprendere meglio il comportamento del sistema stomatognatico.

Le domande prima delle risposte

Nel tempo ci siamo accorti che le domande migliori generano spesso più conoscenza delle risposte immediate.

Per questo oggi preferiamo chiederci:

  • Perché pazienti apparentemente simili reagiscono in modo diverso?
  • Perché una stessa occlusione può essere ben tollerata da alcuni e non da altri?
  • Quale ruolo svolgono gli adattamenti?
  • Quanto incide il comportamento dell’intero sistema sull’esito clinico?

Queste domande non appartengono a un singolo modello interpretativo.

Riguardano l’intera comunità scientifica.

Un percorso di conoscenza condiviso

Le osservazioni sviluppate nel Metodo AEP® non rappresentano contenuti isolati, ma fanno parte di un percorso di ricerca costruito attraverso pubblicazioni, casi clinici, strumenti di analisi, attività congressuali e confronto interdisciplinare.

Ogni nuovo contributo si inserisce in questa rete di conoscenze con l’obiettivo di rendere sempre più chiari i principi osservativi del Metodo AEP® System e di favorire il dialogo con la comunità scientifica.

Un invito al confronto

Con questo spirito il blog del Metodo AEP® darà sempre più spazio a riflessioni, osservazioni cliniche e casi reali con l’obiettivo di favorire il confronto tra professionisti.

Il Metodo AEP® non cerca di dimostrare la superiorità di un modello.

Vuole contribuire alla comprensione di fenomeni complessi condividendo osservazioni cliniche, domande e risultati.

Se queste riflessioni contribuiranno ad alimentare una discussione costruttiva tra professionisti, avranno raggiunto il loro scopo.

Una domanda aperta

Ogni modello osserva il paziente da una prospettiva diversa. Crediamo che il progresso nasca quando queste prospettive dialogano con rispetto, mettendo al centro non il modello, ma la comprensione del paziente.

È con questo spirito che continueremo a condividere osservazioni, casi clinici e riflessioni.

In un sistema biologico così complesso, ogni prospettiva può contribuire ad arricchire la comprensione del paziente. La vera domanda, forse, non è quale modello abbia ragione, ma come ciascun modello possa contribuire a comprendere meglio ciò che osserviamo.

Possiamo davvero pensare che una sola prospettiva sia sufficiente per comprendere completamente un sistema così complesso?

👉 Se desideri conoscere come questi principi vengono applicati nella pratica clinica, puoi approfondire:

👉 Scopri il Metodo AEP® System
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

👉 Il puzzle: bocca, viso, postura, persona
https://www.giovannimaver.it/blog/puzzle-bocca-viso-postura-persona/

👉 l ciclo stomatognatico (la dinamica funzionale)                   https://www.giovannimaver.it/blog/ciclo-stomatognatico-posizione-mandibolare-equilibrio/

👉 Esplora tutti gli articoli del blog
https://www.giovannimaver.it/blog/

Non basta cambiare i denti: cosa può insegnarci questo caso clinico?

Questo articolo nasce dalla rielaborazione divulgativa di un caso clinico pubblicato negli anni precedenti e successivamente reinterpretato alla luce dei principi sviluppati nel Metodo AEP® System

Caso clinico di riabilitazione protesica personalizzata osservato secondo il Metodo AEP® System, con confronto tra situazione iniziale e finale di denti, lingua e postura.
Una riabilitazione modifica la forma dei denti, ma anche il modo in cui il sistema utilizza i nuovi rapporti funzionali.

Quando cambiare i denti può non essere sufficiente

Nella riabilitazione protesica l’attenzione si concentra spesso sulla ricostruzione dei denti.

Ma è sufficiente modificarne la forma per ottenere un risultato stabile nel tempo?

Nel Metodo AEP® System questa domanda rappresenta uno dei punti di partenza della progettazione.

L’osservazione clinica suggerisce infatti che ogni riabilitazione viene utilizzata da un sistema biologico già organizzato, nel quale denti, lingua, muscoli, articolazioni temporo-mandibolari, deglutizione e postura contribuiscono continuamente alla ricerca dell’equilibrio.

