AEP® System
Armonia Estetica Posturale

Giovanni Maver | odontotecnico posturo consapevole

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Categoria: AEP® System

La lingua non lascia spazi vuoti: cosa ci insegna la linguaccia di Einstein

Questo articolo nasce dalla rielaborazione e aggiornamento di contenuti pubblicati originariamente nel 2017, successivamente sviluppati ed evoluti nel Metodo AEP® System.

La lingua durante la deglutizione contribuisce all'equilibrio funzionale della bocca secondo il Metodo AEP® System.
La lingua occupa gli spazi della bocca durante la deglutizione e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

La lingua non è soltanto un muscolo: durante la deglutizione occupa gli spazi della bocca e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

Perché Einstein mostrò la lingua?

Una delle fotografie più celebri della storia ritrae Albert Einstein con la lingua fuori.

Per molti è il simbolo della sua genialità e del suo spirito anticonformista.

Nel Metodo AEP® System, quella stessa immagine suggerisce una riflessione diversa.

La lingua non è soltanto un muscolo.

È uno degli elementi che contribuisce all’equilibrio funzionale della bocca e, attraverso le sue continue interazioni con denti, muscoli e deglutizione, partecipa all’organizzazione dell’intero sistema stomatognatico.

Quel gesto apparentemente scherzoso richiama una funzione che accompagna ciascuno di noi migliaia di volte ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo.

La lingua lavora migliaia di volte ogni giorno

Ogni giorno deglutiamo mediamente tra 1.600 e 2.000 volte.

Durante ogni deglutizione, quando il sistema funziona fisiologicamente:

  • la lingua si appoggia al palato
  • i denti entrano in un leggero contatto
  • lingua, labbra e guance delimitano gli spazi interni della bocca
  • l’osso ioide partecipa alla dinamica funzionale.

Non è un gesto casuale.

È uno dei movimenti più ripetuti dell’intero organismo.

Se desideri approfondire il ruolo della lingua nella costruzione dell’equilibrio del sorriso, puoi leggere anche:

👉 La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

In quell’articolo viene approfondito il ruolo della lingua nello sviluppo delle arcate dentali, nella deglutizione e nell’organizzazione funzionale del sistema stomatognatico.

Dentro la bocca non esistono spazi vuoti

Uno dei concetti sviluppati nel Metodo AEP® System è semplice quanto poco conosciuto.

Quando deglutiamo fisiologicamente:

la bocca diventa un volume chiuso.

La lingua occupa naturalmente tutti gli spazi disponibili, contribuendo all’equilibrio dei volumi interni della bocca.

Guance, labbra, denti e lingua lavorano insieme come un unico sistema.

Non esistono spazi inutilizzati.

Ogni variazione di volume richiede al sistema una nuova organizzazione degli spazi e dei rapporti funzionali.

È proprio per questo motivo che anche una variazione apparentemente limitata, come la modifica del volume di un dente o di una riabilitazione protesica, non interessa mai soltanto quell’elemento.

Il corpo funziona come un puzzle tridimensionale

L’intero sistema è chiamato a riorganizzare i propri equilibri per adattarsi alla nuova condizione.

Nel Metodo AEP® System la bocca viene osservata come un puzzle tridimensionale.

Ogni elemento possiede una posizione precisa:

  • denti
  • lingua
  • labbra
  • guance
  • arcate
  • volumi.

Quando uno di questi elementi cambia posizione, inevitabilmente cambiano anche gli equilibri degli altri.

Se cambia un tassello, cambia l’intero equilibrio del puzzle.

Per questo motivo, osservare un singolo elemento senza considerare le relazioni con tutti gli altri significa descrivere solo una parte del problema.

Nel Metodo AEP® System ogni tassello viene interpretato all’interno dell’intero sistema, perché è l’equilibrio tra le parti a determinarne il comportamento funzionale.

Cosa succede quando cambiano i volumi?

Immaginiamo una riabilitazione protesica.

Oppure la ricostruzione di un dente.

Oppure l’inserimento di un impianto.

Ogni intervento modifica, anche solo in parte, i volumi disponibili all’interno della bocca.

La lingua continuerà comunque a ricercare il proprio spazio.

Lo farà adattandosi ai nuovi volumi disponibili e influenzando, a sua volta, l’organizzazione funzionale dell’intero sistema.

E, come avviene in ogni sistema biologico, il corpo tenderà a riorganizzare progressivamente i propri equilibri funzionali.

Per questo motivo una riabilitazione non modifica soltanto la forma dei denti.

Può modificare anche il modo in cui il sistema utilizza:

• la lingua

• la deglutizione

• la muscolatura

• la posizione mandibolare.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare una riabilitazione significa quindi rispettare non solo i tavolati occlusali dei denti, ma anche i volumi che permettono al sistema di funzionare in equilibrio

👉 Approfondisci anche: In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti https://www.giovannimaver.it/blog/riabilitazione-carico-immediato-equilibrio-bocca/

La lingua è uno dei fulcri dell’equilibrio stomatognatico

La lingua non lavora mai da sola.

Durante ogni atto deglutitorio interagisce continuamente con:

• muscoli

• mandibola

• osso ioide

• respirazione

• articolazioni temporo-mandibolari

• sistema nervoso.

Ogni modifica dei volumi disponibili all’interno della bocca può influenzare queste relazioni e richiedere al sistema una nuova organizzazione funzionale.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo.

👉 È uno dei principali riferimenti funzionali attorno ai quali il sistema organizza continuamente il proprio equilibrio.

L’obiettivo non è riempire uno spazio

Quando manca un dente, il problema non consiste semplicemente nel sostituire ciò che manca.

L’obiettivo è ricostruire un equilibrio funzionale.

Per questo motivo ogni nuova riabilitazione dovrebbe integrarsi armonicamente con:

• la lingua

• i volumi della bocca

• la deglutizione

• la posizione mandibolare

• l’intero sistema stomatognatico.

Non basta ricostruire un elemento anatomico.

Occorre comprendere come quel nuovo volume verrà accolto e utilizzato dall’intero sistema.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare un sorriso significa progettare nuove relazioni funzionali, non soltanto nuovi denti.

Perché un sorriso stabile non nasce semplicemente da denti ben costruiti, ma dall’equilibrio tra tutti gli elementi che li circondano.

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La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

Quando si parla di sorriso, l’attenzione si concentra quasi sempre sui denti.

Ma i denti non sono il punto di partenza.

Prima dei denti esiste un elemento che lavora continuamente e che contribuisce a guidare lo sviluppo della bocca fin dalle prime fasi della vita:

👉 la lingua.

Nel Metodo AEP® System la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo della bocca.

È uno dei fulcri attorno ai quali si sviluppano forma, funzione ed equilibrio del sistema stomatognatico.

