AEP® System
Armonia Estetica Posturale

Giovanni Maver | odontotecnico posturo consapevole

La nostra esperienza per il vostro benessere
armonia del sorriso - equilibrio posturale

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Tag: sistema stomatognatico

Dialogare per comprendere: l’evoluzione del Metodo AEP®

Negli ultimi anni il Metodo AEP® System è cresciuto attraverso l’attività clinica, le pubblicazioni e il confronto con professionisti di discipline diverse. Questo percorso ci ha portato a una riflessione: di fronte alla complessità del sistema stomatognatico, abbiamo compreso che il dialogo rappresenta uno degli strumenti più efficaci per comprenderlo. Per questo oggi il nostro obiettivo non è proporre l’AEP® come alternativa ad altri approcci, ma contribuire al confronto offrendo una prospettiva complementare.

Dialogo, osservazione e comprensione nel Metodo AEP® System come prospettiva complementare per lo studio del sistema stomatognatico.
Il dialogo tra prospettive diverse rappresenta uno degli strumenti per comprendere la complessità del sistema stomatognatico.

La complessità non appartiene a un solo modello

All’inizio il nostro obiettivo era far conoscere il Metodo AEP®. Oggi, dopo anni di esperienza clinica e confronto con altri professionisti, sentiamo ancora più forte l’importanza del dialogo.

Tutti osserviamo gli stessi fenomeni clinici, pur utilizzando strumenti e prospettive differenti.

Tutti cerchiamo di comprenderne il funzionamento.

Ciò che cambia sono gli strumenti di osservazione e le chiavi interpretative con cui leggiamo fenomeni spesso molto complessi.

L’AEP® come prospettiva complementare

L’AEP® non nasce con l’intento di sostituire o contrapporsi ai diversi approcci gnatologici, protesici o ortodontici, ma di dialogare con essi.

Ogni modello interpretativo può offrire un contributo alla comprensione dello stesso fenomeno.

L’AEP® propone una chiave di lettura che cerca di dialogare con queste diverse prospettive per comprendere meglio il comportamento del sistema stomatognatico.

Le domande prima delle risposte

Nel tempo ci siamo accorti che le domande migliori generano spesso più conoscenza delle risposte immediate.

Per questo oggi preferiamo chiederci:

  • Perché pazienti apparentemente simili reagiscono in modo diverso?
  • Perché una stessa occlusione può essere ben tollerata da alcuni e non da altri?
  • Quale ruolo svolgono gli adattamenti?
  • Quanto incide il comportamento dell’intero sistema sull’esito clinico?

Queste domande non appartengono a un singolo modello interpretativo.

Riguardano l’intera comunità scientifica.

Un percorso di conoscenza condiviso

Le osservazioni sviluppate nel Metodo AEP® non rappresentano contenuti isolati, ma fanno parte di un percorso di ricerca costruito attraverso pubblicazioni, casi clinici, strumenti di analisi, attività congressuali e confronto interdisciplinare.

Ogni nuovo contributo si inserisce in questa rete di conoscenze con l’obiettivo di rendere sempre più chiari i principi osservativi del Metodo AEP® System e di favorire il dialogo con la comunità scientifica.

Un invito al confronto

Con questo spirito il blog del Metodo AEP® darà sempre più spazio a riflessioni, osservazioni cliniche e casi reali con l’obiettivo di favorire il confronto tra professionisti.

Il Metodo AEP® non cerca di dimostrare la superiorità di un modello.

Vuole contribuire alla comprensione di fenomeni complessi condividendo osservazioni cliniche, domande e risultati.

Se queste riflessioni contribuiranno ad alimentare una discussione costruttiva tra professionisti, avranno raggiunto il loro scopo.

Una domanda aperta

Ogni modello osserva il paziente da una prospettiva diversa. Crediamo che il progresso nasca quando queste prospettive dialogano con rispetto, mettendo al centro non il modello, ma la comprensione del paziente.