Per questo motivo il progetto non riguarda soltanto la forma dei denti, ma anche il modo in cui l’intero sistema utilizzerà quei nuovi rapporti.

Un caso clinico come spunto di riflessione

Il caso presentato documenta una paziente con una storia clinica caratterizzata da:

  • estrazioni ortodontiche,
  • trattamento ortodontico,
  • adattamenti sviluppati nel tempo.

L’obiettivo dell’articolo non è proporre questo caso come modello di riferimento, ma utilizzarlo come esempio per riflettere su come una riabilitazione possa influenzare l’organizzazione funzionale del sistema.

📄 Articolo completo del caso clinico (PDF)

https://www.giovannimaver.it/articoli/10.pdf

📄 Caso clinico realizzato con il Dott. Giorgio Bormida (Milano)

https://studiobormida.it/team/dott-giorgio-bormida/

Cosa mostrano le immagini

Situazione iniziale

La documentazione iniziale raccoglie alcuni degli elementi osservati durante la valutazione:

  • rapporti dentali;
  • posizione della lingua;
  • relazione mandibolare;
  • profilo del volto;
  • assetto posturale.

L’insieme suggerisce un quadro di adattamenti sviluppati nel tempo, influenzato anche dalla precedente storia terapeutica.

Situazione finale

Durante la riabilitazione il progetto protesico è stato sviluppato ricercando attraverso il Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.) una posizione mandibolare maggiormente compatibile con l’equilibrio funzionale della paziente.

La progettazione ha considerato contemporaneamente:

  • i volumi dentali,
  • la lingua,
  • i rapporti cranio-mandibolari,
  • la funzione deglutitoria.

L’obiettivo non era ottenere una posizione teoricamente ideale, ma individuare una soluzione coerente con le caratteristiche individuali della paziente.

Quando cambia la bocca

La parte inferiore della tavola documenta che, nel corso della riabilitazione, sono state osservate modificazioni anche nell’assetto posturale della paziente.

Nel Metodo AEP® questi cambiamenti vengono interpretati come possibile espressione della continua interazione tra bocca, funzione ed equilibrio corporeo.

Naturalmente un singolo caso clinico non consente di stabilire rapporti di causa-effetto, ma rappresenta un’osservazione clinica che invita al confronto e può stimolare ulteriori approfondimenti.

Oltre la forma dei denti

Ogni riabilitazione modifica inevitabilmente:

  • gli spazi disponibili per la lingua,
  • i rapporti tra le arcate,
  • i volumi della bocca,
  • il modo in cui il sistema utilizza quei nuovi rapporti.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, progettare un sorriso significa osservare contemporaneamente forma, funzione e le relazioni che si instaurano tra i diversi elementi del sistema.

La forma rimane fondamentale.

Ma viene sempre interpretata all’interno dell’equilibrio complessivo della persona.

Una domanda aperta

L’immagine che apre questo articolo pone una domanda semplice.

È sufficiente cambiare i denti oppure conta anche il modo in cui il sistema utilizzerà quei nuovi rapporti? 

È una domanda che non vuole sostituire altri modelli interpretativi, ma proporre una prospettiva complementare di osservazione.

Quanto può essere utile, nella progettazione di una riabilitazione, osservare non soltanto i denti ma anche le relazioni che essi instaurano con lingua, mandibola, deglutizione e postura?

Nel Metodo AEP® System questa rappresenta una delle domande da cui prende avvio il percorso progettuale e vuole essere un invito al confronto con tutti i professionisti interessati alla complessità del sistema stomatognatico.

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Approfondisci

👉 Scopri il Metodo AEP® System

https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

Per conoscere i principi che guidano l’approccio AEP® alla progettazione del sorriso.

👉 Rassegna stampa e pubblicazioni scientifiche

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Per consultare articoli, pubblicazioni e relazioni congressuali dedicate al Metodo AEP® System.

La traiettoria della mandibola: cosa ci insegna un arciere

Questo articolo nasce dalla rielaborazione e dall’aggiornamento di contenuti pubblicati originariamente nel 2015, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System.

