AEP® System
Armonia Estetica Posturale

Giovanni Maver | odontotecnico posturo consapevole

La nostra esperienza per il vostro benessere
armonia del sorriso - equilibrio posturale

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Tag: movimento mandibolare

Un sorriso progettato deve funzionare: come lo verifichiamo?

Nei tre articoli precedenti abbiamo seguito progressivamente il percorso che porta dall’osservazione della persona alla progettazione del sorriso.

Abbiamo visto che creare un sorriso non significa riempire uno spazio.

Abbiamo approfondito l’importanza di individuare riferimenti e stabilità articolare/muscolare prima di definire la morfologia dentale.

Abbiamo poi osservato come le caratteristiche individuali della persona possano orientare la progettazione della forma, della posizione e dei volumi delle arcate dentali.

Ma, una volta realizzato il progetto, rimane una domanda fondamentale:

Come possiamo verificare se il sorriso che abbiamo costruito è coerente non soltanto con l’estetica, ma anche con la funzione della persona?

Caso clinico AEP® System: confronto del viso prima e dopo la riabilitazione protesica e osservazione del sorriso da diverse prospettive.
Dalla progettazione alla verifica dell’armonia estetica e funzionale: il sorriso viene osservato nella sua relazione con il viso e le caratteristiche individuali della persona.

Il caso clinico presentato negli articoli precedenti ci permette di affrontare quest’ultimo passaggio.

👉 Caso clinico realizzato con il Dott. Matteo Vedovati (Seriate BG)

https://studiovedovati.dental/

Il progetto non termina quando abbiamo costruito i denti

Una riabilitazione protesica può apparire corretta sul modello digitale.

Può cercare di rispettare gli spazi disponibili, i riferimenti individuati e le caratteristiche estetiche ricercate.

Ma quando viene inserita nella bocca entra in relazione con un sistema dinamico.

Mascella, mandibola, lingua, labbra e muscolatura partecipano a un insieme di relazioni funzionali che devono essere considerate nella progettazione delle forme e delle posizioni dentali.

Nel Metodo AEP® System, forma e funzione vengono considerate due facce della stessa medaglia.

Per questo non possiamo limitarci a osservare il risultato statico.

Dobbiamo tornare alla persona e verificare come utilizza il nuovo progetto protesico.

Dalla progettazione alla verifica dell’armonia estetica

Il primo passaggio consiste nell’osservare il risultato estetico.

Nel filmato viene presentato il confronto tra la situazione iniziale e quella successiva alla riabilitazione.

Non osserviamo soltanto i denti.

Osserviamo il sorriso nel suo insieme, il rapporto con le labbra, la sua integrazione nel viso e le differenze tra le due situazioni.

Il progetto non nasce dalla ricerca di una simmetria dentale standardizzata, ma dall’obiettivo di costruire un sorriso coerente con le caratteristiche individuali della persona.

In natura, l’armonia estetica non coincide con la perfetta simmetria.

Nel caso presentato possiamo osservare il cambiamento dell’aspetto dentale e del sorriso, valutandone la relazione con il viso.

Ma questo rappresenta soltanto una parte della verifica.

Un sorriso può essere esteticamente soddisfacente.

La domanda successiva è: come funziona?

Dalla progettazione alla verifica dell’armonia funzionale

Il secondo passaggio ci porta a osservare il sistema durante il movimento.

Nel filmato vengono confrontate alcune caratteristiche della situazione iniziale e finale, con particolare attenzione al comportamento della lingua e ai movimenti mandibolari.

Il confronto comprende osservazioni statiche e dinamiche, attraverso le quali possiamo individuare differenze nel comportamento delle strutture coinvolte.

Confronto clinico AEP® System tra situazione iniziale e finale: posizione della lingua, apertura mandibolare e osservazioni dei fonemi F e S.
Il confronto iniziale e finale permette di osservare differenze nella posizione della lingua e nei movimenti mandibolari, integrando la verifica estetica con quella funzionale.