È con questo spirito che continueremo a condividere osservazioni, casi clinici e riflessioni.

In un sistema biologico così complesso, ogni prospettiva può contribuire ad arricchire la comprensione del paziente. La vera domanda, forse, non è quale modello abbia ragione, ma come ciascun modello possa contribuire a comprendere meglio ciò che osserviamo.

Possiamo davvero pensare che una sola prospettiva sia sufficiente per comprendere completamente un sistema così complesso?

👉 Se desideri conoscere come questi principi vengono applicati nella pratica clinica, puoi approfondire:

👉 Scopri il Metodo AEP® System
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

👉 Il puzzle: bocca, viso, postura, persona
(articolo 33 sarà il prossimo)

👉 l ciclo stomatognatico (la dinamica funzionale)                   https://www.giovannimaver.it/blog/ciclo-stomatognatico-posizione-mandibolare-equilibrio/

👉 Esplora tutti gli articoli del blog
https://www.giovannimaver.it/blog/

La lingua non lascia spazi vuoti: cosa ci insegna la linguaccia di Einstein

Questo articolo nasce dalla rielaborazione e aggiornamento di contenuti pubblicati originariamente nel 2017, successivamente sviluppati ed evoluti nel Metodo AEP® System.

La lingua durante la deglutizione contribuisce all'equilibrio funzionale della bocca secondo il Metodo AEP® System.
La lingua occupa gli spazi della bocca durante la deglutizione e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

La lingua non è soltanto un muscolo: durante la deglutizione occupa gli spazi della bocca e contribuisce all’equilibrio funzionale del sistema stomatognatico.

Perché Einstein mostrò la lingua?

Una delle fotografie più celebri della storia ritrae Albert Einstein con la lingua fuori.

Per molti è il simbolo della sua genialità e del suo spirito anticonformista.

Nel Metodo AEP® System, quella stessa immagine suggerisce una riflessione diversa.

La lingua non è soltanto un muscolo.

È uno degli elementi che contribuisce all’equilibrio funzionale della bocca e, attraverso le sue continue interazioni con denti, muscoli e deglutizione, partecipa all’organizzazione dell’intero sistema stomatognatico.

Quel gesto apparentemente scherzoso richiama una funzione che accompagna ciascuno di noi migliaia di volte ogni giorno, spesso senza che ce ne accorgiamo.

La lingua lavora migliaia di volte ogni giorno

Ogni giorno deglutiamo mediamente tra 1.600 e 2.000 volte.

Durante ogni deglutizione, quando il sistema funziona fisiologicamente:

  • la lingua si appoggia al palato
  • i denti entrano in un leggero contatto
  • lingua, labbra e guance delimitano gli spazi interni della bocca
  • l’osso ioide partecipa alla dinamica funzionale.

Non è un gesto casuale.

È uno dei movimenti più ripetuti dell’intero organismo.

Se desideri approfondire il ruolo della lingua nella costruzione dell’equilibrio del sorriso, puoi leggere anche:

👉 La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

In quell’articolo viene approfondito il ruolo della lingua nello sviluppo delle arcate dentali, nella deglutizione e nell’organizzazione funzionale del sistema stomatognatico.

Dentro la bocca non esistono spazi vuoti

Uno dei concetti sviluppati nel Metodo AEP® System è semplice quanto poco conosciuto.

Quando deglutiamo fisiologicamente:

la bocca diventa un volume chiuso.

La lingua occupa naturalmente tutti gli spazi disponibili, contribuendo all’equilibrio dei volumi interni della bocca.

Guance, labbra, denti e lingua lavorano insieme come un unico sistema.

Non esistono spazi inutilizzati.

Ogni variazione di volume richiede al sistema una nuova organizzazione degli spazi e dei rapporti funzionali.