La traiettoria della mandibola è il risultato dell'equilibrio funzionale del sistema, illustrata con la metafora dell'arciere nel Metodo AEP® System.
Come la traiettoria di una freccia dipende dall’equilibrio dell’arciere, anche la traiettoria della mandibola è il risultato dell’equilibrio dell’intero sistema.

Come la traiettoria di una freccia dipende dall’equilibrio dell’arciere, anche la traiettoria della mandibola è il risultato dell’equilibrio dell’intero sistema.

Guarda il video

In meno di tre minuti questa metafora viene spiegata con un esempio pratico.

▶ Video: “La traiettoria della mandibola: cosa ci insegna un arciere?”

Cosa determina la traiettoria di una freccia?

Quando osserviamo un arciere siamo portati a seguire con lo sguardo la freccia che raggiunge il bersaglio.

Eppure la traiettoria non dipende soltanto dalla freccia.

Dipende dall’equilibrio dell’arciere, dalla posizione del suo corpo, dalla coordinazione dei movimenti e dal modo in cui ogni segmento partecipa al gesto.

Anche una minima variazione dell’equilibrio può modificare la traiettoria.

Nel Metodo AEP® System questa immagine rappresenta una metafora efficace per comprendere anche il comportamento della mandibola.

👉 Come la freccia è il risultato del gesto dell’arciere, così la traiettoria della mandibola è il risultato dell’equilibrio dell’intero sistema.

La mandibola non si muove soltanto grazie ai denti

Quando chiudiamo la bocca siamo portati a pensare che siano i denti a guidare il movimento.

In realtà i denti rappresentano soltanto il punto di arrivo.

Prima della chiusura interviene un sistema molto più complesso, costituito dall’interazione tra:

  • muscoli
  • articolazioni temporo-mandibolari
  • lingua
  • osso ioide
  • tratto cervicale
  • sistema nervoso.

La traiettoria mandibolare può essere interpretata come il risultato dell’interazione tra tutti questi elementi.

Per questo motivo osservare soltanto la posizione finale dei denti significa vedere soltanto il bersaglio, ma non comprendere il tiro che lo ha raggiunto.

Ogni traiettoria nasce da un equilibrio

Nel Metodo AEP® System la traiettoria della mandibola non viene considerata un movimento isolato.

Nel Metodo AEP® System la traiettoria mandibolare viene interpretata come l’espressione dell’equilibrio funzionale che il sistema riesce a costruire in quel momento.

Quando cambiano:

  • il tono muscolare
  • la deglutizione
  • la posizione della lingua
  • i rapporti occlusali
  • gli adattamenti del corpo

può modificarsi anche la traiettoria con cui la mandibola raggiunge la chiusura.

Per questo motivo la stessa persona può esprimere traiettorie differenti nel corso della vita.

👉 Approfondisci anche

La mandibola può ritrovare il proprio equilibrio?

Modellare i denti non basta

Nella riabilitazione protesica la modellazione delle superfici occlusali è fondamentale.

Ma non rappresenta l’unico elemento da considerare.

Ogni riabilitazione modifica anche il modo in cui il sistema utilizza:

  • lingua
  • muscoli
  • posizione mandibolare
  • deglutizione
  • volumi della bocca.

Per questo motivo, accanto alla modellazione dei denti, il Metodo AEP® propone di osservare anche le relazioni funzionali che il sistema costruisce durante il movimento.

Forma e funzione devono lavorare insieme

Uno dei principi fondamentali del Metodo AEP® System consiste nel considerare forma e funzione come aspetti inseparabili.

Modificare:

  • i volumi
  • i contatti dentali
  • i rapporti tra le arcate

può modificare anche il comportamento funzionale dell’intero sistema stomatognatico.

👉 Più che ricercare una traiettoria ideale valida per tutti, il Metodo AEP® propone di comprendere quale traiettoria risulti maggiormente coerente con l’equilibrio funzionale di quella persona.

Prima dell’occlusione esiste il movimento

Come l’arciere ricerca stabilità prima di scoccare la freccia, anche il sistema stomatognatico ricerca un equilibrio prima di guidare la mandibola verso la chiusura.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la valutazione non si concentra esclusivamente sulla posizione finale dei denti.

