AEP® System
Armonia Estetica Posturale

Giovanni Maver | odontotecnico posturo consapevole

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Tag: equilibrio funzionale

Non basta cambiare i denti: cosa può insegnarci questo caso clinico?

Questo articolo nasce dalla rielaborazione divulgativa di un caso clinico pubblicato negli anni precedenti e successivamente reinterpretato alla luce dei principi sviluppati nel Metodo AEP® System

Caso clinico di riabilitazione protesica personalizzata osservato secondo il Metodo AEP® System, con confronto tra situazione iniziale e finale di denti, lingua e postura.
Una riabilitazione modifica la forma dei denti, ma anche il modo in cui il sistema utilizza i nuovi rapporti funzionali.

Quando cambiare i denti può non essere sufficiente

Nella riabilitazione protesica l’attenzione si concentra spesso sulla ricostruzione dei denti.

Ma è sufficiente modificarne la forma per ottenere un risultato stabile nel tempo?

Nel Metodo AEP® System questa domanda rappresenta uno dei punti di partenza della progettazione.

L’osservazione clinica suggerisce infatti che ogni riabilitazione viene utilizzata da un sistema biologico già organizzato, nel quale denti, lingua, muscoli, articolazioni temporo-mandibolari, deglutizione e postura contribuiscono continuamente alla ricerca dell’equilibrio.

Per questo motivo il progetto non riguarda soltanto la forma dei denti, ma anche il modo in cui l’intero sistema utilizzerà quei nuovi rapporti.

Un caso clinico come spunto di riflessione

Il caso presentato documenta una paziente con una storia clinica caratterizzata da:

  • estrazioni ortodontiche,
  • trattamento ortodontico,
  • adattamenti sviluppati nel tempo.

L’obiettivo dell’articolo non è proporre questo caso come modello di riferimento, ma utilizzarlo come esempio per riflettere su come una riabilitazione possa influenzare l’organizzazione funzionale del sistema.

📄 Articolo completo del caso clinico (PDF)

https://www.giovannimaver.it/articoli/10.pdf

📄 Caso clinico realizzato con il Dott. Giorgio Bormida (Milano)

https://studiobormida.it/team/dott-giorgio-bormida/

Cosa mostrano le immagini

Situazione iniziale

La documentazione iniziale raccoglie alcuni degli elementi osservati durante la valutazione:

  • rapporti dentali;
  • posizione della lingua;
  • relazione mandibolare;
  • profilo del volto;
  • assetto posturale.

L’insieme suggerisce un quadro di adattamenti sviluppati nel tempo, influenzato anche dalla precedente storia terapeutica.

Situazione finale

Durante la riabilitazione il progetto protesico è stato sviluppato ricercando attraverso il Recupero Progressivo della Relazione Intermascellare (R.P.R.I.) una posizione mandibolare maggiormente compatibile con l’equilibrio funzionale della paziente.

La progettazione ha considerato contemporaneamente:

  • i volumi dentali,
  • la lingua,
  • i rapporti cranio-mandibolari,
  • la funzione deglutitoria.

L’obiettivo non era ottenere una posizione teoricamente ideale, ma individuare una soluzione coerente con le caratteristiche individuali della paziente.

Quando cambia la bocca

La parte inferiore della tavola documenta che, nel corso della riabilitazione, sono state osservate modificazioni anche nell’assetto posturale della paziente.

Nel Metodo AEP® questi cambiamenti vengono interpretati come possibile espressione della continua interazione tra bocca, funzione ed equilibrio corporeo.

Naturalmente un singolo caso clinico non consente di stabilire rapporti di causa-effetto, ma rappresenta un’osservazione clinica che invita al confronto e può stimolare ulteriori approfondimenti.

Oltre la forma dei denti

Ogni riabilitazione modifica inevitabilmente:

  • gli spazi disponibili per la lingua,
  • i rapporti tra le arcate,
  • i volumi della bocca,
  • il modo in cui il sistema utilizza quei nuovi rapporti.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, progettare un sorriso significa osservare contemporaneamente forma, funzione e le relazioni che si instaurano tra i diversi elementi del sistema.

La forma rimane fondamentale.

Ma viene sempre interpretata all’interno dell’equilibrio complessivo della persona.

Una domanda aperta

L’immagine che apre questo articolo pone una domanda semplice.

È sufficiente cambiare i denti oppure conta anche il modo in cui il sistema utilizzerà quei nuovi rapporti? 