La lingua accompagna sorridere, parlare, baciare e deglutire e rappresenta uno dei fulcri dell'equilibrio del sistema stomatognatico nel Metodo AEP® System.
La lingua ci accompagna quando sorridiamo, parliamo, baciamo e deglutiamo. Anche quando non ce ne accorgiamo.

La bocca non è fatta solo di denti

Con la bocca compiamo continuamente azioni fondamentali:

• sorridiamo
• parliamo
• mastichiamo
• respiriamo
• baciamo
• deglutiamo

Tutte queste attività sono il risultato dell’interazione tra:

• strutture scheletriche
• muscoli
• articolazioni temporo-mandibolari
• lingua
• sistema nervoso
• postura corporea

In altre parole, la bocca non è costituita soltanto dai denti.

È un sistema complesso nel quale forma e funzione interagiscono continuamente.

La deglutizione: la funzione che costruisce la bocca

Tra tutte le funzioni della bocca, la deglutizione riveste un ruolo particolare.

È infatti una delle prime attività che compare durante lo sviluppo umano, già a partire dal terzo mese di vita intrafetale.

Da quel momento il sistema inizia progressivamente a organizzarsi e a modellarsi secondo il proprio ritmo funzionale.

Durante questo processo si struttura quello che viene definito corridoio muscolare o zona neutra:

👉 la lingua all’interno

👉 labbra e guance all’esterno

All’interno di questo equilibrio dinamico si svilupperanno successivamente:

• processi alveolari
• arcate dentali
• posizione dei denti

Per questo motivo la deglutizione non rappresenta soltanto una funzione.

Contribuisce alla costruzione stessa della bocca.

Dove impara a stare la lingua

Nei primi mesi di vita la deglutizione è ancora immatura.

La cosiddetta deglutizione infantile utilizza modalità differenti rispetto a quelle dell’adulto e la lingua tende a posizionarsi anteriormente tra i processi alveolari.

Con il completamento della dentizione decidua il sistema acquisisce progressivamente maggiore stabilità.

In questa fase si consolidano importanti riferimenti funzionali:

• lo spot palatino, dove dovrebbe posizionarsi la punta della lingua

• la zona di massima profondità del palato, dove si appoggia la parte centrale della lingua

Questi riferimenti contribuiscono all’organizzazione dell’equilibrio stomatognatico futuro.

Il concetto volumetrico: il palloncino dentro il palloncino

Per comprendere meglio il ruolo della lingua può essere utile immaginare un palloncino pieno d’acqua.

Se schiacciamo il palloncino, volumetricamente la situazione resta inalterata.

Ma spazialmente il volume si redistribuisce.

Lo stesso principio può essere utilizzato per osservare il sistema stomatognatico.

Possiamo immaginare:

• il palloncino lingua

all’interno del

• palloncino bocca

contenuto nel

• palloncino cranio

inserito nel

• palloncino corpo

Ogni volume influenza ed è influenzato dagli altri.

Ogni adattamento si ripercuote sul sistema nel suo insieme.

Ed è proprio questa interazione continua che rende ogni individuo unico.

La lingua: il fulcro attorno a cui si sviluppano le arcate

In condizioni fisiologiche trascorriamo gran parte della giornata con i denti separati tra loro.

Durante la deglutizione invece, circa 20 mn. al giorno, il sistema passa momentaneamente da una situazione di volume aperto, denti separati, a una situazione di volume chiuso, denti a contatto.

È proprio durante questi continui atti funzionali che la lingua contribuisce a mantenere l’equilibrio tra i diversi volumi.

Ogni dente rappresenta un piccolo volume.

Le arcate dentali rappresentano un volume più grande.

Il cranio rappresenta un volume ancora superiore.

E tutti questi elementi devono integrarsi con il volume corporeo complessivo.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la progettazione del sorriso non viene affrontata ricercando uno stereotipo estetico valido per tutti.

👉 Ogni persona possiede una propria armonia individuale.

“Se la lingua contribuisce a modellare i volumi che accolgono i denti, diventa difficile immaginare un sorriso realmente personalizzato senza considerare il ruolo che essa ha avuto nel costruirlo.”

Quando la lingua lavora male

Quando la lingua perde il proprio equilibrio funzionale, il sistema può iniziare a creare adattamenti e compensi.

Possono comparire:

  • compensi muscolari;
  • instabilità funzionale;
  • deglutizione alterata;
  • serramento;
  • difficoltà di adattamento;
  • modificazioni dell’equilibrio posturale.

Non sempre questi fenomeni provocano dolore o sintomi immediati.

Spesso il corpo riesce a compensare.

L’assenza di sintomi non coincide necessariamente con l’assenza di adattamenti.

Perché nel Metodo AEP® la lingua viene prima dei denti

Quando l’equilibrio stomatognatico è alterato, il punto di partenza non può essere rappresentato esclusivamente dai denti.

Occorre comprendere come interagiscono:

• lingua

• deglutizione

• posizione mandibolare

• muscoli

• postura

Nel Metodo AEP® System l’obiettivo non è semplicemente riposizionare dei denti.

L’obiettivo è ricercare un equilibrio tra:

👉 FORMA

e

👉 FUNZIONE

Per questo motivo la lingua viene considerata uno dei principali riferimenti del sistema.

Il sorriso nasce dall’equilibrio del sistema

Uno dei concetti fondamentali del Metodo AEP® System è che la bocca non è fatta solo di denti.

La lingua rappresenta un tassello fondamentale del rapporto tra bocca e corpo.

Per questo motivo, nella progettazione del sorriso, non è sufficiente osservare la forma dei denti.

Occorre comprendere:

• lo spazio necessario alla lingua

• le sue dinamiche funzionali

• il rapporto tra i diversi volumi corporei

• l’equilibrio complessivo del sistema

👉 Un sorriso stabile non dipende soltanto dalla forma dei denti.

Dipende da come l’intero sistema riesce a funzionare in armonia.

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👉 Cos’è il Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)?

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Perché ogni riabilitazione dovrebbe rispettare l’individualità della persona e non inseguire uno stereotipo estetico

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.): perché il corpo ha bisogno di tempo

Quando una posizione mandibolare è alterata da anni, il corpo spesso non resta fermo.
Si adatta. Compensa. Trova un modo per continuare a funzionare.

Il problema è che questi adattamenti possono diventare così stabili da sembrare “normali”.

Nel Metodo AEP® System nasce una domanda:

👉 se il corpo ha impiegato anni per costruire un compenso, è realistico pensare di cambiarlo in un giorno?

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare AEP® System con miglioramento di equilibrio mandibolare, lingua e postura
Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.): percorso graduale e reversibile per favorire una posizione posturale mandibolare più equilibrata.

👉 Caso clinico realizzato con il Dott. Walter Rao (Pavia)

https://studiorao.it/

Cos’è il Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)?

Nel Metodo AEP® System utilizziamo un concetto chiamato:

Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.)