Grande attenzione viene rivolta anche:

  • al punto di partenza
  • alla traiettoria
  • agli adattamenti
  • alle modalità con cui il sistema raggiunge la chiusura.

Il punto non è controllare la traiettoria

Perché comprendere il movimento significa comprendere il comportamento dell’intero sistema.

La traiettoria della mandibola non è qualcosa da imporre.

È qualcosa da comprendere.

Come accade per la freccia dell’arciere, anche la traiettoria della mandibola rappresenta la conseguenza dell’equilibrio raggiunto dal sistema.  

👉 Nel Metodo AEP® System non si ricerca una traiettoria teoricamente perfetta.

Si ricerca quella che il sistema riesce a esprimere con il miglior equilibrio possibile tra forma, funzione e adattamento.

Questa rappresenta la prospettiva con cui il Metodo AEP® System osserva il movimento mandibolare. Può essere uno spunto di riflessione per chi si occupa di occlusione e funzione: quanto la traiettoria della mandibola dipende dal solo rapporto tra i denti e quanto, invece, riflette l’equilibrio dell’intero sistema?

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👉 Software 3D AEP® System: progettare un sorriso individuale

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Per scoprire come i principi del Metodo AEP® vengono applicati anche nella progettazione digitale del sorriso.

👉 Scopri il Metodo AEP® System

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👉 Rassegna stampa e pubblicazioni scientifiche

https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa.php

La lingua non lascia spazi vuoti: cosa ci insegna la linguaccia di Einstein

Questo articolo nasce dalla rielaborazione e aggiornamento di contenuti pubblicati originariamente nel 2017, successivamente sviluppati ed evoluti nel Metodo AEP® System.

La lingua durante la deglutizione contribuisce all'equilibrio funzionale della bocca secondo il Metodo AEP® System.
La lingua occupa gli spazi della bocca durante la deglutizione e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

La lingua non è soltanto un muscolo: durante la deglutizione occupa gli spazi della bocca e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

Perché Einstein mostrò la lingua?

Una delle fotografie più celebri della storia ritrae Albert Einstein con la lingua fuori.

Per molti è il simbolo della sua genialità e del suo spirito anticonformista.

Nel Metodo AEP® System, quella stessa immagine suggerisce una riflessione diversa.

La lingua non è soltanto un muscolo.

È uno degli elementi che contribuisce all’equilibrio funzionale della bocca e, attraverso le sue continue interazioni con denti, muscoli e deglutizione, partecipa all’organizzazione dell’intero sistema stomatognatico.

Quel gesto apparentemente scherzoso richiama una funzione che accompagna ciascuno di noi migliaia di volte ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo.

La lingua lavora migliaia di volte ogni giorno

Ogni giorno deglutiamo mediamente tra 1.600 e 2.000 volte.

Durante ogni deglutizione, quando il sistema funziona fisiologicamente:

  • la lingua si appoggia al palato
  • i denti entrano in un leggero contatto
  • lingua, labbra e guance delimitano gli spazi interni della bocca
  • l’osso ioide partecipa alla dinamica funzionale.

Non è un gesto casuale.

È uno dei movimenti più ripetuti dell’intero organismo.

Se desideri approfondire il ruolo della lingua nella costruzione dell’equilibrio del sorriso, puoi leggere anche:

👉 La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

In quell’articolo viene approfondito il ruolo della lingua nello sviluppo delle arcate dentali, nella deglutizione e nell’organizzazione funzionale del sistema stomatognatico.

Dentro la bocca non esistono spazi vuoti

Uno dei concetti sviluppati nel Metodo AEP® System è semplice quanto poco conosciuto.

Quando deglutiamo fisiologicamente:

la bocca diventa un volume chiuso.

La lingua occupa naturalmente tutti gli spazi disponibili, contribuendo all’equilibrio dei volumi interni della bocca.

Guance, labbra, denti e lingua lavorano insieme come un unico sistema.

Non esistono spazi inutilizzati.

Ogni variazione di volume richiede al sistema una nuova organizzazione degli spazi e dei rapporti funzionali.

È proprio per questo motivo che anche una variazione apparentemente limitata, come la modifica del volume di un dente o di una riabilitazione protesica, non interessa mai soltanto quell’elemento.