È proprio per questo motivo che anche una variazione apparentemente limitata, come la modifica del volume di un dente o di una riabilitazione protesica, non interessa mai soltanto quell’elemento.

Il corpo funziona come un puzzle tridimensionale

L’intero sistema è chiamato a riorganizzare i propri equilibri per adattarsi alla nuova condizione.

Nel Metodo AEP® System la bocca viene osservata come un puzzle tridimensionale.

Ogni elemento possiede una posizione precisa:

  • denti
  • lingua
  • labbra
  • guance
  • arcate
  • volumi.

Quando uno di questi elementi cambia posizione, inevitabilmente cambiano anche gli equilibri degli altri.

Se cambia un tassello, cambia l’intero equilibrio del puzzle.

Per questo motivo, osservare un singolo elemento senza considerare le relazioni con tutti gli altri significa descrivere solo una parte del problema.

Nel Metodo AEP® System ogni tassello viene interpretato all’interno dell’intero sistema, perché è l’equilibrio tra le parti a determinarne il comportamento funzionale.

Cosa succede quando cambiano i volumi?

Immaginiamo una riabilitazione protesica.

Oppure la ricostruzione di un dente.

Oppure l’inserimento di un impianto.

Ogni intervento modifica, anche solo in parte, i volumi disponibili all’interno della bocca.

La lingua continuerà comunque a ricercare il proprio spazio.

Lo farà adattandosi ai nuovi volumi disponibili e influenzando, a sua volta, l’organizzazione funzionale dell’intero sistema.

E, come avviene in ogni sistema biologico, il corpo tenderà a riorganizzare progressivamente i propri equilibri funzionali.

Per questo motivo una riabilitazione non modifica soltanto la forma dei denti.

Può modificare anche il modo in cui il sistema utilizza:

• la lingua

• la deglutizione

• la muscolatura

• la posizione mandibolare.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare una riabilitazione significa quindi rispettare non solo i tavolati occlusali dei denti, ma anche i volumi che permettono al sistema di funzionare in equilibrio

👉 Approfondisci anche: In una grande riabilitazione dentale non conta solo sostituire i denti https://www.giovannimaver.it/blog/riabilitazione-carico-immediato-equilibrio-bocca/

La lingua è uno dei fulcri dell’equilibrio stomatognatico

La lingua non lavora mai da sola.

Durante ogni atto deglutitorio interagisce continuamente con:

• muscoli

• mandibola

• osso ioide

• respirazione

• articolazioni temporo-mandibolari

• sistema nervoso.

Ogni modifica dei volumi disponibili all’interno della bocca può influenzare queste relazioni e richiedere al sistema una nuova organizzazione funzionale.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo.

👉 È uno dei principali riferimenti funzionali attorno ai quali il sistema organizza continuamente il proprio equilibrio.

L’obiettivo non è riempire uno spazio

Quando manca un dente, il problema non consiste semplicemente nel sostituire ciò che manca.

L’obiettivo è ricostruire un equilibrio funzionale.

Per questo motivo ogni nuova riabilitazione dovrebbe integrarsi armonicamente con:

• la lingua

• i volumi della bocca

• la deglutizione

• la posizione mandibolare

• l’intero sistema stomatognatico.

Non basta ricostruire un elemento anatomico.

Occorre comprendere come quel nuovo volume verrà accolto e utilizzato dall’intero sistema.

👉 Nel Metodo AEP® System progettare un sorriso significa progettare nuove relazioni funzionali, non soltanto nuovi denti.

Perché un sorriso stabile non nasce semplicemente da denti ben costruiti, ma dall’equilibrio tra tutti gli elementi che li circondano.

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👉 Software 3D AEP® System: progettare un sorriso individuale

Per scoprire come i principi del Metodo AEP® vengono applicati anche nella progettazione digitale del sorriso.