L’idea di partenza è semplice:

👉 gli adattamenti costruiti nel tempo non vengono modificati in modo improvviso.

Ogni compenso che il corpo crea lascia tracce funzionali:

• nella muscolatura
• nella posizione mandibolare
• nella deglutizione
• negli schemi motori
• nella postura

Con il passare del tempo questi adattamenti diventano automatismi.

Potremmo definirli una sorta di memoria funzionale del sistema (engramma muscolare).

Ed è proprio per questo motivo che il cambiamento deve essere progressivo.

Approfondisci qui:
👉 Articolo caso pubblicato su “teamwork Clinic “Armonia Estetica Posturale” https://www.giovannimaver.it/articoli/09.pdf

Perché il corpo non dimentica subito?

Il sistema stomatognatico non lavora isolato.

Quando una determinata posizione posturale mandibolare viene mantenuta per anni, il corpo costruisce nuovi equilibri:

• muscolari
• articolari
• posturali
• funzionali

Anche se quella situazione non è ideale.

Per questo motivo modificare improvvisamente questi rapporti può creare difficoltà di adattamento.

Non perché la nuova situazione sia sbagliata.

Ma perché il corpo deve imparare a gestire nuovi schemi funzionali.

👉 l’obiettivo non è spostare rapidamente la mandibola.

👉 l’obiettivo è permettere al sistema di ritrovare equilibrio.

Prima resettiamo il sistema

La prima fase del percorso AEP® ha lo scopo di ridurre i condizionamenti che mantengono il sistema in compenso.
Durante questo periodo, attraverso controlli periodici in deglutizione e chiusura volontaria (mediamente 4–6 mesi), osserviamo l’evoluzione dell’equilibrio funzionale.

Per questo utilizziamo:

• jig di deprogrammazione AEP® System
• placca di resettazione notturna AEP® System

L’obiettivo non è imporre una nuova posizione.

L’obiettivo è:

• ridurre interferenze
• diminuire i vincoli posteriori
• lasciare maggiore libertà funzionale
• permettere alla muscolatura di lavorare con meno compensi

Durante questa fase il corpo ricerca progressivamente una posizione più stabile e meno stressante.

Una mandibola libera può cambiare

Quando il sistema viene liberato da alcuni vincoli occlusali, la mandibola può iniziare a modificare progressivamente il proprio assetto.

Può cambiare:

• posizione
• tono muscolare
• adattamenti funzionali
• schemi compensativi

Ed è qui che emerge un concetto importante:

👉 la posizione iniziale non è un punto di arrivo.

È un punto da cui partire.

Poi testiamo il nuovo equilibrio

Dopo la fase iniziale di resettazione, testiamo la nuova posizione posturale mandibolare acquisita dal sistema, con controlli periodici in deglutizione e chiusura volontaria (mediamente 2-3 mesi) attraverso il:

bite di riprogrammazione diurno AEP® System

Lo scopo è dare stabilità alla nuova posizione e osservare:

• qualità della stabilità
• qualità della funzione
• adattamento muscolare
• capacità del sistema di mantenere il nuovo equilibrio

Non si tratta semplicemente di controllare i denti.

Si osserva il comportamento dell’intero sistema.

Perché procedere in modo graduale e reversibile?

Uno degli aspetti più importanti del R.P.R.I. è la reversibilità.

Perché non tutte le situazioni sono uguali.

Possono essere presenti:

• problematiche stomatognatiche complesse
• compensi cronici
• interferenze extra-orali
• adattamenti costruiti da molti anni

Per questo motivo un percorso graduale permette di valutare la risposta del sistema senza imporre cambiamenti irreversibili.

Questo offre un vantaggio importante:

👉 il paziente può evolvere progressivamente senza forzature.

Al termine del R.P.R.I. può osservare quale sia realmente l’equilibrio raggiunto dal sistema prima di modificare in modo definitivo denti o strutture anatomiche.

Perché la reversibilità è così importante? 

                                                                                                                                         In presenza di problematiche extra-stomatognatiche non completamente risolvibili, il risultato ottenibile potrebbe non coincidere con un recupero ideale.

In questi casi il percorso R.P.R.I. permette di osservare il miglior equilibrio realmente raggiungibile dal sistema prima di modificare in modo definitivo denti, protesi o strutture anatomiche.

Questo consente al paziente di valutare consapevolmente il risultato finale e decidere se consolidarlo attraverso una riabilitazione protesica o ortodontica.

👉 il miglior risultato possibile non sempre coincide con una perfezione teorica.

Il corpo non cerca perfezione

Cerca equilibrio.

Nel Metodo AEP® System il punto non è decidere una posizione ideale teorica.

È osservare:

• cosa modifica il sistema
• come reagisce il corpo
• quali adattamenti si riducono
• quale equilibrio riesce a mantenere nel tempo

Perché spesso la fisiologia non compare improvvisamente.

Si costruisce progressivamente.

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Il ciclo stomatognatico: stiamo osservando tutto il film… o solo un fotogramma?

Quando osserviamo una bocca, spesso l’attenzione si concentra su ciò che accade quando i denti chiudono.

Ma quella posizione rappresenta solo un momento di un processo molto più ampio.

Nel Metodo AEP® System nasce una domanda:

👉 stiamo valutando l’intero sistema… oppure soltanto un singolo fotogramma?

Rappresentazione del ciclo stomatognatico come sequenza di fotogrammi per spiegare la relazione tra posizione mandibolare, funzione ed equilibrio corporeo nel Metodo AEP®

Valutare un singolo momento dell’occlusione è come osservare un solo fotogramma di un film: comprendere il sistema significa osservare l’intero percorso funzionale.


Il ciclo stomatognatico: un sistema che lavora insieme

L’apparato stomatognatico non è costituito solo dai denti.

È un sistema composto da elementi che lavorano continuamente tra loro:

• articolazioni temporo-mandibolari (ATM)
• muscoli
• lingua
• deglutizione
• mandibola
• contatti dentali
• componenti neurologiche
• postura corporea

Ogni elemento influenza gli altri.

Per questo motivo osservare una singola componente rischia di fornire una visione parziale del problema.

L’errore più frequente: osservare soltanto la bocca chiusa

Molto spesso la valutazione si concentra sulla posizione occlusale:

la situazione in cui i denti entrano in contatto.

È comprensibile.

L’occlusione rappresenta un momento importante perché:

• stabilizza la mandibola
• guida i contatti dentali
• influenza l’equilibrio articolare
• permette una corretta funzione masticatoria

Ma esiste un limite:

👉 la bocca chiusa rappresenta solo un breve momento del film: mediamente circa 20 minuti al giorno durante deglutizione e contatti funzionali. Per tutto il resto del tempo il sistema vive prevalentemente in posizione di riposo (rest position), con i denti separati tra loro.

E, nel resto del tempo il sistema non rimane fermo.