Il corpo funziona come un puzzle tridimensionale

L’intero sistema è chiamato a riorganizzare i propri equilibri per adattarsi alla nuova condizione.

Nel Metodo AEP® System la bocca viene osservata come un puzzle tridimensionale.

Ogni elemento possiede una posizione precisa:

  • denti
  • lingua
  • labbra
  • guance
  • arcate
  • volumi.

Quando uno di questi elementi cambia posizione, inevitabilmente cambiano anche gli equilibri degli altri.

Se cambia un tassello, cambia l’intero equilibrio del puzzle.

Per questo motivo, osservare un singolo elemento senza considerare le relazioni con tutti gli altri significa descrivere solo una parte del problema.

Nel Metodo AEP® System ogni tassello viene interpretato all’interno dell’intero sistema, perché è l’equilibrio tra le parti a determinarne il comportamento funzionale.

Cosa succede quando cambiano i volumi?

Immaginiamo una riabilitazione protesica.

Oppure la ricostruzione di un dente.

Oppure l’inserimento di un impianto.

Ogni intervento modifica, anche solo in parte, i volumi disponibili all’interno della bocca.

La lingua continuerà comunque a ricercare il proprio spazio.

Lo farà adattandosi ai nuovi volumi disponibili e influenzando, a sua volta, l’organizzazione funzionale dell’intero sistema.

E, come avviene in ogni sistema biologico, il corpo tenderà a riorganizzare progressivamente i propri equilibri funzionali.

Per questo motivo una riabilitazione non modifica soltanto la forma dei denti.

Può modificare anche il modo in cui il sistema utilizza:

• la lingua

• la deglutizione

• la muscolatura

• la posizione mandibolare.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare una riabilitazione significa quindi rispettare non solo i tavolati occlusali dei denti, ma anche i volumi che permettono al sistema di funzionare in equilibrio

👉 Approfondisci anche: In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti https://www.giovannimaver.it/blog/riabilitazione-carico-immediato-equilibrio-bocca/

La lingua è uno dei fulcri dell’equilibrio stomatognatico

La lingua non lavora mai da sola.

Durante ogni atto deglutitorio interagisce continuamente con:

• muscoli

• mandibola

• osso ioide

• respirazione

• articolazioni temporo-mandibolari

• sistema nervoso.

Ogni modifica dei volumi disponibili all’interno della bocca può influenzare queste relazioni e richiedere al sistema una nuova organizzazione funzionale.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo.

👉 È uno dei principali riferimenti funzionali attorno ai quali il sistema organizza continuamente il proprio equilibrio.

L’obiettivo non è riempire uno spazio

Quando manca un dente, il problema non consiste semplicemente nel sostituire ciò che manca.

L’obiettivo è ricostruire un equilibrio funzionale.

Per questo motivo ogni nuova riabilitazione dovrebbe integrarsi armonicamente con:

• la lingua

• i volumi della bocca

• la deglutizione

• la posizione mandibolare

• l’intero sistema stomatognatico.

Non basta ricostruire un elemento anatomico.

Occorre comprendere come quel nuovo volume verrà accolto e utilizzato dall’intero sistema.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare un sorriso significa progettare nuove relazioni funzionali, non soltanto nuovi denti.

Perché un sorriso stabile non nasce semplicemente da denti ben costruiti, ma dall’equilibrio tra tutti gli elementi che li circondano.

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👉 La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

Per comprendere il ruolo della lingua nello sviluppo delle arcate dentali, nella deglutizione e nell’equilibrio del sistema stomatognatico.

👉 Il ciclo stomatognatico: stiamo osservando tutto il film… o solo un fotogramma?

Per capire perché osservare soltanto i denti a contatto significa vedere solo una parte del funzionamento del sistema.

👉 La mandibola va guidata… o va ascoltata?

Perché la posizione mandibolare non dovrebbe essere semplicemente imposta, ma compresa nel contesto dell’equilibrio dell’intero organismo.

👉 In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti

Per approfondire il ruolo dei volumi e dell’equilibrio funzionale nella progettazione protesica.