Approfondisci

👉 Scopri il Metodo AEP® System

https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

👉 Rassegna stampa e pubblicazioni scientifiche

https://www.giovannimaver.it/it/rassegna-stampa.php

La lingua: il tassello spesso ignorato nell’equilibrio del sorriso

Quando si parla di sorriso, l’attenzione si concentra quasi sempre sui denti.

Ma i denti non sono il punto di partenza.

Prima dei denti esiste un elemento che lavora continuamente e che contribuisce a guidare lo sviluppo della bocca fin dalle prime fasi della vita:

👉 la lingua.

Nel Metodo AEP® System la lingua non viene considerata semplicemente un muscolo della bocca.

È uno dei fulcri attorno ai quali si sviluppano forma, funzione ed equilibrio del sistema stomatognatico.

La lingua accompagna sorridere, parlare, baciare e deglutire e rappresenta uno dei fulcri dell'equilibrio del sistema stomatognatico nel Metodo AEP® System.
La lingua ci accompagna quando sorridiamo, parliamo, baciamo e deglutiamo. Anche quando non ce ne accorgiamo.

La bocca non è fatta solo di denti

Con la bocca compiamo continuamente azioni fondamentali:

• sorridiamo
• parliamo
• mastichiamo
• respiriamo
• baciamo
• deglutiamo

Tutte queste attività sono il risultato dell’interazione tra:

• strutture scheletriche
• muscoli
• articolazioni temporo-mandibolari
• lingua
• sistema nervoso
• postura corporea

In altre parole, la bocca non è costituita soltanto dai denti.

È un sistema complesso nel quale forma e funzione interagiscono continuamente.

La deglutizione: la funzione che costruisce la bocca

Tra tutte le funzioni della bocca, la deglutizione riveste un ruolo particolare.

È infatti una delle prime attività che compare durante lo sviluppo umano, già a partire dal terzo mese di vita intrafetale.

Da quel momento il sistema inizia progressivamente a organizzarsi e a modellarsi secondo il proprio ritmo funzionale.

Durante questo processo si struttura quello che viene definito corridoio muscolare o zona neutra:

👉 la lingua all’interno

👉 labbra e guance all’esterno

All’interno di questo equilibrio dinamico si svilupperanno successivamente:

• processi alveolari
• arcate dentali
• posizione dei denti

Per questo motivo la deglutizione non rappresenta soltanto una funzione.

Contribuisce alla costruzione stessa della bocca.

Dove impara a stare la lingua

Nei primi mesi di vita la deglutizione è ancora immatura.

La cosiddetta deglutizione infantile utilizza modalità differenti rispetto a quelle dell’adulto e la lingua tende a posizionarsi anteriormente tra i processi alveolari.

Con il completamento della dentizione decidua il sistema acquisisce progressivamente maggiore stabilità.

In questa fase si consolidano importanti riferimenti funzionali:

• lo spot palatino, dove dovrebbe posizionarsi la punta della lingua

• la zona di massima profondità del palato, dove si appoggia la parte centrale della lingua

Questi riferimenti contribuiscono all’organizzazione dell’equilibrio stomatognatico futuro.

Il concetto volumetrico: il palloncino dentro il palloncino

Per comprendere meglio il ruolo della lingua può essere utile immaginare un palloncino pieno d’acqua.

Se schiacciamo il palloncino, volumetricamente la situazione resta inalterata.

Ma spazialmente il volume si redistribuisce.

Lo stesso principio può essere utilizzato per osservare il sistema stomatognatico.

Possiamo immaginare:

• il palloncino lingua

all’interno del

• palloncino bocca

contenuto nel

• palloncino cranio

inserito nel

• palloncino corpo

Ogni volume influenza ed è influenzato dagli altri.

Ogni adattamento si ripercuote sul sistema nel suo insieme.

Ed è proprio questa interazione continua che rende ogni individuo unico.

La lingua: il fulcro attorno a cui si sviluppano le arcate

In condizioni fisiologiche trascorriamo gran parte della giornata con i denti separati tra loro.