Respira.

Deglutisce.

Parla.

Si adatta.

Si muove.

Il film e i suoi fotogrammi

Immaginiamo di prendere un film e selezionare soltanto alcuni fotogrammi.

Anche scegliendo quelli più belli sarebbe difficile comprendere realmente tutta la storia.

1 Rappresentazione del ciclo stomatognatico come sequenza di fotogrammi per spiegare la relazione tra posizione mandibolare, funzione ed equilibrio corporeo nel Metodo AEP®

La stessa cosa può accadere nel ciclo stomatognatico.

Se osserviamo soltanto il fotogramma dell’occlusione a denti chiusi rischiamo di perdere informazioni importanti.

Per comprendere il comportamento del sistema occorre osservare tutto il percorso.

Non solo il punto di arrivo.

La posizione di riposo: dove il sistema vive davvero

Esiste una fase spesso poco considerata:

👉 la rest position o posizione di riposo.

È la condizione in cui:

• i denti non sono in contatto
• la mandibola mantiene una posizione spontanea
• i muscoli lavorano con un determinato tono
• il sistema si organizza continuamente

Questo aspetto diventa particolarmente interessante se consideriamo che nella fisiologia quotidiana i denti rimangono realmente in contatto per un tempo relativamente limitato.

Per il resto del tempo il sistema vive prevalentemente in condizioni differenti.

Per questo motivo il punto di partenza può diventare importante quanto il punto di arrivo.

Dalla posizione di riposo alla chiusura

Nel passaggio dalla posizione di riposo alla chiusura dentale non si muovono soltanto i denti.

Si attiva un’intera sequenza:

• muscoli
• mandibola
• lingua
• ATM
• schemi neurologici

Ogni componente partecipa alla traiettoria di chiusura.

Ed è proprio durante questo tragitto che possono comparire:

• compensi
• interferenze
• alterazioni funzionali
• adattamenti muscolari

Il corpo non cerca il fotogramma perfetto

Nel Metodo AEP® System il punto non è ricercare un’immagine statica ideale.

L’obiettivo è comprendere:

• da dove parte il sistema
• come si muove
• quali compensi utilizza
• quale equilibrio riesce realmente a mantenere

Perché spesso il problema non si trova nel fotogramma finale.

👉 Si trova nel percorso che porta a quel fotogramma.

Il corpo non cerca perfezione.

Cerca equilibrio.

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La mandibola può ritrovare il proprio equilibrio?

È possibile determinare con assoluta certezza una posizione mandibolare “perfetta”?
Nel Metodo AEP® System, il punto non è imporre una posizione arbitraria, ma aiutare il sistema stomatognatico a ritrovare il rapporto intermascellare più equilibrato possibile in relazione allo stato funzionale del corpo.

Posizione mandibolare ed equilibrio corporeo nel Metodo AEP® System
Nel Metodo AEP® System la mandibola viene osservata come parte dell’equilibrio funzionale del corpo.

Quando bocca e mandibola perdono equilibrio?

Quando la mandibola lavora in una posizione non fisiologica, il corpo può iniziare a creare adattamenti e compensi.

A volte compaiono:

  • tensioni muscolari,
  • rigidità cervicali,
  • affaticamento mandibolare,
  • alterazioni posturali,
  • discomfort articolari.

In molti casi si tende a pensare che il problema debba essere corretto “spostando” la mandibola in una nuova posizione.

Ma qui nasce una domanda importante:

👉 quella posizione dovrebbe essere scelta dal corpo… oppure imposta dall’esterno?

È possibile determinare una posizione perfetta?

Nel Metodo AEP® System si parte da un presupposto semplice:

👉 il corpo possiede una capacità di autoregolazione estremamente più complessa di qualsiasi valutazione esterna.

Per questo motivo, pensare di identificare con assoluta certezza una posizione mandibolare perfettamente fisiologica può essere illusorio.

Più realisticamente, ciò che possiamo ricercare è:
👉 una posizione terapeutica iniziale più equilibrata,
👉 coerente con lo stato funzionale del sistema in quel momento.

Ed è qui che entra in gioco il concetto di omeostasi.

Il corpo ricerca sempre il miglior equilibrio possibile

L’organismo tende continuamente a ricercare:

  • equilibrio,
  • economia energetica,
  • comfort muscolare,
  • riduzione del dolore.

Quando qualcosa interferisce con questo equilibrio, il corpo crea compensi per continuare a funzionare.

Nel sistema stomatognatico, uno dei principali vincoli è rappresentato dal contatto tra i denti:
👉 il vincolo occlusale.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System si cerca inizialmente di togliere questo vincolo, lasciando al sistema una maggiore libertà di adattamento.

L’obiettivo non è “dire” alla mandibola dove stare.

👉 È permettere al corpo di esprimere una posizione più equilibrata.

Il ruolo del jig e dello svincolo occlusale

Per facilitare questa ricerca viene utilizzato il jig di deprogrammazione, uno strumento conosciuto in odontoiatria per ridurre i condizionamenti occlusali.

Nel Metodo AEP®, il jig è piatto, in modo tale da permettere alla mandibola di adattarsi nei tre piani dello spazio e di ricercare, durante la deglutizione, la posizione più confortevole in quel momento.

Inizialmente viene associato a uno svincolo ottenuto attraverso rulli di cotone interposti tra le arcate posteriori.

Questa logica deriva anche dal test di Meersseman, utilizzato per osservare le interferenze della bocca sull’equilibrio posturale.

👉 Eliminando temporaneamente il vincolo occlusale, il sistema può organizzarsi in modo differente.

In alcuni casi, il corpo mostra immediatamente una riduzione delle tensioni e un miglioramento dell’equilibrio.

Una posizione che cambia in sinergia col corpo

Uno degli aspetti più importanti è questo:

👉 la posizione mandibolare non è necessariamente fissa.

Può cambiare:

  • in relazione al tono muscolare,
  • allo stato infiammatorio,
  • ai compensi presenti,
  • alle condizioni funzionali del sistema.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System la relazione rilevata inizialmente con il jig, non viene considerata un punto di arrivo definitivo.

👉 È un punto di partenza.

I diversi presidi terapeutici utilizzati poi:

  • placche di resettazione AEP®,
  • bite di riprogrammazione AEP®,

favoriranno un rilassamento muscolare e una progressiva stabilizzazione del sistema stomatognnatico.

“Successivamente”

  • provvisori,
  • riequilibri funzionali,

aiuteranno il sistema a evolvere verso una condizione stabile e fisiologica.

Approfondisci qui:👉 Deprogrammare, resettare e riprogrammare…
https://www.giovannimaver.it/blog/sorriso-personalizzato-postura-armonia/

Libertà tridimensionale mandibolare

Le articolazioni temporo-mandibolari non lavorano isolate.