È una domanda che non vuole sostituire altri modelli interpretativi, ma proporre una prospettiva complementare di osservazione.

Quanto può essere utile, nella progettazione di una riabilitazione, osservare non soltanto i denti ma anche le relazioni che essi instaurano con lingua, mandibola, deglutizione e postura?

Nel Metodo AEP® System questa rappresenta una delle domande da cui prende avvio il percorso progettuale e vuole essere un invito al confronto con tutti i professionisti interessati alla complessità del sistema stomatognatico.

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La lingua non lascia spazi vuoti: cosa ci insegna la linguaccia di Einstein

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La lingua durante la deglutizione contribuisce all'equilibrio funzionale della bocca secondo il Metodo AEP® System.
La lingua occupa gli spazi della bocca durante la deglutizione e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

La lingua non è soltanto un muscolo: durante la deglutizione occupa gli spazi della bocca e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

Perché Einstein mostrò la lingua?

Una delle fotografie più celebri della storia ritrae Albert Einstein con la lingua fuori.

Per molti è il simbolo della sua genialità e del suo spirito anticonformista.

Nel Metodo AEP® System, quella stessa immagine suggerisce una riflessione diversa.

La lingua non è soltanto un muscolo.

È uno degli elementi che contribuisce all’equilibrio funzionale della bocca e, attraverso le sue continue interazioni con denti, muscoli e deglutizione, partecipa all’organizzazione dell’intero sistema stomatognatico.

Quel gesto apparentemente scherzoso richiama una funzione che accompagna ciascuno di noi migliaia di volte ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo.

La lingua lavora migliaia di volte ogni giorno

Ogni giorno deglutiamo mediamente tra 1.600 e 2.000 volte.

Durante ogni deglutizione, quando il sistema funziona fisiologicamente:

  • la lingua si appoggia al palato
  • i denti entrano in un leggero contatto
  • lingua, labbra e guance delimitano gli spazi interni della bocca
  • l’osso ioide partecipa alla dinamica funzionale.

Non è un gesto casuale.

È uno dei movimenti più ripetuti dell’intero organismo.

Se desideri approfondire il ruolo della lingua nella costruzione dell’equilibrio del sorriso, puoi leggere anche:

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In quell’articolo viene approfondito il ruolo della lingua nello sviluppo delle arcate dentali, nella deglutizione e nell’organizzazione funzionale del sistema stomatognatico.

Dentro la bocca non esistono spazi vuoti

Uno dei concetti sviluppati nel Metodo AEP® System è semplice quanto poco conosciuto.

Quando deglutiamo fisiologicamente:

la bocca diventa un volume chiuso.

La lingua occupa naturalmente tutti gli spazi disponibili, contribuendo all’equilibrio dei volumi interni della bocca.

Guance, labbra, denti e lingua lavorano insieme come un unico sistema.

Non esistono spazi inutilizzati.

Ogni variazione di volume richiede al sistema una nuova organizzazione degli spazi e dei rapporti funzionali.

È proprio per questo motivo che anche una variazione apparentemente limitata, come la modifica del volume di un dente o di una riabilitazione protesica, non interessa mai soltanto quell’elemento.

Il corpo funziona come un puzzle tridimensionale

L’intero sistema è chiamato a riorganizzare i propri equilibri per adattarsi alla nuova condizione.

Nel Metodo AEP® System la bocca viene osservata come un puzzle tridimensionale.

Ogni elemento possiede una posizione precisa:

  • denti
  • lingua
  • labbra
  • guance
  • arcate
  • volumi.

Quando uno di questi elementi cambia posizione, inevitabilmente cambiano anche gli equilibri degli altri.

Se cambia un tassello, cambia l’intero equilibrio del puzzle.

Per questo motivo, osservare un singolo elemento senza considerare le relazioni con tutti gli altri significa descrivere solo una parte del problema.

Nel Metodo AEP® System ogni tassello viene interpretato all’interno dell’intero sistema, perché è l’equilibrio tra le parti a determinarne il comportamento funzionale.

Cosa succede quando cambiano i volumi?

Immaginiamo una riabilitazione protesica.

Oppure la ricostruzione di un dente.

Oppure l’inserimento di un impianto.

Ogni intervento modifica, anche solo in parte, i volumi disponibili all’interno della bocca.

La lingua continuerà comunque a ricercare il proprio spazio.

Lo farà adattandosi ai nuovi volumi disponibili e influenzando, a sua volta, l’organizzazione funzionale dell’intero sistema.