La lingua: osserviamone forma e comportamento

Osservazione statica, con lingua protrusa:

Nel confronto tra la situazione iniziale e quella finale possiamo osservare alcune differenze nella conformazione visibile e nella posizione della lingua.

  • Situazione iniziale: punta della lingua in torsione verso sinistra e dorso linguale con verticalità differenti, evidenziate dalle frecce.
  • Situazione finale: punta della lingua centrata e dorso linguale con verticalità più simmetriche.

Osservazione attraverso i fotogrammi dell’apertura mandibolare:

  • Situazione iniziale: nel fotogramma selezionato si osserva una torsione della lingua verso sinistra, evidenziata dalla freccia e dalla linea verticale.
  • Situazione finale: nel fotogramma selezionato la lingua appare maggiormente centrata.

Le immagini e le sequenze filmate consentono di confrontare alcuni aspetti del comportamento linguale, senza pretendere che una singola osservazione descriva l’intera complessità della funzione.

Questo aspetto richiama un principio importante del Metodo AEP®:

I denti non rappresentano strutture isolate, ma riferimenti con i quali la lingua deve continuamente interagire.

Modificare forma e posizione dei denti significa quindi modificare anche alcune delle condizioni nelle quali la lingua esprime la propria funzione.

Il movimento mandibolare: osserviamone la dinamica

Un secondo elemento riguarda il movimento della mandibola.

Nel filmato possiamo confrontare le sequenze di apertura e chiusura nella situazione iniziale e finale.

Apertura e chiusura mandibolare

  • Situazione iniziale: nel filmato, e ancora più chiaramente nel fotogramma selezionato, si osserva una deviazione mandibolare verso sinistra.
  • Situazione finale: nel filmato e nel fotogramma selezionato, la mandibola appare maggiormente centrata rispetto ai riferimenti del viso.

Fonemi F e S

Nelle sequenze relative alla situazione finale possiamo osservare alcuni rapporti tra denti, mandibola e tessuti periorali.

Durante la pronuncia del fonema F, i denti anteriori superiori sfiorano il vermiglio del labbro inferiore.

Durante il fonema S, i denti anteriori inferiori rimangono arretrati rispetto ai superiori, in relazione alla caratteristica occlusale di tendenza alla 2° classe con morso coperto presente nel caso.

Nelle sequenze osservate dei fonemi F e S si rileva inoltre il mantenimento dell’allineamento delle mediane dentali.

Movimenti di protrusiva e lateralità

Nei filmati della situazione finale, i movimenti di lateralità appaiono fluidi e con una discreta simmetria.

Durante la protrusiva si osserva il mantenimento dell’allineamento delle mediane dentali.

Queste osservazioni non sostituiscono una registrazione strumentale della cinematica mandibolare, ma permettono di documentare visivamente alcuni aspetti del comportamento funzionale.

Nel percorso AEP®, quando disponibili, le registrazioni digitali del movimento mandibolare possono integrare queste osservazioni e contribuire alla verifica dei rapporti funzionali.

Il punto centrale rimane lo stesso:

Dopo aver stabilito dove collocare i denti, dobbiamo osservare come la mandibola si muove utilizzando quei riferimenti.

Forma e funzione: verifichiamo ciò che abbiamo progettato

Nei tre articoli precedenti abbiamo descritto il percorso attraverso il quale il Metodo AEP® cerca di trasferire le informazioni individuali nella progettazione protesica.

Abbiamo osservato la persona.

Abbiamo ricercato i riferimenti.

Abbiamo considerato il rapporto intermascellare e il piano occlusale.

Abbiamo utilizzato biotipi, armonie osteopatiche e caratteristiche periorali per orientare la progettazione.

Attraverso Dime Biovolumetriche®, biblioteche dentali e strumenti AEP® 3D, queste informazioni sono state trasferite progressivamente nella costruzione delle arcate dentali.

Abbiamo inoltre considerato la possibilità di integrare nella progettazione le informazioni relative alla dinamica mandibolare individuale.