La loro posizione dipende dall’equilibrio tra:

  • muscoli,
  • articolazioni,
  • lingua,
  • funzione deglutitoria,
  • contatti dentali.

Nel Metodo AEP® System, il jig viene utilizzato per ridurre i vincoli patologici e permettere alla mandibola una maggiore libertà tridimensionale.

👉 l’obiettivo non è condizionare il sistema,
👉 ma ridurre le interferenze che ne limitano l’equilibrio.

Deglutizione e fulcro incisivo

Nel Metodo AEP® System, la deglutizione assume un ruolo centrale.

Durante le prime fasi dello sviluppo umano, l’equilibrio stomatognatico si struttura attraverso:

  • funzione deglutitoria,
  • eruzione iniziale della dentizione decidua nella zona incisiva,
  • organizzazione neuromuscolare progressiva.

Seguendo questa logica, il jig di deprogrammazione AEP® viene utilizzato per favorire:

  • svincolo occlusale,
  • appoggio incisivo anteriore,
  • funzione deglutitoria,
  • maggiore libertà mandibolare.

👉 Non per imporre una posizione,
👉 ma per permettere al sistema di esprimere quella più compatibile con il proprio equilibrio.

Il punto non è controllare la mandibola.

È ascoltare il sistema.

Ogni persona presenta:

  • una propria storia funzionale,
  • propri compensi,
  • propri adattamenti,
  • proprie capacità di recupero.

Per questo motivo il Metodo AEP® System ricerca una posizione mandibolare coerente con la fisiologia individuale della persona.

Non una posizione standard.

👉 Ma una posizione che il corpo riesce realmente a gestire meglio.

Approfondisci qui

👉 La mandibola va guidata… o va ascoltata?
https://www.giovannimaver.it/blog/mandibola-guidata-o-ascoltata-postura/

👉 Perché il corpo compensa fino a quando può
https://www.giovannimaver.it/blog/corpo-compensa-dolore-occlusione-postura/

👉 Deglutizione: il fulcro spesso ignorato nella progettazione del sorriso
https://www.giovannimaver.it/blog/deglutizione-postura-sorriso/

Approfondisci

👉 Scopri il Metodo AEP®
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Il tavolato occlusale: quando i denti fissano un equilibrio… o un compenso?

Quando chiudiamo la bocca, i denti non servono solo a masticare.
Il contatto tra le arcate crea un vero e proprio vincolo che stabilizza la posizione mandibolare e influenza l’equilibrio dell’intero sistema stomatognatico.

Ma una domanda è inevitabile:
👉 quel vincolo sta mantenendo una situazione fisiologica… oppure una situazione compensata?

Compensi della bocca e del corpo associati a perdita di equilibrio del sistema stomatognatico nel Metodo AEP® System
Compensa la bocca. Compensa il corpo. Il sistema può adattarsi nel tempo anche a situazioni non fisiologiche.

Il tavolato occlusale: il “freno invisibile” della mandibola

Quando i denti entrano in contatto, la mandibola non rimane libera di muoversi.

Il tavolato occlusale:

  • guida i movimenti,
  • stabilizza la chiusura,
  • fissa una posizione mandibolare,
  • condiziona l’equilibrio del sistema.

In altre parole:

👉 a bocca chiusa, il tavolato occlusale diventa uno dei principali vincoli dell’apparato stomatognatico.

Il problema non è il vincolo.

Il problema è quale posizione sta vincolando.

Perché può mantenere:

✅ un equilibrio fisiologico

oppure

❌ un adattamento patologico.

Quando il corpo si adatta per continuare a funzionare

Il corpo ha una caratteristica straordinaria:

👉 cerca di funzionare comunque.

Anche quando l’equilibrio non è ideale.

Quando qualcosa altera il sistema, il corpo:

  • compensa,
  • si adatta,
  • redistribuisce tensioni,
  • modifica schemi funzionali.

Filmato – compensi-corpo-range-tolleranza-aep                      https://www.youtube.com/shorts/tPoxICr5FrE

Finché riesce a rimanere all’interno del proprio range di tolleranza.

Ed è qui che nasce un concetto spesso sottovalutato:

👉 può esistere una disfunzione anche in assenza di dolore.

L’assenza di sintomi non significa sempre equilibrio.

A volte significa semplicemente:

👉 adattamento riuscito.

Un esempio reale: le protesi totali usurate

Un esempio molto evidente si osserva in alcuni pazienti portatori di protesi totali da molti anni.

Con il tempo i tavolati occlusali possono andare incontro a:

  • forte usura,
  • perdita della dimensione verticale,
  • modifiche dell’equilibrio mandibolare.

In queste situazioni il corpo, per continuare a funzionare, può iniziare a modificare:

  • posizione mandibolare,
  • schema muscolare,
  • adattamenti posturali,
  • compensi articolari.

La mandibola può avanzare.

Può ruotare.

Può modificare il proprio assetto.

E spesso il paziente continua comunque a vivere senza sintomi importanti.

Perché?

👉 perché il sistema ha trovato un equilibrio compensato temporaneamente gestibile.

Non necessariamente fisiologico.

Il problema spesso compare quando rifacciamo le protesi

Qui accade una situazione molto frequente.

Le vecchie protesi erano disfunzionali.

Ma il paziente ci aveva costruito sopra anni di adattamenti.

Quando vengono realizzate nuove protesi con una dinamica apparentemente perfetta può comparire il classico feedback:

“Sono bellissime… ma con quelle vecchie stavo meglio.”

E questo crea spesso confusione.

Perché dal punto di vista tecnico:

  • i contatti sono corretti,
  • in articolatore è stato creato il rapporto intermascellare preciso,
  • la dinamica appare ottimale.

Ma il corpo non funziona solo dentro un articolatore.               Lavora attraverso muscoli, articolazioni, deglutizione, postura e continui adattamenti.

👉 funziona dentro un sistema biologico adattato nel tempo.

Il punto non è far funzionare i denti

Oggi strumenti digitali e articolatori evoluti permettono simulazioni tridimensionali estremamente precise.

Possiamo ottimizzare:

  • traiettorie,
  • contatti,
  • dinamiche occlusali.

Ma una domanda resta fondamentale:

👉 stiamo ottimizzando una fisiologia… o un compenso?

Perché se il sistema stomatognatico non viene riequilibrato nel suo insieme, il rischio è migliorare la funzione tecnica mantenendo invariata la disfunzione biologica.

Il corpo non cerca perfezione

Cerca equilibrio.

Ed è qui che cambia il punto di vista.

Non basta osservare i denti.

Occorre capire:

  • come lavora la mandibola,
  • come reagiscono i muscoli,
  • come compensa il corpo,
  • quali adattamenti sono presenti.

Perché a volte ciò che sembra stabile…

è semplicemente un compenso diventato abitudine.

E quando un compenso dura abbastanza a lungo, spesso smettiamo di percepirlo come problema.
Fino a quando il sistema non supera il proprio limite di adattamento.