E, come avviene in ogni sistema biologico, il corpo tenderà a riorganizzare progressivamente i propri equilibri funzionali.

Per questo motivo una riabilitazione non modifica soltanto la forma dei denti.

Può modificare anche il modo in cui il sistema utilizza:

• la lingua

• la deglutizione

• la muscolatura

• la posizione mandibolare.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare una riabilitazione significa quindi rispettare non solo i tavolati occlusali dei denti, ma anche i volumi che permettono al sistema di funzionare in equilibrio

👉 Approfondisci anche: In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti https://www.giovannimaver.it/blog/riabilitazione-carico-immediato-equilibrio-bocca/

La lingua è uno dei fulcri dell’equilibrio stomatognatico

La lingua non lavora mai da sola.

Durante ogni atto deglutitorio interagisce continuamente con:

• muscoli

• mandibola

• osso ioide

• respirazione

• articolazioni temporo-mandibolari

• sistema nervoso.

Ogni modifica dei volumi disponibili all’interno della bocca può influenzare queste relazioni e richiedere al sistema una nuova organizzazione funzionale.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo.

👉 È uno dei principali riferimenti funzionali attorno ai quali il sistema organizza continuamente il proprio equilibrio.

L’obiettivo non è riempire uno spazio

Quando manca un dente, il problema non consiste semplicemente nel sostituire ciò che manca.

L’obiettivo è ricostruire un equilibrio funzionale.

Per questo motivo ogni nuova riabilitazione dovrebbe integrarsi armonicamente con:

• la lingua

• i volumi della bocca

• la deglutizione

• la posizione mandibolare

• l’intero sistema stomatognatico.

Non basta ricostruire un elemento anatomico.

Occorre comprendere come quel nuovo volume verrà accolto e utilizzato dall’intero sistema.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare un sorriso significa progettare nuove relazioni funzionali, non soltanto nuovi denti.

Perché un sorriso stabile non nasce semplicemente da denti ben costruiti, ma dall’equilibrio tra tutti gli elementi che li circondano.

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Per comprendere il ruolo della lingua nello sviluppo delle arcate dentali, nella deglutizione e nell’equilibrio del sistema stomatognatico.

👉 Il ciclo stomatognatico: stiamo osservando tutto il film… o solo un fotogramma?

Per capire perché osservare soltanto i denti a contatto significa vedere solo una parte del funzionamento del sistema.

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Perché la posizione mandibolare non dovrebbe essere semplicemente imposta, ma compresa nel contesto dell’equilibrio dell’intero organismo.

👉 In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti

Per approfondire il ruolo dei volumi e dell’equilibrio funzionale nella progettazione protesica.

👉 Software 3D AEP® System: progettare un sorriso individuale

Per scoprire come i principi del Metodo AEP® vengono applicati anche nella progettazione digitale del sorriso.

Approfondisci

👉 Scopri il Metodo AEP® System

https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

👉 Rassegna stampa e pubblicazioni scientifiche

https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa.php

Ogni sorriso è unico: perché non deve mai essere standardizzato

Per anni abbiamo rincorso sorrisi perfetti, simmetrici, identici.
Ma la vera estetica non nasce dalla perfezione geometrica: nasce dal rispetto della persona, della sua postura e del suo equilibrio funzionale.

La bocca non è solo estetica

La bocca è uno snodo centrale del sistema corporeo.
Masticazione, deglutizione, respirazione e postura sono funzioni interconnesse.
Quando una di queste è alterata, l’intero sistema può perdere equilibrio.


Sorriso personalizzato significa equilibrio

Un sorriso davvero armonico non è quello più dritto o più bianco.
È quello coerente con:


Il ruolo del Metodo AEP® System

Con il Metodo AEP® System progettiamo riabilitazioni protesiche personalizzate che integrano funzione, estetica e postura.
Non applichiamo un sorriso standard: creiamo un sorriso su misura.

👉 Scopri il Metodo AEP®
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

Perché l’armonia conta più della simmetria

Un sorriso può essere perfetto tecnicamente ma sbagliato per quella persona.
Quando il progetto non rispetta l’equilibrio individuale, il risultato appare artificiale o instabile nel tempo.

Approfondisci

Anteprima ebook
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Caso clinico correlato
https://www.giovannimaver.it/articoli/06.pdf

Placca di reset e bite di riprogrammazione: perché non sono la stessa cosa

Questo articolo nasce da una rielaborazione divulgativa di contenuti pubblicati originariamente nel 2018, successivamente approfonditi ed evoluti nel Metodo AEP® System.