Ma tutte queste informazioni hanno un obiettivo comune:

Costruire una morfologia dentale che cerchi di rispettare le caratteristiche della persona e le condizioni nelle quali dovrà esprimersi la funzione.

La verifica finale diventa quindi il momento nel quale torniamo a osservare la persona.

Non soltanto per giudicare il risultato estetico, ma per valutare come il nuovo progetto si inserisce nel sistema stomatognatico.

L’omeostasi: l’obiettivo del percorso AEP®

Il filmato si conclude con un concetto che rappresenta l’obiettivo più ampio del Metodo AEP® System:

L’omeostasi.

Nel contesto del percorso AEP®, questo obiettivo viene interpretato come la ricerca di condizioni nelle quali il sistema stomatognatico possa esprimere le proprie funzioni con efficacia, efficienza e stabilità, nel rispetto delle caratteristiche individuali.

Non significa imporre una posizione mandibolare prestabilita sulla base di un rapporto articolare considerato ideale.

Non significa imporre una forma e una posizione dentale considerate ideali indipendentemente dalle caratteristiche individuali.

E non significa neppure considerare l’assenza di dolore come unico indicatore di equilibrio.

Significa cercare di comprendere quali condizioni possano permettere a quella persona di esprimere le proprie funzioni con il minor dispendio adattativo possibile.

L’omeostasi rappresenta quindi l’obiettivo del percorso, non un risultato che possa essere dimostrato attraverso un singolo filmato.

Il confronto clinico presentato documenta alcuni cambiamenti osservabili tra la situazione iniziale e finale.

La valutazione complessiva delle condizioni funzionali richiede invece un’osservazione più ampia, che consideri il comportamento del sistema e la sua evoluzione nel tempo.

Osservare, rispettare, costruire. E verificare.

Siamo partiti da una domanda apparentemente semplice:

Quali denti dobbiamo costruire?

Attraverso i quattro articoli abbiamo progressivamente modificato la prospettiva.

Non soltanto uno spazio da riempire.

Non soltanto dei riferimenti da ricercare.

Non soltanto una forma da scegliere.

Non soltanto un sorriso da rendere esteticamente piacevole.

Ma una persona da osservare, dei riferimenti da individuare, un’individualità da rispettare e una morfologia da progettare.

Infine, un risultato da verificare.

Possiamo sintetizzare questo percorso attraverso quattro azioni:

OSSERVARE → RISPETTARE → COSTRUIRE → VERIFICARE

L’obiettivo non è semplicemente realizzare un bel sorriso.

È cercare di costruire un sorriso nel quale armonia estetica, efficacia ed efficienza funzionale possano trovare il miglior equilibrio possibile per quella persona.

È questo il significato progettuale e funzionale del principio:

AEP® System — Ad ognuno il proprio sorriso.

E rimane una domanda sulla quale continuare a confrontarci:

Quando valutiamo il risultato di una riabilitazione protesica, osserviamo soltanto ciò che abbiamo costruito oppure anche come quella persona riesce a utilizzarlo?

Se desideri approfondire

Il percorso di progettazione AEP® System

  1. Creare un sorriso non significa riempire uno spazio. https://www.giovannimaver.it/blog/creare-sorriso-progettazione-metodo-aep-system/
  2. Primadella forma vengono i riferimenti.                     https://www.giovannimaver.it/blog/piano-occlusale-rapporto-intermascellare-aep-system/
  3. Se ogni persona è diversa, perché i denti dovrebbero essere uguali? https://www.giovannimaver.it/blog/sorriso-personalizzato-morfologia-dentale-aep-system/
  4. Articolo corrente

Altri approfondimenti

👉 Forma e funzione: perché non possiamo dare al sorriso una forma e una posizione qualsiasi https://www.giovannimaver.it/blog/forma-funzione-posizione-denti-sorriso/

👉 La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso
https://www.giovannimaver.it/blog/lingua-deglutizione-equilibrio-sorriso/

👉 Scopri il Metodo AEP® System
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system-armonia-estetica-posturale.php