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La mandibola va guidata… o va ascoltata?

La mandibola deve essere “guidata” dall’operatore oppure il corpo può aiutarci a capire quale posizione sia più fisiologica?                                                                                                                      Il Metodo AEP® System considera la mandibola come parte di un sistema integrato tra bocca, postura e funzione.
L’obiettivo non è imporre una posizione arbitraria, ma attraverso la ricerca dell’omeostasi corporea, aiutare il corpo a ritrovare il rapporto mandibolare più fisiologico possibile.

equilibrio mandibolare postura e funzione nel Metodo AEP System
Nel Metodo AEP® System la mandibola viene considerata come parte dell’equilibrio tra bocca, postura e sistema neuromuscolare

Quando il corpo inizia a compensare

Quando la mandibola si trova in una posizione non fisiologica, il corpo può iniziare a creare compensi.

A volte compaiono:

  • contratture muscolari,
  • tensioni cervicali,
  • affaticamento mandibolare,
  • mal di testa,
  • rigidità posturali.

In questi casi, il problema non riguarda solo “dove stanno i denti”.

👉 Il punto è capire come quella posizione viene gestita dall’intero sistema corpo.

Due modi diversi di affrontare lo stesso problema

Quando si cerca di modificare una posizione mandibolare che crea squilibri, esistono generalmente due approcci differenti:

  • quello tradizionale,
  • e quello orientato alla ricerca dell’omeostasi corporea.

1. Guidare la mandibola

Nel metodo tradizionale, l’operatore determina una nuova posizione mandibolare basandosi principalmente:

  • sulla propria esperienza,
  • sui riferimenti occlusali,
  • sulla valutazione della bocca.

È un approccio che può portare risultati importanti.

Ma presenta un limite inevitabile:
👉 la posizione viene decisa dall’esterno.

E soprattutto:
👉 viene valutata principalmente la bocca.

Questo significa che una posizione apparentemente corretta a livello dentale potrebbe non essere realmente coerente con l’equilibrio generale del corpo.

Perché la bocca non lavora isolata.

La bocca è parte di un sistema più ampio

Mandibola, muscoli, lingua, postura e sistema neuromuscolare interagiscono continuamente tra loro.

👉 Deglutizione: il fulcro spesso ignorato nella progettazione del sorriso
https://www.giovannimaver.it/blog/deglutizione-postura-sorriso/

Per questo motivo:

  • un problema della bocca può influenzare il corpo, ma anche:
  • uno squilibrio corporeo può influenzare la posizione mandibolare.

Ed è qui che cambia completamente il punto di vista.

2. Ascoltare la mandibola

Nel Metodo AEP® System, il principio di partenza è differente.

Invece di imporre una posizione mandibolare, si cerca prima di comprendere:
👉 dove il sistema riesce a lavorare meglio.

Come?

Aiutando il corpo a liberarsi dalle restrizioni che lo obbligano a funzionare in modo compensato.

Per questo motivo, il Metodo AEP® considera importante ridurre il vincolo occlusale che mantiene la mandibola in una posizione rigida e adattata.

L’obiettivo non è forzare il sistema.

👉 È permettergli di ritrovare, il più possibile, un rapporto più fisiologico e stabile.

Il corpo ricerca sempre equilibrio

Il nostro organismo funziona secondo una logica precisa:
👉 la ricerca dell’omeostasi.

Ovvero:

  • ricerca equilibrio,
  • ricerca economia energetica,
  • ricerca comfort funzionale,
  • ricerca assenza di dolore.

Quando muscoli e articolazioni lavorano in una posizione meno compensata, il corpo tende naturalmente a orientarsi verso una condizione di maggiore equilibrio e stabilità.

Ed è proprio qui che il concetto cambia radicalmente.

👉 non dire alla mandibola:
“ti dico io dove devi stare”

👉 ma aiutare il sistema a esprimere:
“questa è la posizione in cui riesco a lavorare meglio”

Non si tratta solo di denti

La posizione mandibolare non riguarda soltanto:

  • contatti dentali,
  • estetica,
  • chiusura della bocca.

Coinvolge:

  • muscoli,
  • lingua,
  • articolazioni,
  • postura,
  • equilibrio neuromuscolare.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System la mandibola non viene considerata come un elemento isolato, ma come parte di un sistema più ampio.

Il punto non è controllare il corpo.

È imparare ad ascoltarlo.

Ogni persona ha:

  • una propria storia funzionale,
  • propri compensi,
  • propri equilibri,
  • proprie capacità di adattamento.

Ed è proprio da qui che nasce l’esigenza di un approccio individualizzato.

Non una posizione standard.

👉 Ma una posizione coerente con quella persona.

Approfondisci qui

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Perché alcune persone convivono con problemi importanti… senza dolore?

Il corpo compensa. Fino a quando può.

Perché alcune persone con problemi in bocca sviluppano:

  • mal di testa,
  • dolori cervicali,
  • tensioni mandibolari,
  • dolori posturali,

mentre altre, apparentemente nelle stesse condizioni, non avvertono nulla?

corpo compensa dolore postura bocca metodo aep
Il corpo compensa gli squilibri fino a quando riesce a mantenersi entro il proprio equilibrio adattativo.

La risposta non è quasi mai semplice.

Il corpo non funziona a pezzi separati

Ed è proprio qui che il Metodo AEP® introduce una visione differente.

La bocca non è un sistema isolato.

Fa parte del sistema corpo e interagisce continuamente con:

  • muscoli,
  • articolazioni,
  • postura,
  • respirazione,
  • emozioni,
  • metabolismo.

Ogni informazione viene continuamente gestita dal nostro “computer centrale”: il cervello.

Il suo obiettivo principale non è la perfezione.

Il corpo si adatta continuamente

👉 È il miglior equilibrio possibile con il minor dispendio energetico e il minor dolore possibile.

Immaginiamo di avere un dolore al piede.

Il cervello prova inizialmente a risolvere il problema.

Se però non riesce, il corpo cerca una strategia alternativa:

  • cambia appoggio,
  • modifica la postura,
  • sposta i carichi,
  • crea compensi muscolari.

In pratica:
👉 si adatta.

Questo adattamento spesso ci permette di continuare a lavorare, camminare e vivere normalmente.

Cos’è il “range di tolleranza al dolore”?

Ma adattarsi non significa aver risolto il problema.

Ogni persona ha una propria capacità di compensazione.

Possiamo immaginarla come una soglia personale.

Finché il corpo riesce a restare dentro quella soglia, il dolore può anche rimanere silente.

Facciamo un esempio semplice.

Una persona può avere:

  • una tensione lombare,
  • un problema occlusale,
  • una contrattura cervicale,

ma il corpo riesce ancora a compensare.

Quindi il dolore non emerge in modo evidente.