Durante la deglutizione invece, circa 20 mn. al giorno, il sistema passa momentaneamente da una situazione di volume aperto, denti separati, a una situazione di volume chiuso, denti a contatto.

È proprio durante questi continui atti funzionali che la lingua contribuisce a mantenere l’equilibrio tra i diversi volumi.

Ogni dente rappresenta un piccolo volume.

Le arcate dentali rappresentano un volume più grande.

Il cranio rappresenta un volume ancora superiore.

E tutti questi elementi devono integrarsi con il volume corporeo complessivo.

Per questo motivo, nel Metodo AEP® System, la progettazione del sorriso non viene affrontata ricercando uno stereotipo estetico valido per tutti.

👉 Ogni persona possiede una propria armonia individuale.

“Se la lingua contribuisce a modellare i volumi che accolgono i denti, diventa difficile immaginare un sorriso realmente personalizzato senza considerare il ruolo che essa ha avuto nel costruirlo.”

Quando la lingua lavora male

Quando la lingua perde il proprio equilibrio funzionale, il sistema può iniziare a creare adattamenti e compensi.

Possono comparire:

  • compensi muscolari;
  • instabilità funzionale;
  • deglutizione alterata;
  • serramento;
  • difficoltà di adattamento;
  • modificazioni dell’equilibrio posturale.

Non sempre questi fenomeni provocano dolore o sintomi immediati.

Spesso il corpo riesce a compensare.

L’assenza di sintomi non coincide necessariamente con l’assenza di adattamenti.

Perché nel Metodo AEP® la lingua viene prima dei denti

Quando l’equilibrio stomatognatico è alterato, il punto di partenza non può essere rappresentato esclusivamente dai denti.

Occorre comprendere come interagiscono:

• lingua

• deglutizione

• posizione mandibolare

• muscoli

• postura

Nel Metodo AEP® System l’obiettivo non è semplicemente riposizionare dei denti.

L’obiettivo è ricercare un equilibrio tra:

👉 FORMA

e

👉 FUNZIONE

Per questo motivo la lingua viene considerata uno dei principali riferimenti del sistema.

Il sorriso nasce dall’equilibrio del sistema

Uno dei concetti fondamentali del Metodo AEP® System è che la bocca non è fatta solo di denti.

La lingua rappresenta un tassello fondamentale del rapporto tra bocca e corpo.

Per questo motivo, nella progettazione del sorriso, non è sufficiente osservare la forma dei denti.

Occorre comprendere:

• lo spazio necessario alla lingua

• le sue dinamiche funzionali

• il rapporto tra i diversi volumi corporei

• l’equilibrio complessivo del sistema

👉 Un sorriso stabile non dipende soltanto dalla forma dei denti.

Dipende da come l’intero sistema riesce a funzionare in armonia.

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Perché ogni riabilitazione dovrebbe rispettare l’individualità della persona e non inseguire uno stereotipo estetico

Perché alcune persone convivono con problemi importanti… senza dolore?

Il corpo compensa. Fino a quando può.

Perché alcune persone con problemi in bocca sviluppano:

  • mal di testa,
  • dolori cervicali,
  • tensioni mandibolari,
  • dolori posturali,

mentre altre, apparentemente nelle stesse condizioni, non avvertono nulla?

corpo compensa dolore postura bocca metodo aep
Il corpo compensa gli squilibri fino a quando riesce a mantenersi entro il proprio equilibrio adattativo.

La risposta non è quasi mai semplice.

Il corpo non funziona a pezzi separati

Ed è proprio qui che il Metodo AEP® introduce una visione differente.

La bocca non è un sistema isolato.

Fa parte del sistema corpo e interagisce continuamente con:

  • muscoli,
  • articolazioni,
  • postura,
  • respirazione,
  • emozioni,
  • metabolismo.

Ogni informazione viene continuamente gestita dal nostro “computer centrale”: il cervello.