👉 Software 3D AEP® System: progettare un sorriso individuale

Per scoprire come i principi del Metodo AEP® vengono applicati anche nella progettazione digitale del sorriso.

Approfondisci

👉 Scopri il Metodo AEP® System

https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

👉 Rassegna stampa e pubblicazioni scientifiche

https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa.php

La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

Quando si parla di sorriso, l’attenzione si concentra quasi sempre sui denti.

Ma i denti non sono il punto di partenza.

Prima dei denti esiste un elemento che lavora continuamente e che contribuisce a guidare lo sviluppo della bocca fin dalle prime fasi della vita:

👉 la lingua.

Nel Metodo AEP® System la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo della bocca.

È uno dei fulcri attorno ai quali si sviluppano forma, funzione ed equilibrio del sistema stomatognatico.

La lingua accompagna sorridere, parlare, baciare e deglutire e rappresenta uno dei fulcri dell'equilibrio del sistema stomatognatico nel Metodo AEP® System.
La lingua ci accompagna quando sorridiamo, parliamo, baciamo e deglutiamo. Anche quando non ce ne accorgiamo.

La bocca non è fatta solo di denti

Con la bocca compiamo continuamente azioni fondamentali:

• sorridiamo
• parliamo
• mastichiamo
• respiriamo
• baciamo
• deglutiamo

Tutte queste attività sono il risultato dell’interazione tra:

• strutture scheletriche
• muscoli
• articolazioni temporo-mandibolari
• lingua
• sistema nervoso
• postura corporea

In altre parole, la bocca non è costituita soltanto dai denti.

È un sistema complesso nel quale forma e funzione interagiscono continuamente.

La deglutizione: la funzione che costruisce la bocca

Tra tutte le funzioni della bocca, la deglutizione riveste un ruolo particolare.

È infatti una delle prime attività che compare durante lo sviluppo umano, già a partire dal terzo mese di vita intrafetale.

Da quel momento il sistema inizia progressivamente a organizzarsi e a modellarsi secondo il proprio ritmo funzionale.

Durante questo processo si struttura quello che viene definito corridoio muscolare o zona neutra:

👉 la lingua all’interno

👉 labbra e guance all’esterno

All’interno di questo equilibrio dinamico si svilupperanno successivamente:

• processi alveolari
• arcate dentali
• posizione dei denti

Per questo motivo la deglutizione non rappresenta soltanto una funzione.

Contribuisce alla costruzione stessa della bocca.

Dove impara a stare la lingua

Nei primi mesi di vita la deglutizione è ancora immatura.

La cosiddetta deglutizione infantile utilizza modalità differenti rispetto a quelle dell’adulto e la lingua tende a posizionarsi anteriormente tra i processi alveolari.

Con il completamento della dentizione decidua il sistema acquisisce progressivamente maggiore stabilità.

In questa fase si consolidano importanti riferimenti funzionali:

• lo spot palatino, dove dovrebbe posizionarsi la punta della lingua

• la zona di massima profondità del palato, dove si appoggia la parte centrale della lingua

Questi riferimenti contribuiscono all’organizzazione dell’equilibrio stomatognatico futuro.

Il concetto volumetrico: il palloncino dentro il palloncino

Per comprendere meglio il ruolo della lingua può essere utile immaginare un palloncino pieno d’acqua.

Se schiacciamo il palloncino, volumetricamente la situazione resta inalterata.

Ma spazialmente il volume si redistribuisce.

Lo stesso principio può essere utilizzato per osservare il sistema stomatognatico.

Possiamo immaginare:

• il palloncino lingua

all’interno del

• palloncino bocca

contenuto nel

• palloncino cranio

inserito nel

• palloncino corpo

Ogni volume influenza ed è influenzato dagli altri.

Ogni adattamento si ripercuote sul sistema nel suo insieme.

Ed è proprio questa interazione continua che rende ogni individuo unico.

La lingua: il fulcro attorno a cui si sviluppano le arcate

In condizioni fisiologiche trascorriamo gran parte della giornata con i denti separati tra loro.

Durante la deglutizione invece, circa 20 mn. al giorno, il sistema passa momentaneamente da una situazione di volume aperto, denti separati, a una situazione di volume chiuso, denti a contatto.