Poi però si aggiungono altri fattori:

  • stress,
  • stanchezza,
  • problemi emotivi,
  • alimentazione disordinata,
  • traumi,
  • sovraccarichi fisici.

A quel punto il sistema supera la propria capacità di adattamento.

Ed è lì che spesso compaiono:

Perché alcuni problemi in bocca danno sintomi… e altri no?

  • dolore,
  • cefalee,
  • rigidità,
  • vertigini,
  • tensioni muscolari,
  • dolori mandibolari.

Perché ogni persona:

  • ha una storia diversa,
  • ha compensi diversi,
  • ha un equilibrio diverso,
  • ha una differente capacità di adattamento.

Due bocche apparentemente simili possono quindi avere effetti completamente differenti sul corpo.

Ed è proprio per questo che nel Metodo AEP® non si guarda solamente ai denti.

Si cerca di comprendere:

La bocca può influenzare il resto del corpo?

  • come lavora il sistema,
  • quanto il corpo stia compensando,
  • se il paziente sia ancora dentro il proprio equilibrio adattativo oppure no.

Sì.

Così come il resto del corpo può influenzare la bocca.

L’apparato stomatognatico interagisce continuamente con:

  • lingua,
  • muscoli,
  • osso ioide,
  • postura,
  • catene miofasciali.

Per questo motivo un problema occlusale può contribuire a creare squilibri compensativi.

Ma attenzione:
👉 non significa che “la bocca sia la causa di tutto”.

Significa riconoscere che il corpo funziona come un insieme.

Approfondisci qui:
👉 Bocca e postura: il corpo compensa fino a quando può
https://www.giovannimaver.it/blog/mal-di-testa-postura-bocca/

👉 Deglutizione: il fulcro spesso ignorato nella progettazione del sorriso
https://www.giovannimaver.it/blog/deglutizione-postura-sorriso/

Il punto non è eliminare un sintomo.

È capire come il sistema si sta adattando.

Il Metodo AEP® parte proprio da questo principio.

Osservare il paziente come un sistema integrato.

Non limitarsi alla forma dei denti.

Ma comprendere:

  • funzione,
  • compensi,
  • equilibrio,
  • postura,
  • dinamiche muscolari,
  • individualità.

Perché ogni persona ha:
👉 una propria armonia,
👉 una propria storia,
👉 un proprio equilibrio.

Approfondisci

E quindi anche:
👉 un proprio sorriso.

👉 Per comprendere questo approccio
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

📘 Ebook – Ad ognuno il proprio sorriso
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Evoluzione del Metodo AEP®: dalla pratica clinica ai congressi internazionali

Il Metodo AEP® System si è sviluppato nel tempo attraverso un percorso fatto di pratica clinica, confronto e condivisione in contesti congressuali e formativi.

👉 non un modello teorico
👉 ma un approccio costruito nel tempo

“Il Metodo AEP® System collega occlusione, postura e funzione nella progettazione del sorriso.”

Un’evoluzione che parte dall’osservazione del paziente e si struttura progressivamente attraverso esperienze reali.

Evoluzione Metodo AEP System dal 2014 al 2025 congressi e formazione

Evoluzione del Metodo AEP® System

Il Metodo AEP® System è un approccio alla progettazione del sorriso che integra:

• occlusione
• postura
• dinamiche neuromuscolari

👉 per creare soluzioni individuali, non standardizzate

Le basi: osservare, valutare, rispettare

Il Metodo AEP® nasce da un principio semplice:
il sorriso non può essere progettato isolatamente.

Deve essere letto in relazione a:

• occlusione
• postura
• dinamiche neuromuscolari

👉 un approccio che mette al centro la fisiologia del paziente

👉 Approfondisci anche:
https://www.giovannimaver.it/blog/creare-sorriso-progettazione-personalizzata/

🔗 Approfondisci il Metodo AEP®
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

Le origini della divulgazione: pubblicazioni (dal 2009)

Il percorso di sviluppo del Metodo AEP® System inizia anche attraverso la pubblicazione di articoli su riviste di settore, in ambito nazionale e internazionale.

👉 contributi che approfondiscono il rapporto tra occlusione, postura e progettazione del sorriso

🔗 Rassegna stampa
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I primi confronti strutturati: 2014–2016

I primi momenti di confronto avvengono in contesti congressuali e multidisciplinari.

👉 Symposium “C’è Sirmione” 2014
https://www.giovannimaver.it/blog/aep-system-congresso-sirmione-2014-occlusione-postura/

👉 Attività multidisciplinare – “C’è Sirmione” 2016
https://www.giovannimaver.it/blog/aep-system-sirmione-2016-multidisciplinare-occlusione-postura/

👉 contesti in cui nascono i primi protocolli e il confronto tra approcci

Come si sviluppa un metodo clinico

Un metodo clinico si sviluppa attraverso:

• pratica quotidiana
• confronto tra professionisti
• verifica in contesti reali

👉 non nasce da teoria, ma dall’esperienza

La validazione e il confronto: 2017–2019

Il metodo si consolida attraverso esperienze in contesti sempre più strutturati.

👉 Massironi Study Club 2019                                            https://www.giovannimaver.it/blog/aep-system-massironi-study-club-2019/

👉 Colloquium Dental Show 2019
https://www.giovannimaver.it/blog/colloquium-dental-show-2019-aep/

👉 Conferenza infodent Sofia 2019
https://www.giovannimaver.it/blog/occlusione-postura-sofia-2019/

👉 il confronto si estende a livello nazionale e internazionale

La strutturazione del metodo: 2020–2022

Con il tempo, il Metodo AEP® System prende forma anche dal punto di vista divulgativo e operativo.

La pubblicazione dell’eBook rappresenta un passaggio chiave:

👉 condividere un metodo
👉 renderlo accessibile
👉 trasformarlo in strumento applicativo

🔗 Presentazione eBook
https://www.giovannimaver.it/blog/ebook-aep-system-sorriso-personalizzato/

Digitalizzazione del metodo: il software AEP® System

Con l’evoluzione del Metodo AEP® System, la progettazione del sorriso viene supportata anche da strumenti digitali dedicati.

Il software AEP® System, sviluppato in collaborazione con la software house CIMsystem https://www.cimsystem.com/it/ , rappresenta un’estensione operativa del metodo.

👉 un’integrazione tra clinica e tecnologia

Attività formativa: diffusione del metodo

Parallelamente ai congressi, il Metodo AEP® System è stato sviluppato e trasmesso anche attraverso attività formative dedicate.

👉 corsi teorico-pratici
👉 formazione in contesti clinici
👉 aggiornamento multidisciplinare

👉 Approfondisci il percorso formativo


👉 Corso per odontotecnici                                                                                                                  https://www.giovannimaver.it/blog/corso-aep-system-progettazione-protesica-postura-milano-2014/

👉 Corso per odontoiatri e odontotecnici                                                           https://www.giovannimaver.it/blog/corso-aep-system-milano-2018-sorriso-postura/

L’apertura internazionale: 2023

Il confronto si estende a contesti formativi internazionali.