Il suo obiettivo principale non è la perfezione.

Il corpo si adatta continuamente

👉 È il miglior equilibrio possibile con il minor dispendio energetico e il minor dolore possibile.

Immaginiamo di avere un dolore al piede.

Il cervello prova inizialmente a risolvere il problema.

Se però non riesce, il corpo cerca una strategia alternativa:

  • cambia appoggio,
  • modifica la postura,
  • sposta i carichi,
  • crea compensi muscolari.

In pratica:
👉 si adatta.

Questo adattamento spesso ci permette di continuare a lavorare, camminare e vivere normalmente.

Cos’è il “range di tolleranza al dolore”?

Ma adattarsi non significa aver risolto il problema.

Ogni persona ha una propria capacità di compensazione.

Possiamo immaginarla come una soglia personale.

Finché il corpo riesce a restare dentro quella soglia, il dolore può anche rimanere silente.

Facciamo un esempio semplice.

Una persona può avere:

  • una tensione lombare,
  • un problema occlusale,
  • una contrattura cervicale,

ma il corpo riesce ancora a compensare.

Quindi il dolore non emerge in modo evidente.

Poi però si aggiungono altri fattori:

  • stress,
  • stanchezza,
  • problemi emotivi,
  • alimentazione disordinata,
  • traumi,
  • sovraccarichi fisici.

A quel punto il sistema supera la propria capacità di adattamento.

Ed è lì che spesso compaiono:

Perché alcuni problemi in bocca danno sintomi… e altri no?

  • dolore,
  • cefalee,
  • rigidità,
  • vertigini,
  • tensioni muscolari,
  • dolori mandibolari.

Perché ogni persona:

  • ha una storia diversa,
  • ha compensi diversi,
  • ha un equilibrio diverso,
  • ha una differente capacità di adattamento.

Due bocche apparentemente simili possono quindi avere effetti completamente differenti sul corpo.

Ed è proprio per questo che nel Metodo AEP® non si guarda solamente ai denti.

Si cerca di comprendere:

La bocca può influenzare il resto del corpo?

  • come lavora il sistema,
  • quanto il corpo stia compensando,
  • se il paziente sia ancora dentro il proprio equilibrio adattativo oppure no.

Sì.

Così come il resto del corpo può influenzare la bocca.

L’apparato stomatognatico interagisce continuamente con:

  • lingua,
  • muscoli,
  • osso ioide,
  • postura,
  • catene miofasciali.

Per questo motivo un problema occlusale può contribuire a creare squilibri compensativi.

Ma attenzione:
👉 non significa che “la bocca sia la causa di tutto”.

Significa riconoscere che il corpo funziona come un insieme.

Approfondisci qui:
👉 Bocca e postura: il corpo compensa fino a quando può
https://www.giovannimaver.it/blog/mal-di-testa-postura-bocca/

👉 Deglutizione: il fulcro spesso ignorato nella progettazione del sorriso
https://www.giovannimaver.it/blog/deglutizione-postura-sorriso/

Il punto non è eliminare un sintomo.

È capire come il sistema si sta adattando.

Il Metodo AEP® parte proprio da questo principio.

Osservare il paziente come un sistema integrato.

Non limitarsi alla forma dei denti.

Ma comprendere:

  • funzione,
  • compensi,
  • equilibrio,
  • postura,
  • dinamiche muscolari,
  • individualità.

Perché ogni persona ha:
👉 una propria armonia,
👉 una propria storia,
👉 un proprio equilibrio.

Approfondisci

E quindi anche:
👉 un proprio sorriso.

👉 Per comprendere questo approccio
https://www.giovannimaver.it/it/aep-system.php

📘 Ebook – Ad ognuno il proprio sorriso
https://you.dental/?product=aep-system-armonia-estetica-posturale-ad-ognuno-il-proprio-sorriso-il-metodo-per-crearlo&lang=it

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