È proprio durante questi continui atti funzionali che la lingua contribuisce a mantenere l’equilibrio tra i diversi volumi.

Ogni dente rappresenta un piccolo volume.

Le arcate dentali rappresentano un volume più grande.

Il cranio rappresenta un volume ancora superiore.

E tutti questi elementi devono integrarsi con il volume corporeo complessivo.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la progettazione del sorriso non viene affrontata ricercando uno stereotipo estetico valido per tutti.

👉 Ogni persona possiede una propria armonia individuale.

“Se la lingua contribuisce a modellare i volumi che accolgono i denti, diventa difficile immaginare un sorriso realmente personalizzato senza considerare il ruolo che essa ha avuto nel costruirlo.”

Quando la lingua lavora male

Quando la lingua perde il proprio equilibrio funzionale, il sistema può iniziare a creare adattamenti e compensi.

Possono comparire:

  • compensi muscolari;
  • instabilità funzionale;
  • deglutizione alterata;
  • serramento;
  • difficoltà di adattamento;
  • modificazioni dell’equilibrio posturale.

Non sempre questi fenomeni provocano dolore o sintomi immediati.

Spesso il corpo riesce a compensare.

L’assenza di sintomi non coincide necessariamente con l’assenza di adattamenti.

Perché nel Metodo AEP® la lingua viene prima dei denti

Quando l’equilibrio stomatognatico è alterato, il punto di partenza non può essere rappresentato esclusivamente dai denti.

Occorre comprendere come interagiscono:

• lingua

• deglutizione

• posizione mandibolare

• muscoli

• postura

Nel Metodo AEP® System l’obiettivo non è semplicemente riposizionare dei denti.

L’obiettivo è ricercare un equilibrio tra:

👉 FORMA

e

👉 FUNZIONE

Per questo motivo la lingua viene considerata uno dei principali riferimenti del sistema.

Il sorriso nasce dall’equilibrio del sistema

Uno dei concetti fondamentali del Metodo AEP® System è che la bocca non è fatta solo di denti.

La lingua rappresenta un tassello fondamentale del rapporto tra bocca e corpo.

Per questo motivo, nella progettazione del sorriso, non è sufficiente osservare la forma dei denti.

Occorre comprendere:

• lo spazio necessario alla lingua

• le sue dinamiche funzionali

• il rapporto tra i diversi volumi corporei

• l’equilibrio complessivo del sistema

👉 Un sorriso stabile non dipende soltanto dalla forma dei denti.

Dipende da come l’intero sistema riesce a funzionare in armonia.

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Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.): perché il corpo ha bisogno di tempo

Quando una posizione mandibolare è alterata da anni, il corpo spesso non resta fermo.
Si adatta. Compensa. Trova un modo per continuare a funzionare.

Il problema è che questi adattamenti possono diventare così stabili da sembrare “normali”.

Nel Metodo AEP® System nasce una domanda:

👉 se il corpo ha impiegato anni per costruire un compenso, è realistico pensare di cambiarlo in un giorno?

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare AEP® System con miglioramento di equilibrio mandibolare, lingua e postura
Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.): percorso graduale e reversibile per favorire una posizione posturale mandibolare più equilibrata.

Cos’è il Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)?

Nel Metodo AEP® System utilizziamo un concetto chiamato:

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)

L’idea di partenza è semplice:

👉 gli adattamenti costruiti nel tempo non vengono modificati in modo improvviso.

Ogni compenso che il corpo crea lascia tracce funzionali:

• nella muscolatura
• nella posizione mandibolare
• nella deglutizione
• negli schemi motori
• nella postura

Con il passare del tempo questi adattamenti diventano automatismi.

Potremmo definirli una sorta di memoria funzionale del sistema (engramma muscolare).

Ed è proprio per questo motivo che il cambiamento deve essere progressivo.

Approfondisci qui:
👉 Articolo caso pubblicato su “teamwork Clinic “Armonia Estetica Posturale” https://www.giovannimaver.it/articoli/09.pdf

Perché il corpo non dimentica subito?

Il sistema stomatognatico non lavora isolato.