👉 Formazione ICCMA Romania
https://www.giovannimaver.it/blog/occlusione-postura-iccma-romania-2023/

Il confronto multidisciplinare evoluto: 2024

Nei congressi più recenti, il Metodo AEP® viene inserito in contesti sempre più integrati.

👉 Euroocclusion 2024
https://www.giovannimaver.it/blog/euroocclusion-2024-occlusione-postura/

👉 Colloquium Dental Show 2024
https://www.giovannimaver.it/blog/colloquium-dental-show-occlusione-postura/

Il posizionamento attuale: 2025

👉 Sirmione Symposium 2025
https://www.giovannimaver.it/blog/occlusione-dinamiche-corporee-sirmione-2025/

Perché collegare sorriso, funzione e postura

Il sorriso non è solo estetica, ma il risultato dell’interazione tra:

• funzione
• sistema muscolare
• equilibrio del corpo

👉 Approfondisci anche:
https://www.giovannimaver.it/blog/mal-di-testa-postura-bocca/

CONCLUSIONE

Dai primi confronti multidisciplinari ai congressi internazionali, il Metodo AEP® System si costruisce nel tempo attraverso un percorso coerente.

Attività congressuale e formativa AEP® System

Nel corso degli anni, il Metodo AEP® System è stato presentato e sviluppato attraverso congressi, symposium e attività formative dedicate al rapporto tra occlusione, postura e funzione.

👉 Il Metodo AEP® System integra occlusione, postura e funzione nella progettazione del sorriso.

Giovanni Maver relatore congresso Metodo AEP System occlusione postura

👉 non eventi isolati
👉 ma un percorso continuo di confronto e crescita

Cos’è il Metodo AEP® System

Il Metodo AEP® System è un approccio alla progettazione del sorriso che integra:

  • estetica
  • funzione
  • postura
  • equilibrio del sistema corpo

👉 con l’obiettivo di creare soluzioni individuali, non standardizzate

Congressi e symposium

Tra i principali contesti in cui il Metodo AEP® System è stato presentato:

• Inizio pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali (2009)                                                                                                                            
• “C’è Sirmione” Symposium (2014 – 2016 – 2025)                                                                                                                                 • Kinesio Milano (2017)
• International Colloquium Dental (2019 – 2024)
• Euroocclusion Italia (2024)
• Massironi Study Club (2019)
• Congresso di posturologia Infodent – Sofia (2019)

👉 contesti caratterizzati da confronto tra professionisti e discipline diverse

In quali contesti viene presentato il Metodo AEP® System?

Il Metodo AEP® System viene presentato in:

• congressi scientifici
• symposium multidisciplinari
• corsi teorico-pratici

👉 con l’obiettivo di analizzare la relazione tra sorriso, funzione e sistema corpo

Approfondimenti

👉 Congresso Massironi Study Club
https://www.giovannimaver.it/blog/aep-system-massironi-study-club-2019/

👉 Congresso di posturologia Infodent – Sofia Bulgaria
https://www.giovannimaver.it/blog/occlusione-postura-sofia-2019/

👉 Congresso Euroocclusion Italia
https://www.giovannimaver.it/blog/euroocclusion-2024-occlusione-postura/

👉 Congresso Colloquium Dental Show 2024
https://www.giovannimaver.it/blog/colloquium-dental-show-occlusione-postura/

👉 Symposium “C’è Sirmione”
https://www.giovannimaver.it/blog/occlusione-dinamiche-corporee-sirmione-2025/

Attività formativa

Parallelamente all’attività congressuale, il Metodo AEP® System è stato condiviso attraverso corsi e incontri formativi rivolti a odontoiatri e odontotecnici.

Le attività includono:

• corsi teorico-pratici
• giornate di aggiornamento
• incontri multidisciplinari

Come viene insegnato il Metodo AEP® System

Il metodo viene trasferito attraverso:

• formazione teorico-pratica
• analisi di casi clinici
• applicazione operativa dei protocolli

👉 con l’obiettivo di rendere i concetti utilizzabili nella pratica quotidiana

Esempi di attività formative

👉Corso ICCMA  Iasi  Romania per odontotecnici – odontoiatri – osteopati
https://www.giovannimaver.it/blog/occlusione-postura-iccma-romania-2023/

👉 Corso SICED per odontotecnici-odontoiatri
https://www.giovannimaver.it/blog/corso-aep-siced-armonia-sorriso-postura-2017/

👉 Corso SNO-CNA progettazione protesica AEP® per odontotecnici
https://www.giovannimaver.it/blog/corso-aep-system-progettazione-protesica-postura-milano-2014/

Perché collegare sorriso e sistema corpo

La bocca non è un sistema isolato, ma parte dell’equilibrio generale dell’organismo.

Per questo il Metodo AEP® System considera:

• postura
• dinamiche neuromuscolari
• funzione della deglutizione

👉 come elementi integrati nella progettazione del sorriso

Un approccio in evoluzione

L’attività congressuale e formativa rappresenta un percorso in continua evoluzione, basato sul confronto tra esperienze cliniche e approcci diversi.

👉 è da questo confronto che nasce lo sviluppo del Metodo AEP® System

Pubblicazioni e contenuti AEP® System

L’attività congressuale e formativa del Metodo AEP® System si affianca a un lavoro di pubblicazione e divulgazione sviluppato nel tempo.

👉 un percorso che contribuisce alla strutturazione del metodo anche a livello teorico e scientifico

eBook – Metodo AEP® System

👉 Ad ognuno il proprio sorriso – il metodo per crearlo

Un testo che raccoglie i principi, i criteri progettuali e l’approccio alla relazione tra sorriso e sistema corpo.

👉 Scopri l’eBook
https://you.dental/?product=aep-system-armonia-estetica-posturale-ad-ognuno-il-proprio-sorriso-il-metodo-per-crearlo&lang=it

Articoli e rassegna stampa

Nel tempo sono stati pubblicati articoli su riviste di settore, anche in ambito internazionale.

👉 contributi che approfondiscono il rapporto tra occlusione, postura e progettazione del sorriso

👉 Consulta la rassegna stampa
https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa.php

Chiusura

Il percorso del Metodo AEP® System si sviluppa nel tempo attraverso tre dimensioni complementari:

👉 confronto nei contesti congressuali
👉 applicazione nella pratica clinica e formativa
👉 approfondimento attraverso pubblicazioni e contenuti

Non si tratta di attività isolate, ma di un sistema coerente.

Un sistema che evolve, si confronta e si struttura nel tempo.

👉 con un obiettivo chiaro:

progettare il sorriso nel rispetto dell’equilibrio del corpo