Placca di reset AEP e bite di riprogrammazione AEP con funzioni differenti nel Metodo AEP® System
Placca di reset e bite di riprogrammazione AEP®: due dispositivi con funzioni diverse e complementari all’interno del percorso terapeutico del Metodo AEP® System.

Nel Metodo AEP® System placca di reset e bite di riprogrammazione svolgono funzioni differenti e complementari.

Quando si parla di bite, spesso si tende a utilizzare questo termine per indicare qualsiasi dispositivo rimovibile applicato ai denti.

In realtà non tutti i dispositivi svolgono la stessa funzione.

Nel Metodo AEP® System viene fatta una distinzione precisa tra due strumenti con obiettivi completamente differenti:

  • placca di reset AEP
  • bite di riprogrammazione AEP

Comprendere questa differenza è importante per capire la logica dell’intero percorso terapeutico.

Non tutti i bite sono uguali

Il termine bite viene spesso utilizzato in modo generico.

Nella pratica clinica, però, esistono dispositivi differenti per:

  • materiali;
  • forma;
  • posizione;
  • modalità di utilizzo;
  • obiettivi terapeutici.

Per questo motivo non è corretto considerare tutti i bite equivalenti.

Ogni dispositivo nasce per rispondere a esigenze specifiche.

La placca di reset: ridurre i condizionamenti

Nel Metodo AEP® System il primo dispositivo è rappresentato dalla placca di reset AEP.

Il suo obiettivo non è imporre una nuova posizione mandibolare.

L’obiettivo è ridurre il condizionamento esercitato dai contatti dentali, permettendo al sistema stomatognatico di esprimere progressivamente una condizione funzionale più libera dai compensi sviluppati nel tempo.

Nel percorso AEP® la placca viene generalmente utilizzata nelle ore notturne e viene controllata periodicamente dal medico attraverso regolazioni effettuate ogni 3 settimane per circa 4/6 mesi.

👉 Approfondisci anche: Il corpo compensa sempre: perché alcuni dolori restano silenti

Perché prima si osserva e poi si stabilizza

Una delle differenze del Metodo AEP® System consiste nel non stabilizzare immediatamente una posizione mandibolare.

Prima si favorisce il reset del sistema e se ne osserva la risposta.

Solo successivamente, se le condizioni cliniche lo consentono, si valuta la possibilità di stabilizzare la posizione raggiunta.

Questo permette di distinguere due fasi differenti:

  • ricerca dell’equilibrio;
  • eventuale stabilizzazione.

Il bite di riprogrammazione

Quando il sistema mostra una risposta favorevole, può essere utilizzato un bite di riprogrammazione AEP.

Il suo compito non è ricercare una nuova posizione.

Il suo compito è mantenere in modo stabile e reversibile la posizione funzionale individuata durante la fase precedente.

In questo modo è possibile verificare se i benefici ottenuti durante la fase di reset si mantengono anche durante le normali attività quotidiane e valutare nel tempo la risposta del sistema prima di eventuali trattamenti definitivi.

Un percorso completamente reversibile

Uno degli aspetti caratteristici del Metodo AEP® System è la gradualità.

Prima si resetta e si osserva.

Poi si verifica la risposta.

Infine, solo se i risultati sono stabili e soddisfacenti, si può programmare una riabilitazione definitiva.

Questo rende il percorso progressivo e reversibile nelle sue fasi iniziali.

L’obiettivo non è il dispositivo

Nel Metodo AEP® System il protagonista non è il bite.

Il protagonista è l’equilibrio funzionale del paziente.

La placca e il bite rappresentano strumenti con funzioni differenti all’interno di un metodo che mira a comprendere e rispettare l’equilibrio funzionale individuale.

Per questo motivo dispositivi apparentemente simili possono avere obiettivi completamente diversi.

Nel Metodo AEP® System la placca di reset e il bite di riprogrammazione non rappresentano due alternative, ma due fasi successive di un unico percorso finalizzato alla ricerca e alla verifica dell’equilibrio funzionale del paziente.

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Approfondimento tecnico

I principi descritti in questo articolo sono stati progressivamente sviluppati nel Metodo AEP® System e approfonditi attraverso casi clinici, pubblicazioni e attività congressuali.

Per approfondire:

👉 Rassegna Stampa
https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa.php