Quando una determinata posizione posturale mandibolare viene mantenuta per anni, il corpo costruisce nuovi equilibri:

• muscolari
• articolari
• posturali
• funzionali

Anche se quella situazione non è ideale.

Per questo motivo modificare improvvisamente questi rapporti può creare difficoltà di adattamento.

Non perché la nuova situazione sia sbagliata.

Ma perché il corpo deve imparare a gestire nuovi schemi funzionali.

👉 l’obiettivo non è spostare rapidamente la mandibola.

👉 l’obiettivo è permettere al sistema di ritrovare equilibrio.

Prima resettiamo il sistema

La prima fase del percorso AEP® ha lo scopo di ridurre i condizionamenti che mantengono il sistema in compenso.
Durante questo periodo, attraverso controlli periodici in deglutizione e chiusura volontaria (mediamente 4–6 mesi), osserviamo l’evoluzione dell’equilibrio funzionale.

Per questo utilizziamo:

• jig di deprogrammazione AEP® System
• placca di resettazione notturna AEP® System

L’obiettivo non è imporre una nuova posizione.

L’obiettivo è:

• ridurre interferenze
• diminuire i vincoli posteriori
• lasciare maggiore libertà funzionale
• permettere alla muscolatura di lavorare con meno compensi

Durante questa fase il corpo ricerca progressivamente una posizione più stabile e meno stressante.

Una mandibola libera può cambiare

Quando il sistema viene liberato da alcuni vincoli occlusali, la mandibola può iniziare a modificare progressivamente il proprio assetto.

Può cambiare:

• posizione
• tono muscolare
• adattamenti funzionali
• schemi compensativi

Ed è qui che emerge un concetto importante:

👉 la posizione iniziale non è un punto di arrivo.

È un punto da cui partire.

Poi testiamo il nuovo equilibrio

Dopo la fase iniziale di resettazione, testiamo la nuova posizione posturale mandibolare acquisita dal sistema, con controlli periodici in deglutizione e chiusura volontaria (mediamente 2-3 mesi) attraverso il:

bite di riprogrammazione diurno AEP® System

Lo scopo è dare stabilità alla nuova posizione e osservare:

• qualità della stabilità
• qualità della funzione
• adattamento muscolare
• capacità del sistema di mantenere il nuovo equilibrio

Non si tratta semplicemente di controllare i denti.

Si osserva il comportamento dell’intero sistema.

Perché procedere in modo graduale e reversibile?

Uno degli aspetti più importanti del R.P.R.I. è la reversibilità.

Perché non tutte le situazioni sono uguali.

Possono essere presenti:

• problematiche stomatognatiche complesse
• compensi cronici
• interferenze extra-orali
• adattamenti costruiti da molti anni

Per questo motivo un percorso graduale permette di valutare la risposta del sistema senza imporre cambiamenti irreversibili.

Questo offre un vantaggio importante:

👉 il paziente può evolvere progressivamente senza forzature.

Al termine del R.P.R.I. può osservare quale sia realmente l’equilibrio raggiunto dal sistema prima di modificare in modo definitivo denti o strutture anatomiche.

Perché la reversibilità è così importante? 

                                                                                                                                         In presenza di problematiche extra-stomatognatiche non completamente risolvibili, il risultato ottenibile potrebbe non coincidere con un recupero ideale.

In questi casi il percorso R.P.R.I. permette di osservare il miglior equilibrio realmente raggiungibile dal sistema prima di modificare in modo definitivo denti, protesi o strutture anatomiche.

Questo consente al paziente di valutare consapevolmente il risultato finale e decidere se consolidarlo attraverso una riabilitazione protesica o ortodontica.

👉 il miglior risultato possibile non sempre coincide con una perfezione teorica.

Il corpo non cerca perfezione

Cerca equilibrio.

Nel Metodo AEP® System il punto non è decidere una posizione ideale teorica.

È osservare:

• cosa modifica il sistema
• come reagisce il corpo
• quali adattamenti si riducono
• quale equilibrio riesce a mantenere nel tempo

Perché spesso la fisiologia non compare improvvisamente.

Si costruisce progressivamente.

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